islamofobia, lo psicoreato del presente totalitario

A questo indirizzo

http://www.scribd.com/doc/80544255/Islamofobia

troverete il  libro ISLAMOFOBIA lo psicoreato del Futuro totalitario.

Gli autori,  David Horowitz e Robert Spencer, devono girare con la scorta, quindi vale la pena di leggere quello che scrivono.

Per chi avesse difficoltà a scaricare il libro, lo riporto a puntate su questo blog.

 

Titolo originale:

 Islamophobia,Thought Crime of the Totalitarian Future

Copyright 2011David Horowitz Freedom CenterPO BOX 55089Sherman Oaks, CA 91499-1964Elizabeth@horowitzfreedomcenter.orgwww.frontpagemag.comISBN: 1-886442-81-9. Testo gratuito. Diffusione autorizzata

 

Islamofobia

«Islamofobia: Lo psicoreato del Futuro Totalitario» di David Horowitz & Robert Spencer (Traduzione italiana autorizzata). In questo testo gli autori ci mostrano come i 56 paesi islamici stati-membro delle Nazioni Unite esercitino la propria egemonia sull’ONU.

 

 

 

 

 

 Islamofobia: Lo Psicoreato del Futuro Totalitario

In 1984, l’incubo futuristico di George Orwell, i cittadini sono sorvegliati da una polizia segreta che si occupa di «psicoreati» contro lo stato totalitario. Questi psicoreati sono semplicemente atteggiamenti ed idee che le autorità consi-derano politicamente scorrette. Orwell scrisse 1984all’apice della Guerra Fredda e la sua visione rispecchiava aspetti fin troppo reali della vita. Lo stato di polizia sovietico aveva steso i propri tentacoli su centinaia di mi-lioni di persone, schiavizzandole. Decine di mi-lioni di loro, le cui idee non si conformavano ai dettami dello stato totalitario, furono spedite ai campi di lavoro e ai plotoni di esecuzione per aver commesso psicoreati. Il loro crimine era di essere«anti-sovietici» — di parlare contro il socialismo o i suoi leader, o di non scimmiottare le opinioni approvate dal regime.

 

 

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Durante la Guerra Fredda, l’America guidò una coalizione di democrazie nell’opposizione del Comunismo poiché i fondatori dell’America avevano fatto della libertà la pietra angolare della loro Repubblica. Il primo articolo della Dichiarazione dei Diritti Americana fu concepito per garantire che la voce dei cittadini non subisse restrizioni da parte del potere statale. La libertà contenuta nel Primo Emendamento garantisce ai cittadini il diritto di dissentire dall’ortodossia, di criticare i potenti, e di dire la verità — così come la concepiscono — senza dover temere ritorsioni. Questa libertà è, in asso-luto, l’indispensabile piedistallo di tutte le altre libertà di cui godono gli americani. Poiché in assenza del diritto a dissentire dalle opinioni distato, ogni altra libertà diviene revocabile. Senza questo diritto, ogni dissenso dalle politiche e pratiche dello stato diverrebbe psicoreato. «Islamofobia» è il nome assegnato ad uno psicoreato moderno. Lo scopo del suffisso nel termine «islamofobia» è di suggerire che qualsiasi paura associata all’Islam sia irrazionale — anche se quella paura nasce dal fatto che il suo profeta egli imam odierni esortano i fedeli a uccidere gli infedeli, o dal fatto che gli attentati dell’11 Settembre furono perpetrati in risposta a quelle esortazioni. Peggio ancora, serve a suggerire che simili risposte a quegli attentati rispecchiano un fanatismo di cui bisognerebbe aver paura. Quantunque, coloro che conoscono la storia adotteranno un punto di vista diverso. Nell’autunno del 2005 le sommosse islamiche globali risultarono nella morte di oltre 100 persone. Le sommosse furono scatenate dalla pubblicazione in Danimarca di vignette raffiguranti il profeta islamico Maometto.

http://en.wikipedia.org/wiki/Timeline_of_the_Jyllands-Posten_Muhammad_cartoons_controversy

 

In risposta a quegli scandali a sfondo religioso, un gruppo di scrittori di fama internazionale rilasciò un manifesto inti-tolato «Insieme Contro il Nuovo Totalitarismo.»

