Ingroia Grillo e le libertà calpestate, i diritti distrutti

Il mio amico Sergio mi ha inviato alcune considerazioni su Ingroia e Grillo, cui ne ho aggiunta qualcuno mia: sono i due leader più violentemnte  antisionisti e filoislamici.


La Costituzione Italiana non garantisce i diritti inalienabili dell’individuo. Nelle democrazie liberali i diritti appartengono all’individuo, nei totalitarismi appartengono allo STATO, che graziosamente li concede. L’unico inalienabile  diritto che la nostra Costituzione, scritta dopo 20 anni di fascismo da ex fascisti e aspiranti servi dell’impero sovietico, è quello di lavorare e pagare tasse che strangolano l’economia perché il Quirinale e relativo inquilino contino il triplo della casa Bianca, perché Napoli abbia più spazzini di New York, la Calabria più guardie forestali dell’Oregon, Washington e California sommati, Gli aspiranti servi della defunta Unione Sovietica non hanno però deposto le armi.  Vanno diffondendosi, ormai da troppo tempo, idee e suggestioni totalitarie. E, ciò che è peggio, il tutto avviene, salvo rare eccezioni, nella pressoché totale indifferenza, o con la colpevole complicità, dell’opinione pubblica e del giornalismo. Alcuni protagonisti vecchi e nuovi del “dibattito pubblico”, soggetti politici all’esordio o sul proscenio da molte primavere, presentano, quali soluzioni taumaturgiche alla crisi, economica e morale della Nazione, ricette che nell’orbe terracqueo trovano applicazione esclusivamente nei regimi dispotici, nelle dittature. E che, dunque, dovrebbero suscitare sdegno, terrore; ottenere pubblica riprovazione. Ma ciò non accade. La vittima sacrificale dei “nuovi autoritari” è una: l’Individuo. Ritenuto privo di diritti e libertà fondamentali, incomprimibili ed inalienabili, se non quelli “ottriati”, e cioè concessi, ma solo temporaneamente e dunque in ogni istante revocabili, da Sua Maestà lo Stato; e tale, dunque, da poter essere fatto oggetto di sevizie, vessazioni e quanto altro ancora dovesse rendersi necessario a tutelare il cosiddetto “interesse generale”. I nuovi autoritari, naturalmente, usano una neolinga gravida di mistificazioni: non possono permettersi il lusso di rendere chiare le proprie intenzioni; non a tutti, quantomeno. E perciò usano parole e concetti, come altrove già spiegato, che consentano loro di indorare la pillola e di far apparire nobili i propri propositi. Che, tuttavia, autoritari ed antidemocratici restano, al di là di come vengano rappresentati.
Si prendano tali dichiarazioni di Antonio Ingroia a proposito della lotta all’evasione fiscale, rilasciate nel corso di una puntata di Ballarò
«Quando si inseguono i patrimoni, si possono abbassare le garanzie perché non è in gioco la libertà personale dell’imputato, come nel processo penale. Nel processo per la caccia ai patrimoni si può avviare un processo di tipo presuntivo: ci sono degli indizi di evasione fiscale? Ci sono degli indizi di corruzione? (…). C’è una sproporzione tra i patrimoni di cui questa persona è titolare, direttamente o per interposta persona, e il reddito dichiarato? Bene, in questo caso, come si fa per i mafiosi, si sequestri questi beni, si avvii un procedimento, la persona avrà diritto a provare la provenienza lecita del bene, o che non ha evaso le tasse, e se non lo prova viene confiscato. Questo nell’arco di sei mesi. Vedrà come in questo caso le casse dello Stato si riempiono rapidamente».
Ecco. Per Ingroia, e per le persone incolte ed autoritarie come lui, le libertà economiche ed i diritti di proprietà dell’Individuo non hanno alcuna dignità e valore; non integrano diritti naturali e legittimi. Li si può tranquillamente calpestare, attivando processi sommari ed indiziari, come avviene nelle dittature di stampo fascista o comunista, e, soprattutto, lì dove serva allo stato per procacciarsi il danaro di cui ha bisogno. Il fine giustifica i mezzi e l’Individuo conta niente: è uno schiavo al servizio dell’oligarchia, più correttamente si dovrebbe dire: onagrocrazia, che detiene il potere in una nazione.
Pensieri immondi, vergognosi, illiberali, nazisti. Eppure nessuno ha sentito il bisogno di stigmatizzarli. Nessuno ha proferito verbo.
E si arriva al Guru, al teorico del Fascismo 2.0: Grillo. Ogni sua affermazione è puro delirio; ogni suo pensiero è solo e soltanto autoritario, antidemocratico ed antiliberale.
Vinte le elezioni a Parma, ebbe ad esultare in tal modo: «Abbiamo sconfitto il capitalismo». Cioè quel sistema economico fondato sulla libera interazione tra individui; e a cui si contrappone solo l’economia di Piano, cioè quella delle dittature.
