Il mio amico Azer Sharif è stato aggredito

Azer Sherif, cristiano copto, e relatore al nostro convegno sulla persecuzione dei cristiani, organizzato dall’Anaps l’8 aprile 2011 (vedi locandina http://www.anapscuola.it/visualizzazione.php?id=14&tab=4) è stato selvaggiamente colpito alla testa con catene da un gruppo di islamici perché si è espresso contro la persecuzione dei cristiani copti in Egitto e non si è adeguato alla sottomissione imposta dall’Islam. Eppure Azer Sherif vive in Italia da molti anni, è cittadino italiano, vive a Torino con la famiglia (ha 4 figlie nate in Italia). Nonostante ciò, come riferì anche al nostro convegno, la repressione islamica raggiunge in Italia (e in Europa) anche i copti emigrati.

Ieri (18 luglio 2013) verso le 17,30 Azer Sherif è stato aggredito a Torino, nella zona centrale di Porta Palazzo, trasformata dagli islamici in una loro cittadella dentro la citta’, con ben 3 moschee.

Un gruppo di quattro islamici, riconosciutolo, l’ha fermato chiedendogli in modo provocatorio:

“Fai il Ramadan?”

Alla risposta negativa di Azer Sherif gli aggressori gli hanno intimato:

“Glorifica il profeta Maometto!”

Azer, che non si è fatto intimidire, ha risposto coraggiosamente:

“Io non glorifico il profeta Maometto!”

A quel punto i quattro si sono allontanati per pochi minuti, per ripresentarsi con altri islamici armati di catene, e l’intero gruppo ha assaltato Azer colpendo ripetutamente alla testa e in tutto il corpo con tali catene, e urlando:

“Noi ti ammazziamo cristiano di m….!”

Per fortuna è intervenuta prontamente la polizia che ha messo in salvo il ferito.

E’ una vergogna che la violenza fondamentalista esploda impunita per le nostre strade.

La violenza e’ una vergogna anche quando si manifesta nelle nazioni da cui il fondamentalismo proviene, ma vederla dilagare anche in Italia ci indigna e ci interpella profondamente.

Invitiamo tutti i lettori a riascoltare la drammatica e commovente testimonianza rilasciata da Azer Sherif al nostro convegno dell’8 aprile 2011, reperibile al link http://www.anapscuola.it/files/cristmp3.mp3 

Comments

  1. La aggressione islamista a Sherif Azer di recente avvenuta così come l’abbiamo appresa, naturalmente move a sdegno le persone civili.

    Si è decisa, giustamente, una manifestazione di protesta per l’episodio, a sostegno della vittima e a pubblica ammonizione circa il fatto che i cittadini liberi  -oltraggiati dal detestabile caso- non restano indifferenti e intendono esigere il rispetto della Legge, al conspetto della pubblica sicurezza, e financo della pubblica decenza.

    Pubblica sicurezza, appunto.

    E qui il Polemista Polemologo espone una considerazione “teorica”.

    Apprendo come sia in animo degli organizzatori Copti tenere, o almeno fare partire la manifestazione di protesta proprio dal luogo dove è avvenuta l’aggressione.

    Lo ritengo più che giusto.

    Come è noto, tutte le manifestazioni pubbliche devono essere preventivamente autorizzate dalla competente Questura.

    La Questura, necessariamente in ragione del proprio Ufficio, ha “IL POLSO” delle situazioni di sicurezza in campo. Allora possiamo avere due “Scenari”.

    1 = La Questura autorizza la manifestazione sul posto della aggressione (che, tra l’altro, è il luogo dove trovasi la sede torinese di “ALI”).

    2  = La Questura NON autorizza la manifestazione in quel luogo.

    Nel primo caso, che auspico, oltre a riaffermare che la zona di “Porta Palazzo” è una zona urbana civile di Torino come tutte le altre, si sdrammatizza l’episodio giustamente derubricandolo a volgare teppismo di strada: quindi -e siamo alle solite- confinandolo coerentemente a un problema di “GENDARMERIA”.  Bene.

    Nel secondo caso, che temo, oltre a offendere una seconda volta i cittadini e in particolare la vittima della aggressione comunque avvenuta, la Autorità costringerebbero i cittadini a trarre la non fugace impressione ( conclusione ? ) che le nostre Forze dell’Ordine TEMONO gli islamici e implicitamente ammettono che una porzione di territorio italiano non è più sotto il controllo delle competenti Autorità.

    E che quindi per “non provocarli” (gli islamici) esse (Forze dell’Ordine) si astengono dal far riaffermare in certe zone di territorio, l’imperio della Legge italiana.  Male, anzi malissimo.

    Staremo a vedere nei prossimi giorni quale sarà la decisione della Questura.

    E agiremo di conseguenza.

     

  2. Signor Matta, è molto probabile che le forze dell’ordine abbiano ricevuto ordini a livello europeo di non intervenire se non a difesa degli islamici (per favorire l’integrazione e per non essere accusati di razzismo), così come già esiste, per la stampa, l’invito (sempre europeo) a minimizzare i crimini commessi da extracomunitari o, se possibile, non fare riferimenti ai paesi d’origine. L’accusa di fomentare il razzismo è sempre in agguato. Solo se ci liberiamo da questa maledizione chiamata europa possiamo sperare di avere un futuro deciso da tutti noi. In altri paesi europei la polizia non interviene mai contro le manifestazioni islamiche, neppure quando sfilano cartelli offensivi nei confronti del disgraziato paese che li ospita.

  3. Gentile Giuliana:     Lei espone cose relativamente note, per lo meno a chi si interessa al tema della LOTTA ALLA ISLAMIZZAZIONE D’ITALIA.

    Posso rassicurarLa che se in Italia avvenisse quello che -a quanto ne so- avviene in Gran Bretagna (salvo altrove), cioè manifestazioni di invasati islamici che inneggiano alla violenza contro gli "infedeli", ebbene qui gli islamici non la passerebbero liscia. Proprio per niente liscia. Staremo a vedere: il prezzo della Libertà è la vigilanza. E il Contro-Jihad in Italia è assai vigile.

     

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