 

http://news.bbc.co.uk/go/pr/fr/-/2/hi/europe/4764730.stmhttp://www.islamofobia.info/2011/09/03/manifesto-dei-dodici/ 

 

 

 

 Uno degli scrittori, Salman Rushdie, era stato egli stesso oggetto di simili attacchi dopo che il leader islamico Ayatollah Khomeini emise una fatwa che esortava tutti i musulmani a ucciderlo. Il suo crimine? Aver insultato il profeta Maometto in un romanzo. Rushdie fu costretto a nascondersi per molti anni e fu in grado di riacquistare la libertà solo dopo la morte dell’Ayatollah, nonostante  ogni anno la Repubblica Islamica dell’Iran rinnovi la sentenza di morte. Il manifesto pubblicato da Rushdie e i suoi colleghi dice: «Dopo aver vinto il fascismo, il nazismo, lo stalinismo, il mondo ha di fronte una nuova minaccia globale di tipo totalitario: l’islamismo. Noi, scrittori, giornalisti, intellettuali,chiamiamo alla resistenza al totalitarismo religio-so e alla promozione della libertà, delle uguali opportunità e della laicità per tutti. … Noi rifiutiamo di rinunciare allo spirito critico per timore di incoraggiare ‘l’islamofobia’, concetto infelice che confonde la critica dell’Islam come religione e la stigmatizzazione dei credenti. Noi difendiamol’universalità della libertà d’espressione, perché lo spirito critico possa applicarsi su tutti i continenti,contro tutti gli abusi e tutti i dogmi.»

 

 

L’Islam Politico

L’Islam viene spesso difeso come una religione non diversa dal Cristianesimo, l’Induismo,il Giudaismo e la maggior parte delle altre confessioni. Ma questo trascura il fatto che, a differenza delle altre confessioni moderne, l’Islam è una religione politica. L’Islam non ha subito riforme dal tempo della sua istituzione nel VII° secolo, e i mussulmani non concepiscono separazione tra religione e stato. Nei suoi testi canonici e negli insegnamenti, l’Islam considera tutte le altre religioni (e le non-religioni) dei «miscredenti», e istruisce i suoi fedeli a considerarsi in guerra con coloro che non si sottomettono al Dio Islamico. A differenza dei Cristiani e degli Ebrei, i leader islamici ambiscono a creare uno stato islamico globale, un «califfato», che imporrebbe ovunque la legge islamica alle persone, criminalizzando di conseguenza il pensiero eretico. L’ambizione globale dell’Islam politico è dichiarata apertamente. Il presidente della Repub-blica Islamica dell’Iran, Mahmoud Ahmadinejad,ha dichiarato: «Non abbiate dubbi… se Allah lo vorrà, l’Islam conquisterà che cosa? Conquisterà tutte le cime delle montagne del mondo.»

«Iran’s New President Glorifies Martyrdom,» Middle East MediaResearch Institute, 29 luglio 2005.

 

Nel1990 i 56 stati-membro dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (OCI) si riunirono in Egitto ed adottarono la «Dichiarazione del Cairo dei Diritti Umani dell’Islam.» La Dichiarazione del Cairo stabilisce che, «Tutti gli esseri umani for-mano un’unica famiglia i cui membri sono uniti dalla sottomissione ad Allah.»

Dichiarazione de Il Cairo sui Diritti Umani delle Nazioni Islamiche, 5agosto 1990.

Queste sono tutte affermazioni religiose, ma vengono rilasciate da autorità

 Politiche.

Inoltre,sono in totale accordo con la teologia tradizionale islamica. Nel suo libro del 1995, War and Peace in the Law of Islam, Majid Khadduri, docente di legge islamica di fama internazionale, scrisse, «Lo stato islamico, la cui funzione principale é di mettere in vigore la legge di Dio, si propone di instaurare l’Islam quale ideologia dominante e regnante nel mondo intero. … La jihad è quindi impiegata come strumento sia per l’universalizzazione della religione che per l’instaurazione di uno stato imperialistico mondiale.»

Majid Khadduri,

War and Peace in the Law of Islam, Ed. Johns HopkinsUniversity (1955), p. 51.