E al modello economico vigente in ogni regime dispotico, Grillo ognora dimostra di richiamarsi:
«Se lo Stato diventano i cittadini, non più i partiti, anche ‘nazionalizzare’ diventa una bella parola: le reti autostradali e telefoniche, le frequenze radio e tv, sono roba di tutti, quindi i gruppi privati che se ne sono impossessati le dovranno restituire ai cittadini. E settori vitali come energia e acqua devono essere pubblici. Nessuno deve rimanere indietro. In Italia ci sono un milione di volontari:io ne vorrei 60 milioni, di volontari. Il mio dentista, per qualche ora alla settimana, dovrà operare gratis chi ha bisogno».
L’Italia grillina, dunque, deve diventare una nazione in cui sia possibile confiscare beni ed aziende ai privati; in cui sia lo stato, cioè la ristretta oligarchia di individui che ne tira i fili, a produrre ricchezza e a decidere cosa sia giusto per ciascuno di noi; e in cui ogni cittadino debba prestare attività di volontariato (sia perdonato l’ossimoro). Libertà individuali conculcate, negate. L’Individuo ridotto a schiavo. Ricette economiche fallimentari e che, lì dove applicate, hanno sempre e solo ridotto in miseria centinaia di milioni di essere umani.
Ma importa a qualcuno? Si direbbe di no, visto che nessuno osa contestare le sue farneticazioni. E sono tante:
«Le pensioni non devono superare i 3 mila euro netti al mese, tanto se guadagnavi milioni qualcosa da parte avrai messo, no? Altro che ‘spending review’».
Ecco, per Grillo i cittadini non sono tutti eguali: alcuni possono essere tranquillamente privati dei diritti che hanno legittimamente conquistato con duri anni di lavoro.
Ma l’evasore fiscale  Grillo, quello che si scaglia contro i condoni avendone fruito ben due volte, ha in mente anche altro. Processi pubblici e sommari contro il ceto politico; bypassando i poteri della Magistratura:
«Non è questa la democrazia che abbiamo avuto in Italia. Abbiamo delegato dei truffatori che dovranno rispondere di quello che hanno rubato (…).Quindi i responsabili saranno giudicati da un giudizio pubblico e dovranno restituire i soldi che hanno rubato. Come i mafiosi (…). Non processi. Ma un giudizio pubblico. Con cittadini estratti a sorte, incensurati, che diranno quali lavori socialmente utili far fare a questa gente che ha derubato il Paese».
Se non volete votare per nessun partito che fino ad ora ha governato, se avete la fortuna di vivere in una regione dove le firme sono state raggiunte votate per IOAMOLITLIA
La Costituzione Italiana non garantisce i diritti inalienabili dell’individuo. Nelle democrazie liberali i diritti appartengono all’individuo, nei totalitarismi appartengono allo STATO, che graziosamente li concede. L’unico inalienabile  diritto che la nostra Costituzione, scritta dopo 20 anni di fascismo da ex fascisti e aspiranti servi dell’impero sovietico, è quello di lavorare e pagare tasse che strangolano l’economia perché il Quirinale e relativo inquilino contino il triplo della casa Bianca, perché Napoli abbia più spazzini di New York, la Calabria più guardie forestali dell’Oregon, Washington e California sommati, Gli aspiranti servi della defunta Unione Sovietica non hanno però deposto le armi.  Vanno diffondendosi, ormai da troppo tempo, idee e suggestioni totalitarie. E, ciò che è peggio, il tutto avviene, salvo rare eccezioni, nella pressoché totale indifferenza, o con la colpevole complicità, dell’opinione pubblica e del giornalismo. Alcuni protagonisti vecchi e nuovi del “dibattito pubblico”, soggetti politici all’esordio o sul proscenio da molte primavere, presentano, quali soluzioni taumaturgiche alla crisi, economica e morale della Nazione, ricette che nell’orbe terracqueo trovano applicazione esclusivamente nei regimi dispotici, nelle dittature. E che, dunque, dovrebbero suscitare sdegno, terrore; ottenere pubblica riprovazione. Ma ciò non accade. La vittima sacrificale dei “nuovi autoritari” è una: l’Individuo. Ritenuto privo di diritti e libertà fondamentali, incomprimibili ed inalienabili, se non quelli “ottriati”, e cioè concessi, ma solo temporaneamente e dunque in ogni istante revocabili, da Sua Maestà lo Stato; e tale, dunque, da poter essere fatto oggetto di sevizie, vessazioni e quanto altro ancora dovesse rendersi necessario a tutelare il cosiddetto “interesse generale”. I nuovi autoritari, naturalmente, usano una neolinga gravida di mistificazioni: non possono permettersi il lusso di rendere chiare le proprie intenzioni; non a tutti, quantomeno. E perciò usano parole e concetti, come altrove già spiegato, che consentano loro di indorare la pillola e di far apparire nobili i propri propositi. Che, tuttavia, autoritari ed antidemocratici restano, al di là di come vengano rappresentati.
