ISIS

– Jihadi John, il boia islamico di Londra che incarna il fallimento dell’ideologia del multiculturalismo
Il boia dell’Isis, o meglio uno dei numerosi boia dell’Isis, John Boia, Mohamed Vattelappesca, uno di quelli più fotogenici e carismatici, uno che potremmo definire in gran pezzo di figliolo, elemento fondamentale, nella guerra mediatica, è un tizio laureatosi in informatica all’Università di Westminster, che si trova in Gran Bretagna e non in Sudan e nemmeno in Arabia Saudita. Questo ci permette di saltare a piè pari la solita idiozia sul terrore e l’integralismo come unica e ultima risorsa dei dannati della terra, e cominciare a chiedersi che accidenti insegnino all’università di Westminster e che cosa si insegni in Gran Bretagna. In un momento in cui le persone vengono trucidate, rapite, tenute in ostaggio e stuprate può sembrare abbastanza imbecille parlare di cani, ma forse non lo è così tanto.
Risalgono già a circa 5 anni, notizie provenienti dalla Gran Bretagna da cui esce John boia, Mohamed qualche cosa, riguardanti cani, da cui possiamo comprendere come il territorio sia stato ceduto, come l’arbitrio regni incontrastato. Il 22 giugno del 2010, il giornale inglese The Telegraph denuncia per la prima volta che nella multiculturale Londra ad una donna era stato vietato di salire con la sua cagnolina su ben due autobus: la prima volta perché l’autista le aveva detto che a bordo c’era una passeggera musulmana che forse avrebbe potuto essere turbata dalla presenza dell’animale, la seconda perché l’autista stesso le ha detto di essere musulmano. Sempre a Londra, questa è la parte più divertente, sempre nel 2010, sono emersi addirittura diversi casi di persone non vedenti che non hanno potuto salire su bus e taxi, perché accompagnate da cani. O il conducente o passeggeri si sono messi a urlare. Voi immaginate di avere già avuto la discutibile fortuna di essere cieco: il politicamente corretto vieta l’uso di cieco a favore di non vedente, perché il politicamente corretto è terrorizzato dall’idea stessa del dolore e quindi come un bimbo demente cerca di cancellarlo. Noi che abbiamo letto l’Iliade del cieco Omero e che abbiamo letto nei vangeli che Gesù ridà la vista ai ciechi, riteniamo che nella parola cieco sia corretta e degna e che altrettanto degno dia fare tutto quello che possiamo perché chi non ha la vista sia favorito in ogni maniera possibile: i cani che accompagnano i ciechi hanno diritto di ingresso anche dove gli altri si fermano, e invece no. Se c’è un musulmano a bordo il cieco può andare al diavolo, in compenso però lo chiamiamo non vedente.
Che diavolo gli succede a un musulmano se tocca un cane? Va all’inferno per l’eternità? No, niente di tutto ciò. Le quattro scuole giuridiche islamiche non sono concordi per quanto riguarda l’impurità di questo animale: alcuni ritengono impura solo la sua saliva, altri né la saliva né il corpo, ma dopo essere stati a contatto con un cane, bisogna lavarsi. Tutto qui? Tutto qui.
Dei cittadini inglesi ciechi accompagnati da cani sono stati cacciati da autobus inglesi perché la presenza del loro cane avrebbe costretto gli islamici presenti a lavarsi le mani prima della preghiera se fossero stati a contatto con la sua saliva, e loro non ne avevano voglia.
È tutto qui.
I cani dei ciechi sono permessi sui mezzi pubblici in molti paesi islamici, Turchia e Marocco, ma sono un problema in Gran Bretagna. Come Magdi Cristiano Alam aveva per primo evidenziato (Kamikaze made in Europe) è l’Europa, i suoi intellettuali, la follia del politicamente corretto sempre alleato col peggio, stanno radicalizzando lo scontro. La poligamia è vietata in Marocco, permessa in Norvegia. E torniamo al maledetto boia, che sta decapitando e stuprando, ebbro di follia e odia, rappresentante del Male. È stato nutrito e pasciuto su suolo di un’Europa demente che ha rinunciato in quanto “cattivo” al diritto talmente elementare da essere un dovere di difendere il proprio territorio, i propri cittadini, tutti, e in particolare, più degli altri, quelli che necessitano di ausili speciali.
E qui si arriva al punto due: che diavolo di insegna all’Università di Westminster? Ci spiegano i ben informati che nell’Università di Westminster che, ripeto, non è né in Sudan, né in Arabia, regna l’islam radicale, e solo dopo che è stato riconosciuto che John boia hanno prodotto loro, hanno bloccato le predicazioni di tale Iman Haitham alHaddad, simpatico lazzarello che sostiene che gli omossessuali vanno buttati giù da palazzi alti, così si risparmia la corda, che gli ebrei sono figli di cani e maiali e devono essere sterminati, e così via. Scusate ma come è successo che gente del genere parli in università inglesi? Perché questi tizi non sono sommersi dalle pernacche, sacrosantemente arrestati per istigazione a delinquere, ma giino indisturbati, pagati per le loro conferenze nelle università, così da “formare” i boia dell’Isis? Israele. Anzi no: Palestina. Il vittimismo palestinese è il cavallo di Troia. Si comincia con qualche maledetta organizzazione umanitaria no global, si passa dalla giustificazione del terrorismo, si giustifica l’assassinio di una bimba di tre mesi in quanto “colona” e si arriva a John Boia. Sia Oriana Fallaci che Magdi Cristiano Allam hanno correttamente identificato nella demonizzazione di Israele, in primo tassello per l’islamizzazione del mondo.
Quale è tra tutti la colpa imperdonabile di Israele? Combatte. Restituisce colpo su colpo. Se gli ostaggi trucidati da Mohamed comeaccidenti si chiama fossero ebrei, il mossad avrebbe già saldato i conti.
Nel Cristianesimo l’obbligo di difendere l’innocente esiste. Forse ce lo siamo dimenticati e soprattutto lo hanno dimenticato molti e indegni rappresentanti delle gerarchie religiose che si stanno tappando le orecchie mentre farneticano banalità e idiozie per non sentire le urla dei massacrati..
Davanti a un arbitrio totale il nemico o lo si ferma con la conversione, anche a costo della propria vita, o lo si ferma con le armi, anche a costo della propria vita.
Noi dovremo rispondere davanti ai nostri figli, davanti alla storia e davanti a Dio di non aver dato soccorso ai perseguitati. Come dovremo rispondere di aver permesso che sia cacciato un cieco col suo cane per evitare a qualcuno l’immane sforzo di lavarsi le mani.
Reimpariamo le virtù della collera e del coraggio.

Mi piace ·  · Condividi 

Rispondi