 

 Dato che i precetti della fede islamica non possono essere messi in discussione, e siccome   l’Islam in quanto religione prescrive una condotta morale per ogni aspetto della vita individuale e sociale, la legge islamica — la shariah — è per sua stessa natura totalitaria. Una religione che non riconosce alcun principio di separazione dall’autorità governativa, le cui prescrizioni stabi-liscono cosa sia appropriato in ogni aspetto della vita privata, è la definizione stessa di un governo totalitario. Laddove l’Islam diviene la religione distato, le violazioni della dottrina islamica e il pensiero eretico vengono inevitabilmente conside-rati crimini contro lo stato. L’Organizzazione della Conferenza Islamica(ora chiamata L’Organizzazione della Coopera-zione Islamica), Modificò il proprio nome nel luglio 2011, è composta dalle 56 nazioni islamiche più l’Autorità Palestinese. Al momento  l’Arabia Saudita e l’Iran, assieme al Sudan settentrionale Islamico e gran parte della Somalia,sono governi in cui la legge islamica viene applicata pienamente. Gli altri stati islamici, come il Pakistan, l’Egitto e l’Indonesia sono attualmente governati da un commisto di legge occidentale elegge islamica. ( nota. Il testo è stato scritto prima della primavera araba. Ora la Sharia è legge dello stato in Indonesia, Egitto e Libia ) Anche in simili stati «moderati» a maggioranza islamica, quantunque, i Cristiani  

vengono perseguitati violentemente in quanto agli infedeli e ai non-musulmani in generale vengono negati i diritti basilari. Anche in questi stati l’apostasia non è tollerata. I musulmani che si convertono ad altre religioni vengono costantemente minacciati, molestati, incarcerati e finanche messi a morte tramite leggi statali tuttora in vigore. In breve, anche negli stati islamici «moderati»le pene sono severe per chi devia dall’ortodossia religiosa riconosciuta, e in ognuno di questi stati esistono movimenti islamici integralisti che spingono per una maggiore adesione alla legge islamica. Non uno dei suoi membri — con l’unica e contestabile eccezione del Libano, il quale è unico a sé in quanto ha una cospicua popolazione Cristiana— può essere considerato una democrazia nel senso occidentale del termine. Anche la Turchia secolare nega in molti modi l’uguaglianza dei diritti ai Cristiani. Non uno dei 56 stati islamici né l’Autorità Palestinese è tollerante verso le donne, verso i gay, o altre minoranze, né li tratta egualmente. Sin dal crollo dell’Unione Sovietica, gli stati islamici dell’OCI costituiscono il maggior fronte votante alle Nazioni Unite. Esercitando la propria influenza, l’OCI è riuscito a far condannare Israele più di 200 volte nelle risoluzioni formali dell’ONU, più volte di tutti gli altri stati membri combinati. Ma lo stesso fronte votante islamico ha assicurato che i regimi terroristi in Iran, Gaza e la Cisgiordania non siano mai stati censurati, neanche una sola volta. Tramite l’OCI, gli stati islamici hanno anche lavorato per molti anni al fine di persuadere i membri dell’ONU a criminalizzare «l’islamofobia.»

L’Islamofobia e i Fratelli Musulmani

I Fratelli Musulmani sono un’organizzazione globale e la forza motrice dietro le quinte dell’Islam politico totalitario. È altresì la sorgente dell’Islam terroristico, in particolare dei gruppi terroristici islamici al-Qaida e Hamas.La Fratellanza fu fondata in Egitto nel 1928da Hasan al-Banna. Al-Banna era un ammiratore ed un sostenitore dichiarato di Adolf Hitler e negli anni ‘30 fece tradurre il  Mein Kampf  in arabo. Il suo discepolo, Haj Amin al-Husseini, il patriarca del nazionalismo palestinese, passò la Seconda Guer-ra Mondiale a Berlino reclutando arabi per le legioni di Hitler. Al-Banna aspirava alla creazione di un impero islamico globale in cui istituire la shariah come legge globale: «È un obbligo incombente su ogni singolo musulmano di lottare al fine di rendere ogni persona musulmana e di islamizzare il mondo intero, cosicché la bandiera dell’Islam possa sventolare sulla Terra e il richiamo del muezzin faccia risuonare ai quattro angoli del pianeta:Allah è il più grande!»

Brynjar Lia, The Society of the Muslim Brothers in Egypt , Ed. IthacaPress (1998), p. 79.

