Intervista di Intelligonews a Silvana De Mari

Scoop Iene, la dottoressa De Mari: “Finalmente basta bugie. Da tempo chiedo intervento su Unar”

Riportiamo in versione integrale l’intervista rilasciata dalla Dott.ssa Silvana De Mari ad Intelligonews.
“L’Unar deve essere chiusa, perché mentre finanzia certi circoli gay si mette a limitare la libertà di espressione degli individui, dicendo cosa dire e come”.
E’ l’opinione della psicoterapeuta Silvana De Mari che ad Intelligonews commenta il servizio trasmesso da Le Iene da cui emergerebbe come i finanziamenti concessi dall’Unar, l’Ufficio antidiscriminazioni alle dipendenze di Palazzo Chigi, ad un’associazione impegnata nella difesa delle persone omosessuali, sarebbero andati a sostenere in realtà l’attività di circoli in cui si praticherebbe la prostituzione gay.
La dottoressa De Mari è stata oggetto di pesanti critiche a causa delle sue posizioni sull’omosessualità.
Che effetto le ha fatto il servizio de Le Iene?
“Certamente positivo, perché va nella direzione da me sempre auspicata. Sto chiedendo da tempo di sospendere tutti i finanziamenti pubblici al movimento Lgbt e che venga impedito l’ingresso di loro rappresentanti nelle scuole. Basta raccontare bugie agli alunni. L’individuo è una persona, non è un gay o una lesbica o un trans, l’identità è nell’essere umano non negli organi sessuali. Il sesso è un modo della biologia per favorire il ricambio generazionale attraverso l’incontro fra uomo e donna. Dove questo incontro non c’è, non c’è neanche il sesso. Punto e basta”.
Molti però contestano queste sue teorie. Non a caso l’hanno accusata di omofobia.
“Ebbene sì, sono omofoba se questo significa affermare che madre natura non ha creato la cavità anale per scopo sessuale ma per supportare l’apparato digerente. Se nel mondo improvvisamente ci ritrovassimo ad avere soltanto uomini o soltanto donne, morti questi la generazione umana sarebbe finita. Questo è un dato di fatto. La vita può nascere solo e soltanto dall’unione fra uomo e donna. Dimostratemi il contrario”.
Tornando al servizio de Le Iene cosa l’ha colpita di più?
“Nel servizio di ieri ad un certo punto si racconta di un uomo incatenato e tutti gli altri che si divertono ad infilare il pugno nella cavità anorettale. Questa tecnica, che io non esito a definire mostruosa, provoca dolori atroci. Perché sottoporsi ad una pratica del genere, se non si è costretti e lo si fa volontariamente, allora significa non star bene. Noi siamo responsabili per non aver aiutato questa e le altre persone, questo perché abbiamo finito con il far credere che certe pratiche, oltre che legittime, siano anche normali. Abbiamo colpevolmente taciuto la piaga delle malattie anorettali proprie di molti omosessuali maschi. Ho sentito medici affermare che non si può fare nulla perché tanto queste persone sono così e non possono cambiare. Questa malintesa forma di compassione è sbagliata e ha provocato danni infiniti. L’erotismo anale si sta diffondendo anche in campo etero. Ci sono uomini che vanno con le prostitute e pretendono di infliggere loro certe sofferenze, solo per il gusto di fare sesso anale convinti che alla fine è tutto normale”.
Secondo lei cosa dovrebbe fare adesso l’Unar oltre a revocare il finanziamento nel caso in cui, come annunciato dal direttore, sarà accertato ciò che Le Iene hanno denunciato?
“L’Unar dovrebbe essere sciolta perché combatte per esempio due forme di presunta discriminazione: combatte l’islamofobia, ossia quanti si stanno rendendo conto che l’Islam può anche voler cancellare le nostre radici, le nostre tradizioni, la nostra storia e l’omofobia, ossia quanti si rifiutano di considerare normale il sesso anale tra persone dello stesso sesso maschile. Il compito dell’Unar è quello di limitare alla fine la nostra libertà di opinione ed espressione, di uccidere il nostro dissenso. Ci limita la libertà con la falsa pretesa di volerla garantire a tutti”.
Sorgente: Intelligonews

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