il fantasy è nato per motivi religiosi

Il fantasy è nato per motivi religiosi.

 

La letteratura fantasy nasce con due grandi libri che sono Il Signore degli Anelli e Le cronache di Narnia.  I cui autori ci hanno scritto nero su bianco che loro stavano mettendo nei loro libri la spiritualità biblico evangelica che era rinnegata nelle due terribili religioni atee del XX secolo, il comunismo sovietico e il nazismo tedesco.

La spiritualità biblico evangelica  e quindi tutta la civiltà cui apparteniamo, nasce con la Legge.

Facciamo un riassunto: gli ebrei erano usciti da quattrocento anni di schiavitù in Egitto.

L’Egitto era una civiltà di tipo piramidale, non è un caso che gli egiziani quando costruiscono qualcosa la costruiscano a forma di piramide: La loro civiltà era una piramide, piramidale era la forma della struttura sociale. Il faraone aveva tutti i diritti, poteva fare quello che voleva, lo schiavo nessuno, nemmeno sopravvivere. Quando il faraone moriva, veniva seppellito in una piramide, appunto, costruita apposta per lui e veniva seppellito insieme ai suoi schiavi preferiti, che venivano seppelliti insieme a lui perché se il faraone si fosse svegliato alle due del mattino con il  bisogno di una minestrina calda e una tazza di tisana ci voleva qualcuno che gliele preparasse.

Quindi immaginiamo lo schiavo quindicenne, pieno di salute, che, il faraone  morto, doveva essere ucciso per essere messo a sua volta nella tomba. Nel suo sconforto lo schiavo poteva consolarsi pensando che ci guadagnava l’imbalsamatura. Il punto cruciale era l’imbalsamatura. Se la laringe veniva mangiata dai vermi perché nessuno s’era preso il disturbo d’imbalsamare il defunto quest’ultimo  non poteva dire il suo nome all’ingresso del Regno dei Morti e non poteva entrarci.

Il defunto era Madre Teresa? Irrilevante. Quello che importava era l’imbalsamatura.

Se ti hanno imbalsamato e hai la laringe entri, altrimenti fuori.

Per altro la teologia di quelli che erano dall’altra parte del Mediterraneo non era molto diversa. Basta ricordare l’Iliade. Il padre di Ettore deve domandare ad Achille il cadavere del figlio perché se non viene seppellito secondo determinate regole non si entra nel regno dei morti.

La Legge di Mosè è la Legge – per citare Lewis, Le cronache di Narnia – dopo la quale nessuno può essere tanto miserabile da non poter avere una morte degna. Nessuno dei dieci comandamenti dice: devi essere seppellito. Nessuno dei dieci Comandamenti dice: devi essere stato bello. Nessuno dei dieci Comandamenti dice: devi essere stato ricco, devi aver vinto qualcosa. Tutto questo non ha importanza, ma soprattutto la legge è uguale per tutti, non c’è più una distinzione tra faraone e schiavo. L’uguaglianza degli esseri umani nasce lì. Noi la diamo per scontata perché abbiamo tremila anni di quella legge che arriva dall’età del bronzo. Ma al di fuori di quella legge  quest’uguaglianza non c’è.

L’idea di andare dal Dio degli israeliti a dire:

«Scusate Santità,  io sono il faraone, l’imperatore, vero che io  potrei … »

Davanti al Dio degli israeliti tutti sono uguali. La Legge è uguale per tutti. E l’altra cosa straordinaria di quella Legge sono gli ultimi due comandamenti: non desiderare la roba d’altri e non desiderare la donna d’altri.

Non desiderare la roba d’altri non sta proteggendo la proprietà privata, nemmeno non rubare stava proteggendo la proprietà privata, stava proteggendo la mia anima dalla tentazione di rubare, perché se io mi di distraggo a guardare la sua sciarpa, la sua collana, il suo maglione, mi distraggo, non sto concentrata sulla capacità che è stata data anche a me, perché ognuno di noi ha il suo talento – la stessa cosa che c’è nel buddismo – di raggiungere le stesse cose. Non desiderare la roba d’altri, non desiderare la faccia degli altri, vorrei la faccia di Nicole Kidman e il sedere di Penelope Cruz e basta che trovi un chirurgo estetico un po’ bravino – me lo fanno vedere anche su Fox … che ci son delle robe, intervengono in venticinque e io potrei …. No.

Io devo stare concentrata su me stessa, su quello che mi è stato dato, fai meglio che puoi con quello che ti è stato dato, voglio la vita di un altro, perché gli altri sono ricchi e io sono povera?

Perché lui è nato sano e io sono nato malato?

Perché io sono stato deportato e agli altri hanno vite dove questo non è successo?

Non importa.

Stai concentrato su quello che hai.

Perché in ogni vita anche la più miserabile anche la più atroce ci sono le linee per poter raggiungere la gioia; se solo stiamo concentrati.

O ci sono le linee per poter raggiungere la disperazione.

Avete notato che ci sono dei disgraziati che hanno la terrificante sfortuna di essere belli, giovani, ricchi e amati: gli attori di Hollywood. Quindi non imparano mai ad aver a che fare con la sconfitta sono la categoria al mondo che ha il tasso più alto di suicidio, di catastrofe familiare, di suicidio indiretto: overdose oppure incidente stradale.

