La realtà dell’orco

La perdita dei padri. La loro collettiva fuga, sparizione, dipartita, assassinio
Il ’68 è stato una cultura etnocidaria, che ha tolto al popolo occidentale qualsiasi fierezza di se stesso e della sua storia, così da prepararlo all’asservimento. Chi si vergogna di se stesso si lascia morire e si lascia asservire. Dietro la fantasia al potere c’era in realtà l’Unione Sovietica, dove la gente moriva di fame perché fiumi di denaro arrivassero agli uomini politici e agli intellettuali disposti a fare il loro meglio per distruggere le odiate democrazie e diventare anche loro un pezzo della dittatura del proletariato. L’Unione Sovietica nel frattempo è crollata, e l’Arabia Saudita è subentrata a raccattare e stipendiare i suoi disoccupati servi, trovandosi di fronte un continente in ginocchio sui ceci per le sue supposte colpe, che non si ritiene più in diritto di avere diritti.
La gente ha amato Il Signore degli Anelli e il fantasy perché sa che sono la sua salvezza. L’Illuminismo, il marxismo, il ’68 sono tutte ideologie etnocidarie basate sul disprezzo e la criminalizzazione del Medioevo. È dal Medioevo che siamo nati. Il crollo dell’Impero romano è stato un evento di una violenza inaudita e noi nasciamo da lì. Tutti noi abbiamo
nei cromosomi un po’ di romani e un po’ di barbari. Il risultato fu una società di una violenza spaventosa, ma vitale. La Chiesa salvò la scrittura, il concetto di Dio e il valore del dolore. Sempre con il cristianesimo come collante, sempre feroci e armati fino ai denti, abbiamo cominciato ad andare avanti, siamo arrivati alla Dichiarazione dei diritti dell’Uomo e alla vaccinazione antivaiolosa. Noi siamo noi, siamo un ammasso di razze selezionate dalla ferocia e dal caso, siamo la nostra violenza, siamo la nostra compassione, siamo la nostra miseria e la nostra grandezza. Noi siamo noi. Questa è la nostra storia e la propria storia non si rinnega mai. Siamo stati un intruglio violento e feroce, ma vitale. Come diceva Benedetto Croce, la nostra civiltà è nata nel Medioevo e sempre Benedetto Croce ci dice che la violenza dei barbari è stata una fortuna. Grazie a quella violenza siamo stati abbastanza forti da resistere all’islam. Tutto il mondo noto ha ceduto, dal Nord Africa, all’Impero romano d’Oriente, Siria, Costantinopoli, Mesopotamia, tutte culle del cristianesimo, Pakistan e Afghanistan, culle del buddhismo, fino all’Indonesia e al Bangladesh, culle dell’induismo, ma noi abbiamo tenuto. Fossimo stati più decenti ed educati ci avrebbero massacrato. In un momento in cui tutto quello che abbiamo fatto, che abbiamo detto e che abbiamo pensato, e soprattutto quello che siamo è deriso, disprezzato e criminalizzato, possiamo, grazie al fantasy, recuperare la nostra storia.
Silvana De Mari.

dal libro
La realtà dell’orco
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silvana.demari@libero.it
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