 

 Il motto dei Fratelli Musulmani ispira i propri membri a perseguire questo piano: «Allah è il nostro obiettivo. Il Profeta è il nostro leader. Il Corano è la nostra legge. La Jihad è il nostro sentiero. Morire nel sentiero di Allah è la nostra aspirazione massima.» Il movimento di Al-Banna crebbe rapidamen-te in Egitto, ma dopo che un membro dei Fratelli Musulmani il 28 dicembre 1948 assassinò il primo ministro egiziano l’organizzazione fu bandita. Quantunque, sin dai giorni del Presidente Gamel Abdel Nasser (1956-1970), la Fratellanza è stata così popolare tra gli egiziani che il governo egiziano ha preferito guardare altrove mentre quest’organizzazione terrorizzava i Cristiani Copti ed altri, imponendo le scritture islamiche sull’intera popolazione. Fu solo quando la Fratellanza mostrò segni di essere divenuta abbastanza potente da usurpare il potere governativo che il governo egiziano diede un giro di vite. Nel 1966 Sayyid Qutb, la guida teorica della Fratellanza, venne arrestato e messo a morte per aver incitato al rovesciamento del regime per sostituirlo con uno che implementasse appieno la legge islamica. Ma la popolarità della Fratellanza perdurò. Il successore di Nasser,Anwar Sadat, firmò un trattato di pace con Israele,provocando il suo assassinio da parte delle frange islamiche oltranziste. Poco prima del suo attentato, Sadat aveva scarcerato tutti i membri della Fratellanza che giacevano da anni nelle carceri egiziane, ed aveva anche promesso alla Fratellanza che la legge islamica sarebbe stata pienamente implementata in Egitto.Dopo l’11 Settembre, la Fratellanza ha avviato una campagna per risanare la propria immagine 

e presentarsi come un’organizzazione moderata. La sua intenzione era di infiltrare la macchina politica — un obiettivo che infine raggiunse con la caduta del successore di Sadat, Mubarak — alfine di portare avanti il progetto di convertire l’Egitto in uno stato islamico. Immediatamente dopo la caduta di Mubarak, la Fratellanza divenne la forza politica dominante in Egitto, manifestan-do la propria influenza con la riapertura delle relazioni dell’Egitto con l’Iran per la prima volta in 34 anni. Quest’intesa coincise con la rottura del blocco di Gaza che era stato studiato per prevenire l’afflusso di armi al gruppo terroristico Hamas —esso stesso una creazione della Fratellanza. Hamas, nel proprio statuto, si definisce una creazione della Fratellanza: «Il Movimento di Resistenza Islamico [Hamas] è una delle branche dei Fratelli Musulmani in Palestina. Il movimento dei Fratelli Musulmani è un’organizzazione mon-diale, uno dei più grandi movimenti islamici dell’era moderna.»

Statuto di Hamas (1988):http://www.thejerusalemfund.org/www.thejerusalemfund.org/carryover/documents/charter.html[

 N.d.t.

]: la ripetizione nel link sopra non è un errore! Per una traduzion eitaliana dello statuto:http://www.islamofobia.info/2011/12/27/statuto-di-hamas/ 

 

I fondatori di Al-Qaida, Abdullah Azzam e Osama bin Laden, e il leadermassimo Ayman al-Zawahiri, erano tutti o membri dei Fratelli Musulmani o addestrati da loro. «Washington’s Schizophrenic Approach Toward the Muslim Brotherho-od,»  IPT News , 28 settembre 2010.

 La portata della Fratellanza si estende persino nell’Iran sciita. Navab Safavi, fondatore del grup-po islamico iraniano Fedayan-e Islam, che fu attivo in Iran negli anni ‘50, fu fortemente in-fluenzato dalla Fratellanza; Safavi stesso divenne infine uno stretto collaboratore dell’Ayatollah Khomeini. Ovviamente, Khomeini divenne famigerato per aver chiamato l’America con il nome del pilastro che i Musulmani lapidano durante il pellegrinaggio a La Mecca: il «Grande Satana» —ossia, il leader del mondo degli infedeli, anti-totalitarista e anti Shariah. I piani dei Fratelli Musulmani contro il Grande Satana sono spiegati dettagliatamente in un documento interno rinvenuto nel 2005 dall’FBI nei quartieri generali della Holy Land Foundation,nella Virginia del Nord. La Holy Land Foundationera la più grande organizzazione di «beneficenza»islamica in America, ed era al contempo una

facciata per raccogliere fondi per l’organizzazione terroristica di Hamas (creata dalla Fratellanza). Il documento sequestrato venne presentato come prova al processo contro la HLF del 2007. La Fondazione fu accusata di sostenere illegalmente l’organizzazione terroristica Hamas. Il processo si concluse con la condanna dei leader della HLF. Il documento sequestrato era intitolato,«Memorandum Esplicativo sull’Obiettivo Strategico Generale per il Gruppo in Nord-America.»

