L’importanza della gratitudine.

Non sempre abbiamo a disposizione una nuova gravidanza, una montagna da scalare o un’immersione, un pubblico, un nuovo amore, una cena in un ristorante stellare; allora cosa facciamo? Ci concentriamo sui piccoli piaceri. Il Dio delle Piccole cose è quello che non molla mai, e li trasformiamo in grandi piacere con la gratitudine per l’enormità di doni che c’è dietro ogni piccolo piacere. Per guardare un fiore ho bisogno degli occhi, per il caffè del gusto e dei soldi per pagarlo. Il piacere del caffè al mattino, in una tazza particolare che amo per un qualsiasi motivo; il piacere di dormire nelle mie lenzuola; il piacere di camminare da sola tra le vigne. Questo piacere deve diventare gratificazione: come? Lo dice la parola gratificazione: con la gratitudine. Mi concentro sul piacere e questa è la prima fase che ha un nome preciso in inglese, gli inglesi hanno dato un nome a tutto, e si chiama smelling, l’assaporare, vivere nel presente: cammino e sento gli uccellini e guardo il gioco delle ombre e del sole, delle ombre nel punto in cui camminiamo e del sole, guardo il colore del fiume, ogni tanto c’è un’anatra, sento la brezza sulla pelle, è tutto bellissimo, perfetto e in più sento la gratitudine. La la gratitudine per i passi, ci vogliono le gambe, i piedi, i muscoli, le articolazioni, le ossa; tutto sta funzionando. La gratitudine per l’ossigeno per i polmoni che lo stanno respirando, la gratitudine per ogni foglia rossa o oro, per ogni stelo d’erba, allora questo momento diventa perfetto, gratificazione o estasi. In realtà camminare facendo attenzione ai colori, gli odori, i suoni, quali essi siano, è una forma di meditazione, cioè una tecnica che riequilibra la capacità di concentrazione. 

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