Introdurre in un territorio centinaia di migliaia di maschi è un crimine

 

Europa arancia meccanica. Italia arancia meccanica. Rimini arancia meccanica.

Il primo dovere di un popolo è garantire la sicurezza delle donne. Tra gli appartenenti allo stesso popolo c’è un patto di non aggressione. Chi viola questo patto è considerato un criminale, perseguito e disprezzato. Chi non appartiene a quel popolo non riconosce quel patto.

Il cosiddetto multiculturalismo, persone di etnia e lingua diversa, con strutture etiche diverse e una diversa maniera di concepire i rapporti uomo e donna che convivono su uno stesso territorio, è un’utopia mortale che permetterà lo sterminio della civiltà più impalpabile ed etera da parte di quella più brutale. Chi non appartiene a quel popolo non riconosce quel patto di non aggressione e se lo viola non è considerato un malvagio dai propri pari.

Non da tutti.

Ed è considerato un eroe da parecchi dei propri pari.

Introdurre in un territorio centinaia di migliaia di maschi oltretutto nullafacenti, senza la dignità e la stanchezza che dà un lavoro, sradicati dal proprio contesto, privi di controllo sociale, mantenuti in una situazione di irresponsabilità, di impunibilità e di non rintracciabilità , è un crimine che può portare solo in una direzione: l’annientamento di un popolo. Sono tutti maschi in età militare, 15/45 anni, senza donne, coesi dall’appartenenza a una stessa religione, una religione che vieta la convivenza pacifica, che ordina l’aggressione agli infedeli, che permette ufficialmente lo stupro delle loro donne. (Il Corano nella sura 4:24 E vi sono vietate le mogli sposate di altri popoli a meno che non siano cadute nelle vostre mani (come prigioniere di guerra o schiave comprate).

Qualche mese fa ho tenuto una conferenza a Verona su San Giuseppe, spiegando l’ovvio. È uno dei santi armati. Perché un falegname e non un fornaio, o un sarto? Perché i due Misteri più belli, una Donna bellissima e il suo Bambino non potevano essere affidati a un uomo disarmato. Gesù si dichiara figlio del Padre: il Padre è il Dio degli eserciti. I falegnami hanno le asce. E duemila anni fa partivano dalla materia prima quindi avevano sempre con se l’ascia perché in qualsiasi momento poteva capitare a tiro il ramo giusto, il tronco perfetto.

George Orwell affermava che tutti devono essere armati, essere armati deve essere obbligatorio. Deve essere vietato essere disarmati. Un popolo dove ogni operaio ha un fucile, afferma George Orwell è un popolo dove le ingiustizie e l’arbitri resteranno piccoli. Durante quella conferenza, ho affermato che chi non è in grado di combattere, di combattere fisicamente per la propria libertà, la perde.

Alla violenza si risponde con la forza. Gli orchi si fermano militarmente. Quella conferenza ha fatto scandalo. Persino il settimanale femminile del Corsera si è scandalizzato. Ma come? Uno scrittore di libri per ragazzi che non scrive le solite quattro fregnacce che sono il verbo. Il dialogo risolve tutto. L’indignazione e la collera sono sbagliati. Le armi uccidono.

Fregnacce.

La crudeltà uccide. Le armi uccidono oppure proteggono. In quella scandalosa conferenza ho mostrato l’ascia, un’ascia piccola, quella con cui la mia antenata Barbara De Mari a Capo Corso ha combattuto contro i saraceni, restando viva e libera perché era armata.

Esistono i lupi.

Esistono coloro che hanno consegnato ai lupi le chiavi dell’ovile.

E poi ci sono i cani da pastore. Chiunque vi voglia buoni, compassionevoli fino al suicidio, incapaci di indignazione e collera, le due fondamentali emozioni di difesa, e soprattutto disarmati, sia fisicamente che spiritualmente , in realtà vi vuole morti.

Oppure schiavi.

 

Silvana De Mari

Sorgente: “Introdurre in un territorio centinaia di migliaia di maschi è un crimine” | Imola Oggi

Comments

  1. “Il primo dovere di un popolo è garantire la sicurezza delle donne” ? Scusi perché solo le donne ?
    Il popolo quale sarebbe ? Forse era più corretto scrivere : un paese , una nazione , un governo .
    E casomai questi dovrebbero garantire la sicurezza di tutti , uomini , donne ; nessun escluso , e senza priorità per nessuno .
    “Introdurre in un territorio centinaia di migliaia di maschi é un crimine” .
    Scritta così é un’ affermazione perlomeno misandrica .

    1. “Il primo dovere di un popolo è garantire la sicurezza delle donne”. A me sembra molto chiaro. Come si forma un popolo? con tanti individui. Giusto? Allora … Come vogliamo farli? Con la provetta? La donna ha un ruolo unico nella gestazione, nell’allattamento e, insieme al marito maschio, nell’educazione. Beh…

  2. GIustissimo quanto dice l’ articolo. Anche perchè ogni società si regge ui controlli, Ma dove sono da noi i controlli!? la nostra società non è capace di controllare un cacchio (delle cose che servirebbe controllare).. Ognuno può fare quello che vuole. Bivaccare, vendere illegalmente, occupare, imbrattare i muri. I “repressori” sono conigli, capaci solo di prendersela con i soggetti deboli e facili (ad esempio gli automobilisti) o con la Silvana De Mari semplicemente perchè parla. E allora si mobilitano i giudici…. Ma chi ruba, stupra, uccide, occupa abusivamente, sporca, diffonde malattie, impone la sua mafia, ce lo ritroviamo impunito a fare quello che vuole. E tutti si inchinano.

  3. E poi in nessuna civiltà è successo che ci fossero molti più maschi che donne. E quanto è successo ci sono stati eventi molto spiacevoli. Mi viene in mente il ratto delle Sabine. Quando succederà alle vostre figlie, forse vi sveglierete.

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