Mohamed Akram, «An Explanatory Memorandum on the GeneralStrategic Goal for the Group in North America,» 22 maggio 1991, Go-vernment Exhibit 003-0085, U.S. vs. HLF, et al. P. 7 (21).

 In esso, ai membri dei Fratelli Musulmani veniva detto: «L’obiettivo strategico generale del gruppo in America, così come approvato dal Concilio della Shura e dalla Conferenza Organizzativa dell’anno [1987] è l’Abilitazione dell’Islam in Nord-America, ossia: istituire un Movimento Islamico efficace e stabile, guidato dai Fratelli Musulmani, che abbracci le cause dei musulmania livello domestico e globale, e che si adoperi per espandere la base dei musulmani osservanti, e

supporti lo stato islamico ovunque esso sia.»

“A Project for an Explanatory Memorandum for the General StrategicGoal for the Group in North America Mentioned in the Long TermPlan.”http://www.discoverthenetworks.org/viewSubCategory.asp?id=1235

E ancora, «[I Musulmani] devono comprendere che il loro operato in America è una specie di grande jihad finalizzata ad eliminare e distruggere la civilizzazione Occidentale dal suo interno e a‘sabotare’ la sua miserabile dimora con le proprie mani e per mano dei credenti affinché venga eliminata e la religione di Allah sia resa vittoriosa su tutte le altre religioni.»Per conseguire l’obiettivo di distruggere la civilizzazione Occidentale e istituire uno stato islamico globale, il memorandum della Fratellanza invitava alla creazione di organizzazioni di facciata che si insinuassero nelle strutture istitu-zionali delle società ospitanti e di quella americana in particolare. Tra i gruppi che il Memorandum identificava come appartenenti a questa rete di gruppi di facciata per la Fratellanza in America c’erano la Muslim American Society, la Muslim Students Association, l’Islamic Society of NorthAmerica, l’Islamic Circle of North America, e l’Islamic Association for Palestine, il gruppo-genitore del Council on American-Islamic Rela-tions (CAIR).

Ibid. L’analisi del documento è reperibile a questo link:http://www.discoverthenetworks.org/viewSubCategory.asp?id=1235

 Un altro gruppo di facciata identificato nel Memorandum — l’International Institute for Islamic Thought — inventò il termine «islamofobia.», genitore del Council on American-Islamic Rela-tions (CAIR).

 Un altro gruppo di facciata identificato nelMemorandum — l’International Institute forIslamic Thought — inventò il termine «islamofo-bia.»

Claire Berlinski, «Moderate Muslim Watch: How the Term ‘Islamopho-bia’ Got Shoved Down Your Throat,»  Ricochet , November 24, 2010. «Ilneologismo ‘islamofobia’ non è meramente emerso ex nihil.  Fu inventa-to deliberatamente da un’organizzazione di facciata dei Fratelli Musul-mani, l’International Institute for Islamic Thought, che ha sede nellaVirginia del Nord.»

 

 

 

Un Movimento Globale Contro L’Islamofobia

 

Abdur-Rahman Muhammad è un ex-membro dell’International Institute for Islamic Thought. Egli era presente quando il termine «islamofobia»venne creato, ma oggi descrive il concetto di islamofobia in questi termini: «Questo termine spregiativo non è altro che un cliché parallizza-ragione concepito nelle viscere dei think tank islamici allo scopo di mettere al tappeto i loro critici.

Claire Berlinski, op. cit.

In breve, sin dalle sue origini il termine«islamofobia» fu concepito come un’arma per l’avanzamento della causa totalitaria tramite la stigmatizzazione dei critici e la loro messa a tacere. Anche se fu inventato nei primi anni ‘90,«l’islamofobia» non divenne il punto focale di campagne attive della Fratellanza prima del post-11 Settembre. Da allora è divenuta «una questione di priorità assoluta» per l’Organizzazione della Cooperazione Islamica secondo il suo Segretario Generale, Ekmeleddin Ihsanoglu.

