Islamofobia, lo psicoreato del futuro totalitario

A questo indirizzo

http://www.scribd.com/doc/80544255/Islamofobia

troverete il  libro ISLAMOFOBIA lo psicoreato del Futuro totalitario.

Gli autori,  David Horowitz e Robert Spencer, devono girare con la scorta, quindi vale la pena di leggere quello che scrivono.

Per chi avesse difficoltà a scaricare il libro, lo riporto a puntate su questo blog.

 

Titolo originale:

 Islamophobia,Thought Crime of the Totalitarian Future

Copyright 2011David Horowitz Freedom CenterPO BOX 55089Sherman Oaks, CA 91499-1964Elizabeth@horowitzfreedomcenter.orgwww.frontpagemag.comISBN: 1-886442-81-9. Testo gratuito. Diffusione autorizzata

 

Islamofobia

«Islamofobia: Lo psicoreato del Futuro Totalitario» di David Horowitz & Robert Spencer (Traduzione italiana autorizzata). In questo testo gli autori ci mostrano come i 56 paesi islamici stati-membro delle Nazioni Unite esercitino la propria egemonia sull’ONU.

 

 

 

 

 

 Islamofobia: Lo Psicoreato del Futuro Totalitario

In 1984, l’incubo futuristico di George Orwell, i cittadini sono sorvegliati da una polizia segreta che si occupa di «psicoreati» contro lo stato totalitario. Questi psicoreati sono semplice-mente atteggiamenti ed idee che le autorità consi-derano politicamente scorrette. Orwell scrisse 1984all’apice della Guerra Fredda e la sua visione rispecchiava aspetti fin troppo reali della vita. Lo stato di polizia sovieticoaveva steso i propri tentacoli su centinaia di mi-lioni di persone, schiavizzandole. Decine di mi-lioni di loro, le cui idee non si conformavano ai dettami dello stato totalitario, furono spedite ai campi di lavoro e ai plotoni di esecuzione per aver commesso psicoreati. Il loro crimine era di essere«anti-sovietici» — di parlare contro il socialismo o i suoi leader, o di non scimmiottare le opinioni approvate dal regime.

 

 

2

 

Durante la Guerra Fredda, l’America guidò una coalizione di democrazie nell’opposizione del Comunismo poiché i fondatori dell’America avevano fatto della libertà la pietra angolare della loro Repubblica. Il primo articolo della Dichiarazione dei Diritti Americana fu concepito per garantire che la voce dei cittadini non subisse restrizioni da parte del potere statale. La libertà contenuta nel Primo Emendamento garantisce ai cittadini il diritto di dissentire dall’ortodossia, di criticare i potenti, e di dire la verità — così come la concepiscono — senza dover temere ritorsioni. Questa libertà è, in asso-luto, l’indispensabile piedistallo di tutte le altre libertà di cui godono gli americani. Poiché in assenza del diritto a dissentire dalle opinioni distato, ogni altra libertà diviene revocabile. Senza questo diritto, ogni dissenso dalle politiche e pratiche dello stato diverrebbe psicoreato. «Islamofobia» è il nome assegnato ad uno psicoreato moderno. Lo scopo del suffisso nel termine «islamofobia» è di suggerire che qualsiasi paura associata all’Islam sia irrazionale — anche se quella paura nasce dal fatto che il suo profeta egli imam odierni esortano i fedeli a uccidere gli infedeli, o dal fatto che gli attentati dell’11 Settembre furono perpetrati in risposta a quelle esortazioni. Peggio ancora, serve a suggerire che simili risposte a quegli attentati rispecchiano un fanatismo di cui bisognerebbe aver paura. Quantunque, coloro che conoscono la storia adotteranno un punto di vista diverso. Nell’autunno del 2005 le sommosse islamiche globali risultarono nella morte di oltre 100 persone. Le sommosse furono scatenate dalla pubblicazione in Danimarca di vignette raffiguranti il profeta islamico Maometto.

http://en.wikipedia.org/wiki/Timeline_of_the_Jyllands-Posten_Muhammad_cartoons_controversy

 

In risposta a quegli scandali a sfondo religioso, un gruppo di scrittori di fama internazionale rilasciò un manifesto inti-tolato «Insieme Contro il Nuovo Totalitarismo.»

 

http://news.bbc.co.uk/go/pr/fr/-/2/hi/europe/4764730.stmhttp://www.islamofobia.info/2011/09/03/manifesto-dei-dodici/ 

 

 

 

 Uno degli scrittori, Salman Rushdie, era stato egli stesso oggetto di simili attacchi dopo che il leader islamico Ayatollah Khomeini emise una fatwa che esortava tutti i musulmani a ucciderlo. Il suo crimine? Aver insultato il profeta Maometto in un romanzo. Rushdie fu costretto a nascondersi per molti anni e fu in grado di riacquistare la libertà solo dopo la morte dell’Ayatollah, nonostante  ogni anno la Repubblica Islamica dell’Iran rinnovi la sentenza di morte. Il manifesto pubblicato da Rushdie e i suoi colleghi dice: «Dopo aver vinto il fascismo, il nazismo, lo stalinismo, il mondo ha di fronte una nuova minaccia globale di tipo totalitario: l’islamismo. Noi, scrittori, giornalisti, intellettuali,chiamiamo alla resistenza al totalitarismo religio-so e alla promozione della libertà, delle uguali opportunità e della laicità per tutti. … Noi rifiutiamo di rinunciare allo spirito critico per timore di incoraggiare ‘l’islamofobia’, concetto infelice che confonde la critica dell’Islam come religione e la stigmatizzazione dei credenti. Noi difendiamol’universalità della libertà d’espressione, perché lo spirito critico possa applicarsi su tutti i continenti,contro tutti gli abusi e tutti i dogmi.»