Si prendano tali dichiarazioni di Antonio Ingroia a proposito della lotta all’evasione fiscale, rilasciate nel corso di una puntata di Ballarò
«Quando si inseguono i patrimoni, si possono abbassare le garanzie perché non è in gioco la libertà personale dell’imputato, come nel processo penale. Nel processo per la caccia ai patrimoni si può avviare un processo di tipo presuntivo: ci sono degli indizi di evasione fiscale? Ci sono degli indizi di corruzione? (…). C’è una sproporzione tra i patrimoni di cui questa persona è titolare, direttamente o per interposta persona, e il reddito dichiarato? Bene, in questo caso, come si fa per i mafiosi, si sequestri questi beni, si avvii un procedimento, la persona avrà diritto a provare la provenienza lecita del bene, o che non ha evaso le tasse, e se non lo prova viene confiscato. Questo nell’arco di sei mesi. Vedrà come in questo caso le casse dello Stato si riempiono rapidamente».
Ecco. Per Ingroia, e per le persone incolte ed autoritarie come lui, le libertà economiche ed i diritti di proprietà dell’Individuo non hanno alcuna dignità e valore; non integrano diritti naturali e legittimi. Li si può tranquillamente calpestare, attivando processi sommari ed indiziari, come avviene nelle dittature di stampo fascista o comunista, e, soprattutto, lì dove serva allo stato per procacciarsi il danaro di cui ha bisogno. Il fine giustifica i mezzi e l’Individuo conta niente: è uno schiavo al servizio dell’oligarchia, più correttamente si dovrebbe dire: onagrocrazia, che detiene il potere in una nazione.
Pensieri immondi, vergognosi, illiberali, nazisti. Eppure nessuno ha sentito il bisogno di stigmatizzarli. Nessuno ha proferito verbo.
E si arriva al Guru, al teorico del Fascismo 2.0: Grillo. Ogni sua affermazione è puro delirio; ogni suo pensiero è solo e soltanto autoritario, antidemocratico ed antiliberale.
Vinte le elezioni a Parma, ebbe ad esultare in tal modo: «Abbiamo sconfitto il capitalismo». Cioè quel sistema economico fondato sulla libera interazione tra individui; e a cui si contrappone solo l’economia di Piano, cioè quella delle dittature.
E al modello economico vigente in ogni regime dispotico, Grillo ognora dimostra di richiamarsi:
«Se lo Stato diventano i cittadini, non più i partiti, anche ‘nazionalizzare’ diventa una bella parola: le reti autostradali e telefoniche, le frequenze radio e tv, sono roba di tutti, quindi i gruppi privati che se ne sono impossessati le dovranno restituire ai cittadini. E settori vitali come energia e acqua devono essere pubblici. Nessuno deve rimanere indietro. In Italia ci sono un milione di volontari:io ne vorrei 60 milioni, di volontari. Il mio dentista, per qualche ora alla settimana, dovrà operare gratis chi ha bisogno».
L’Italia grillina, dunque, deve diventare una nazione in cui sia possibile confiscare beni ed aziende ai privati; in cui sia lo stato, cioè la ristretta oligarchia di individui che ne tira i fili, a produrre ricchezza e a decidere cosa sia giusto per ciascuno di noi; e in cui ogni cittadino debba prestare attività di volontariato (sia perdonato l’ossimoro). Libertà individuali conculcate, negate. L’Individuo ridotto a schiavo. Ricette economiche fallimentari e che, lì dove applicate, hanno sempre e solo ridotto in miseria centinaia di milioni di essere umani.
Ma importa a qualcuno? Si direbbe di no, visto che nessuno osa contestare le sue farneticazioni. E sono tante:
«Le pensioni non devono superare i 3 mila euro netti al mese, tanto se guadagnavi milioni qualcosa da parte avrai messo, no? Altro che ‘spending review’».
Ecco, per Grillo i cittadini non sono tutti eguali: alcuni possono essere tranquillamente privati dei diritti che hanno legittimamente conquistato con duri anni di lavoro.
Ma l’evasore fiscale  Grillo, quello che si scaglia contro i condoni avendone fruito ben due volte, ha in mente anche altro. Processi pubblici e sommari contro il ceto politico; bypassando i poteri della Magistratura:
«Non è questa la democrazia che abbiamo avuto in Italia. Abbiamo delegato dei truffatori che dovranno rispondere di quello che hanno rubato (…).Quindi i responsabili saranno giudicati da un giudizio pubblico e dovranno restituire i soldi che hanno rubato. Come i mafiosi (…). Non processi. Ma un giudizio pubblico. Con cittadini estratti a sorte, incensurati, che diranno quali lavori socialmente utili far fare a questa gente che ha derubato il Paese».
Se non volete votare per nessun partito che fino ad ora ha governato, se avete la fortuna di vivere in una regione dove le firme sono state raggiunte votate per IOAMOLITLIA

