La scarsa autostima e la vita di coppia

La persona con scarsa autostima vive un senso di incertezza su di sé e sulla prospettiva della vita della coppia. E’ psicologicamente eterodipendente, in quanto fonda la sua autostima principalmente su ciò che ritiene che gli altri pensino o possano pensare di lui. In particolare tiene in modo spasmodico alla stima e alla considerazione delle persone importanti, qual è il coniuge. Desidera fare sempre buona impressione ed essere approvato, pena la compromissione della sua individualità e autostima.

Le sue aspettative nei confronti degli altri sono grandi come grandi sono anche i timori che nutre circa il bene che gli possano volere. Vive una costante sindrome dell’altalena tra la fiducia e il sospetto. Mentre esternamente sembra presentare un atteggiamento sicuro, disinvolto, loquace, nell’intimo è incerto, timoroso e a volte spaventato.

Queste persone nella relazione di coppia tendono a ripetere il rapporto visto vivere dai loro genitori oppure lo configurano come radicalmente opposto  e si impegnano per dimostrare a se stessi e agli altri di non essere come i propri genitori. Di norma, formano coppie simbiotiche e vivono il rapporto più come difesa che come espressione dei loro sentimenti profondi e di fiduciosa apertura al futuro della vita. Vivono, cioè, con un atteggiamento circospetto, come  in sospensione, attente a non permettere di essere ferite, più che a lasciarsi andare e vivere con spontaneità. Torneremo su queste dinamiche nel prossimo capitolo.

Dopo la celebrazione del matrimonio o dopo un breve periodo di convivenza, scoprono che il coniuge  non è la persona che hanno immaginato e che desideravano. A causa di ciò vivono immancabili frustrazioni, rabbie, disillusioni, che incidono sul loro stato d’animo e sul clima psicoaffettivo che proiettano nella coppia e nella famiglia. E’ un clima nevrotizzato, che gli altri membri subiscono.

La costante interdipendenza tra i vari membri del  nucleo familiare influenza i reciproci comportamenti, i pensieri e le emozioni. Questa circolarità relazionale è una dimensione fondamentale  e determinante per cogliere e capire il clima psicoaffettivo che vive la coppia e il nucleo familiare. L’interdipendenza tra i vari membri della famiglia è più presente di quanto si creda, creando processi simbiotici, che legano emotivamente le persone tra loro. Da qui viene la tendenza a riperpetuare nelle future relazioni, come quella coniugale o della convivenza, il legame simbiotico con il proprio partner.

Là dove permane  una tendenza simbiotica, fondata  sulla scarsa autostima e sull’insicurezza, i due si  scelgono l’un l’altro senza comunicarsi reciprocamente i propri timori, le idee, le convinzioni e senza aprirsi ad  una intimità psicologica profonda. Questo li porta a vivere la relazione con un soffuso atteggiamento di reciproca circospezione. Il sospetto è spesso dietro l’angolo.

Di fronte a questo tipo di legame, l’esperienza ci dice che, solo quando ognuno dei due avrà raggiunto un certo livello di autonomia e maturità psicoaffettiva, i due saranno capaci di aver fiducia l’uno nell’altro, di prendere dall’altro e contemporaneamente di dare all’altro. Allora sapranno utilizzare le proprie e le altrui capacità per crescere sia individualmente sia come coppia e famiglia. (G. G., Sposarsi o convivere oggi. Le radici, le ragioni, gli orizzonti di una scelta, Fede & Cultura, Verona 2016, pp. 87-88).

Gilberto Gobbi

Sorgente: Tempo e Spazio. Il blog di Gilberto Gobbi