 Patrick Goodenough, “New Name, Same Old Focus for Islamic Bloc,”CNSNews.com, 30 giugno 2011.

 

Nel 2010, la campagna aveva già conseguito un notevole successo. Nel novembre di quell’anno,l’Assemblea Generale dell’ONU votò per condannare ciò che definiva «vilificazione della religione.»

«UN resolution against Islamophobia, Judeophobia and Christianopho-bia,» Reuters, 24 novembre 2010

 

Ogni stato a maggioranza islamica,senza eccezioni, sostenne la risoluzione. Un rapporto di Reuters asserisce che il lin-guaggio della risoluzione venne ammorbidito 

 prima di essere ufficialmente presentato. Il termi-ne «diffamazione» fu mutato in «vilificazione» alfine di conquistare più sostegno presso le nazioni Occidentali. Ma i due termini sono sostanzialmente sinonimi, ed entrambi sono pericolosamente soggettivi. Ciò che a tutti gli effetti costituisce«diffamazione» o «vilificazione» verrebbe presumibilmente lasciato stabilire a qualche organismo dell’ONU, in altre parole essenzialmente agli stati islamici. La risoluzione costituisce un passo avanti in direzione della criminalizzazione delle critiche verso «questioni considerate sacre dai seguaci di qualsiasi religione o credo.»

Patrick Goodenough, «New Name, Same Old Focus for Islamic Bloc,»CNSNews.com, 30 giugno 2011.

 

Definita in questi termini, se dovesse diventare legge sarebbe uno statuto antiblasfemia. Simili statuti sono legge in vigore in molti stati islamici. D’altro canto, le leggi anti-blasfemia sono la vera ragione per cui i fondatori americani crearono il Primo Emendamento. Essi stessi erano profughi dalle persecuzioni religiose e volevano assicurarsi che la nuova repubblica che avevano creato non potesse santi-ficare una particolare confessione e utilizzarla per perseguitare i dissidenti. Questo è sostanzialmente il succo della democrazia americana. Per indorare la sua pillola amara, la risoluzione ONU contro la «vilificazione» condanna non solo «l’islamofobia» ma anche la «giudeofobia e la cristianofobia.» Ma questo è solo un contentino per la sensibilità Occidentale e il fastidioso concetto di libertà di parola, non qualcosa che i creatori islamici della risoluzione presero seriamente. I massacri dei Cristiani in Egitto, Iraq, Pakistan e Indonesia, e gli attentati terroristici contro i fe-steggiamenti della Pasqua Ebraica in Israele, così come altre azioni di odio dei Musulmani contro altre religioni, non spinsero mai l’OCI a chiedere un intervento dell’ONU. Quando il Piss Christ diAndres Serrano divenne una causa celebre (N.d..t.

Nel 1987 l’artista e fotografo Andres Serrano presentò a un concorso statunitense d’arte contemporanea la foto di un crocifisso immerso in un bicchiere della propria urina. La foto fu premiata come opera d’arte e ne conseguì un notevole scandalo negli USA.)  o quando migliaia di vignette antisemitiche apparvero nei media governativi arabi (inclusi  I Proto-colli Dei Savi Anziani di Sion, che furono mostrati sulla Tv egiziana in una mini-serie in undici  episodi), non vi fu alcuna dichiarazione da parte dell’OCI né un’indignazione o una condanna formale da parte dell’ONU.

L’Islamofobia Definita

Così come i Fratelli Musulmani hanno affinità con i totalitaristi nazisti, allo stesso modo assorbirono ed abbracciarono le condanne marxiste all’Occidente capitalista. I loro istruttori furono dapprima i loro alleati comunisti e in seguito i progressisti per la «giustizia sociale» del post-comunismo.

David Horowitz, Unholy Alliance: Radical Islam and the American Left 

,2004. Andrew McCarthy, The Grand Jihad: How Islam and the Left Sabotage America, 2010.

I verdetti della jihad islamica incor-porano regolarmente le analisi della sinistra ame-ricana. Tra i libri raccomandati nelle  fatwa di Osama Bin Laden vi sono i testi cospirativi di Mearsheimer e Walt su come la lobby ebraica controlli le politiche di Washington in MedioOriente, e il libro di Noam Chomsky  “Egemonia o   sopravvivenza.  I rischi del dominio globale ame-ricano”. 2003. Chomsky è anche simpatizzante di Hesbollah.