 

Comments

  1. Premettendo che non voterò né Grillo, né Ingroia, sulla lotta all’evasione fiscale non posso non essere d’accordo con loro. Non bisogna confondere le misure anti-evasione con l’esproprio indebito di ricchezze altrui; chiunque viva in uno Stato democratico ha il dovere di contribuire al bene comune pagando le tasse. È vero anche che la lotta all’evasione fiscale da sola non basta, e che tutto il sistema va ridimensionato e ridefinito: come hai detto tu, non è possibile che le tasse vengano utilizzate per fare ingrassare dei mangiapane a tradimento, veri e propri parassiti della società. Attenzione, però: i cittadini che non pagano le tasse sono ladri, perché, non contribuendo alla società della quale anche loro beneficiano, sottraggono risorse al benessere comune. 

  2.  PS: hai pubblicato lo stesso testo due volte…

  3. comunque in america gli evasori fiscali li mettono in galera, e se la giustizia è sotto scacco di avvocati ladri e giudici arroganti e nullafacenti a risolvere le cose ci deve pensare qualcun altro.

  4. Una persona è innocente fino a che la sua colpevolezza non sia dimostrata al di là di ogni ragionevole dubbio. Nessuno può subire alcun tipo di punizione prima che la sua colpevolezza sia provata. la sentenza di colpevolezza deve essere emessa da un tribunale dove l’imputato deve essere difeso.

    Questi principi non devono e non possono essere stravolti nemmeno davanti a crimini atroci, e meno che mai davanti a crimini finanziari.

    Nella proprosta di Ingroia può succedere questo.

    Io abito in una casa molto bella di mia proprietà. In questa casa ci sono i risparmi di una vita dei miei genitori, quelli dei miei suoceri e quelli miei e di mio marito. Non siamo mai andati a sciare, non abbiamo fatto week end, nostro figlio non ha avuto nè play station nè motorino e abbiamo comorato una casa molto cara, che peraltro lasceremo in eredità. Un funzionario del fisco, un tizio qualsiasi magari assunto per raccomandazione, magari qualcuno a cui io sono antipatica, forse una persona incapace di risparmio e autodisciplina che quindi non tollera che ha queste virtù, decide che la mia casa è troppo cara per i redditi che dichiariamo. la mia casa, i conto in banca, le auto della famiglia vengono immediatamente sequestrate. Mi ritrovo senza denaro, senza auto, senza casa e così i miei familiari. Se dimostraiamo che siamo in regola forse ci ridanno tutto dopo 6 mesi. In questi 6 mesi posiamo sopravvivere solo facendcoi prestare denaro.

    Come dimostro di essere innocente? Non è il fisco che deve dimostrare che ho visto un paziente e non gli ho fatto la fattura, sono io che devo dimostrare di non averlo mai fatto . Come? Devo avere una videocamera nel mio studio che riprenda 24 ore su 24, 356 giorni l’anno per dimostrare che npon ho mai visto nessun paziente oltre quelli fatturati? Non basta, Potrei avere uno studio mascosto da un’altra parte.

     

    Usando il rancore contro gli evasori, stanno passando proposte di leggi tollerabili solo in dittature.

    Che questo arrivi da un magistrato è aggiacciante.

  5. E’ bello leggere il suo blog e vedere che non proprio tutti hanno subito il totale lavaggio del cervello che hanno cercato di farci in questi ultimi anni. Purtroppo le persone come lei sono più l’eccezione che la regola, e io comincio a diventare veramente sempre più pessimista ogni giorno che passa …. Libertà e giustizia non sono decisamente più concetti di moda in questa Europa malata ….

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