La Legge Fiano e la libertà di pensiero

Vengo da una famiglia di antifascisti tutti, nessuno escluso.

Nessuno ha mai avuto la tessera del partito fascista.

Non è stato uno scherzo non averla. Ogni cosa ha il suo prezzo.

Non amo in nulla Benito Mussolini. Non me ne frega niente che abbia bonificato paludi e costruito scuole, cosa che probabilmente avrebbe fatto anche un governo qualsiasi senza necessità di un colpo di stato. Ci ha scaraventato nella seconda guerra mondiale, grazie a lui abbiamo avuto le città bombardate, Cassino distrutta, uomini a migliaia sono morti perché le loro donne li piangessero spesso senza neanche avere una tomba. Mussolini ha disonorato l’esercito italiano che ha commesso atrocità che mai erano state commesse prima. Mussolini ha disonorato il popolo italiano firmando le Leggi razziali. Eserciti stranieri, inclusi i soldati marocchini a seguito dell’esercito francese, le SS di Sant’Anna di Stazzema e di Marzabotto si sono avventati come cani rabbiosi su una popolazione che non aveva più difesa perché gli uomini non c’erano più a proteggerla.

Non ho in casa un busto del Duce, se comprassi un accendini con la sua faccia sentirei su di me il dolore e la vergogna di mio padre e dei miei nonni.

Detto questo, la proposta di legge Fiano è un attentato alla libertà di pensiero.

Nessuno si illuda.

Di qualche folkloristico nostalgico non importa un fico a nessuno. Questa legge è fondamentale perché apre la porta alle altre. Ci vieta di essere cattivi, e questo è pericoloso, perché il mondo si divide in buoni e cattivi e i buoni decidono chi sono i cattivi.

Sarà vietato il razzismo , e questo sarebbe sbagliato anche se la definizione di razzismo fosse corretta: considerare un altro disprezzabile per la sua appartenenza etnica, perché la libertà consiste nel pensare anche le cose sbagliate. In realtà chiunque criticherà un’immigrazione incontrollata, chiunque avrà perplessità sulla religione di pace che insanguina le nostre piazze sarà tacciato di razzismo.

Sarà vietata l’omofobia, non l’omofobia atroce e criminale che uccide in Iran e Gaza e Arabia Saudita, contro la quale da sempre parliamo Magdi Allam, Bet ya’or, Alexander Del Valle, io e pochi altri: quella omofobia resterà incontrastata e nessuna fiaccolata verrà fatta davanti a nessun ambasciata.

Sarà punito chi esprimerà perplessità davanti allo sguaiato infantilismo dei Pride, o chi cercherà di diffondere i dati reali dell’aumento delle patologie; la stessa affermazione che un bambino ha bisogno di un padre e di una madre sarà considerata blasfema.

La libertà si difende perché con sangue sudore e lacrime è stata conquistata e quelli non erano effetti speciali.

Difendiamo la libertà di quelli dalla parte sbagliata della barricata di essere dalla parte sbagliata della barricata.

Se non la difendiamo, ora, con tutte le nostre forze, nessuno si illuda, i prossimi saremo noi.

Silvana De Mari