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 Indubbiamente il movimento anti-islamofobiaè stato costruito sulle fondamenta gettate dai progressisti e, di conseguenza, è già in fase molto avanzata in Occidente. Nel 1996 il Runnymede Trust, un gruppo di sinistra in Inghilterra, istituì una «Commissione sui Musulmani Britannici e l’Islamofobia.» La sua elaborata definizione di islamofobia è divenuta da allora un modello di riferimento per gruppi di facciata dei Fratelli Musulmani quali il CAIR e la Muslim StudentsAssociation nella loro corsa per imporre restrizioni anti-islamofobiche su chiunque, e per soppri-mere i critici della jihad islamica. Secondo la definizione del Runnymede Trust, l’islamofobia include una qualsiasi di queste otto componenti:

 

1.L’Islam visto come un unico blocco monolitico, statico e insensibile alle nuove realtà.

2.L’Islam visto come separato e altro (a) non avente alcuno scopo o valore in comune con altre culture (b) non influenzato da esse(c) non esercitante influenza su di esse.

3.L’Islam visto come inferiore all’Occidente — barbarico, irrazionale, primitivo, sessista.

4.L’Islam visto come violento,aggressivo, intimidatorio, sosteni-tore del terrorismo, impegnato in uno ‘scontro di civiltà.’

5.L’Islam visto come un’ideologia politica, impiegato per l’avanzamento politico o mili-tare.

6.Il rifiuto incondizionato ad accettare le critiche ‘all’Occidente’fatte dall’Islam.

7.Ostilità verso l’Islam usata per giustificare prassi discriminatorie verso i Musulmani e l’esclusione dei Musulmani dalla società main-stream.

8.L’accettazione di ostilità anti-Islamica come una cosa naturale e‘normale.’

Islamophobia, A Challenge for Us All , The Runnymede Trust, n.d.http://www.runnymedetrust.org/projects/commissionOnBritishMuslims.html

 

 

 Noterete fin da subito quanto siano contraddittorie queste direttive. La prima ingiunzione runnymediana vuole abolire qualsiasi riferimento all’Islam come «un unico blocco monolitico.» Ma poi, con quest’unica eccezione, tutte le altre direttive runnymediane presentano l’Islam come un unico blocco monolitico: «L’Islam visto come separato; … l’Islam visto come inferiore, …sessista; L’Islam visto come violento,» e «Il rifiuto incondizionato ad accettare le critiche‘all’Occidente’ fatte dall’Islam.» Queste affermazioni presuppongono che l’Islam sia un’entità unitaria e possa, per esempio, formulare giudizi all’unisono sull’Occidente che vengano rifiutati incondizionatamente. Queste definizioni di islamofobia sono concepite come se non esistessero musulmani separatisti di cui doversi preoccupare,né musulmani violenti da temere, né dottrine associate «all’Islam» che siano retrograde e sessiste, né alcuna critica islamica dell’Occidente che vada rifiutata incondizionatamente. C’è un motivo per cui la dichiarazione di Runnymede e i suoi imitatori assumono una visione monolitica dell’Islam. Serve i loro obiettivi primari, ossia accorpare la critica di alcune dottrine islamiche e l’opposizione del terrorismo islamico agli attacchi contro i Musulmani in quanto tali. Come sostengono i firmatari del manifesto di Rushdie: «‘l’islamofobia’, [è un]concetto infelice che confonde la critica dell’Islam come religione e la stigmatizzazione dei credenti.» Quindi i critici della relegazione islamica delle donne a cittadini di secondo ordine vengono etichettati anti-Islamici anche se stanno difendendo i musulmani, e gli oppositori del terrorismo islamico vengono definiti islamofobi.Ciascuno dei criteri di Runnymede è talmente vago da poter essere facilmente applicato a qualsiasi critica dell’Islam. L’Islam è sessista , ossiale donne hanno diritti inferiori nelle società e culture islamiche? È innegabile che sia così.  Ma secondo la visione di Runnymede asserire questo è islamofobico

L’Islam è impegnato in uno scontro di civiltà? I leader delle organizzazioni jihadi-ste islamiche come i Fratelli Musulmani, Hamas e Hezbollah, e i leader dei paesi islamici come il Sudan e l’Iran proclamano di essere impegnati in una guerra per la civiltà contro l’Occidente. Ma riconoscere questi fatti è islamofobia

L’Isla

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