C’è un monaco buddista che mentre stava morendo di stenti  in un tribunale cinese ci ha lasciato scritto: “questo non è un luogo di prigionia ma il luogo dove la mia mente si è fusa con l’universo e ha trovato l’estasi”.

Noi siamo sempre gli unici padroni della nostra mente.

Per quanto infinita sia la notte che mi circonda da tutti i lati io sono e resto l’unico capitano della mia anima.

In questo comandamento ci sono le istruzioni per la resilienza.

Cos’è la resilienza?

Resilienza è un termine che nasce dall’ingegneria, fonde resistente ed elastico.

Come si fa ad essere resilienti?

Tieni l’attenzione concentrata su quello che hai non su quello che non hai, non guardare quello che hanno gli altri tieni l’attenzione concentrata su quello che hai.

«Non ho niente»

«Stai respirando»

Tieni l’attenzione concentrata sul piacere di respirare.

Tieni l’attenzione concentrata sulla bellezza, ovunque tu sia, qualsiasi cosa tu stia facendo, cerca qualcosa di bello, tieni l’attenzione concentrata lì.

Nel campo di concentramento di Auschwitz il neurologo austriaco Viktor Frankl è sopravvissuto tenendo l’attenzione concentrata sulla bellezza. Una volta ha guardato per dieci minuti la bellezza di una testa d’aringa che aveva nella sbobba, guardando com’era bella, com’era simmetrica, immaginandola insieme alle altre aringhe mentre nuotava in un mare freddo e pulito.

Teneva l’attenzione concentrata sulle stelle quando non poteva vederle sapeva che c’erano e ne ripassava la posizione.

Teneva l’attenzione concentrata su sua moglie, lui ha tenuto l’attenzione concentrata sul momento in cui sarebbe uscito dal campo di concentramento per tornare a Vienna, sarebbe sceso dal tram, avrebbe fatto tre piani di scale, avrebbe suonato alla porta, lei avrebbe aperto e lui avrebbe detto:

«Guardami, eccomi, sono tornato».

Alla fine è successo, lui è uscito vivo dal campo di concentramento, è tornato a casa, ha bussato alla porta: lei non c’era. Tre giorni dopo il suo arresto sua moglie aveva messo i suoi vestiti migliori in una sacca ed era andata a consegnarsi alla Gestapo, aveva detto:

«Mio marito è stato arrestato. Vi prego, posso raggiungerlo?»

Ma lei non ce l’aveva fatta e per tutto il resto della sua vita Viktor Frankl ha tenuto l’attenzione concentrata su quanto fosse stato bello avere un amore di questo genere.

Teniamo l’attenzione concentrata su quello che abbiamo, sulla bellezza di respirare, sulla bellezza

di sentire il pavimento sotto ai piedi, sulla bellezza, al mattino, di svegliarci nei nostri letti e andare a lavarci i denti con l’acqua pulita, il dentifricio e lo spazzolino e diciamo grazie e questo ci darà, il paradiso non lo so, ma di sicuro ci darà il paradiso in terra.

 

Non desiderare la donna d’altri.

«Perché lo dici ai maschi?»

Loro hanno il testosterone.

Noi gli estroprogestinici, robetta.

Il testosterone è dinamite.

Gli estroprogestinici vanno bene per l’istinto materno per cui anche adesso che ho sessanta anni quando passo davanti ad una vetrina di peluches mi fermo a guardarli dicendo:

«Che carini»

A mio marito e a mio figlio poche cose potrebbero interessare di meno.

Una donna normale pensa al sesso più o meno due volte al giorno quando abbiamo vent’anni, una volta al giorno quando ne abbiamo trenta,  dai cinquanta in poi una volta su due abbiamo mal di testa.

Un maschio normale pensa al sesso tre volte l’ora, quindi è la sessualità maschile che andava imbrigliata.

Perché la sessualità maschile è qualcosa di meraviglioso, il corpo maschile è bellissimo, la sua potenza, la sua forza, ed è la cosa più bella del mondo quando un uomo e una donna si uniscono.

È scritto: “ Dio creò l’essere umano. Maschio e femmina lo creò. A sua immagine e somiglianza lo creò”.

Se Dio crea l’essere umano maschio e femmina a sua immagine e somiglianza Dio e sia padre che madre, ha in sé due principi e quando un uomo e una donna si uniscono lui raggiunge di nuovo la felicità assoluta per la sua interezza. Ma la sessualità maschile può essere anche la cosa più terribile e atroce che esista. Non desiderare la donna d’altri, non desiderare la donna che non ti ha scelto, non desiderarla nemmeno. Perché a me non è vietato?

Perché io ho gli estro progestinici!

Se nei quarant’anni in cui giriamo in tondo nel Sinai e facciamo Suez – Eilat – Sharm el Sheikh e, nell’altro senso, Sharm el Sheikh – Eilat – Suez, dopo aver governato le capre e i dromedari e i cammelli, che magari non ce li avevano, le capre sì, stiamo sulle capre, che quello è un dato certo, mi tiravo fuori dal giaciglio il lettore dvd e mi guardavo per la ventesima volta Fight Club, ma perché no, perché no, almeno sono un po’ eccitata e magari stanotte non ho mal di testa e ci divertiamo. Tanto se passa Brad Pitt io non ho la forza muscolare per imporgli la mia sessualità contro la sua volontà. Posso sempre sedurlo, perché io in tanga e push up faccio ancora la mia figura, ma in questo caso lui si assume la responsabilità di quello che sta succedendo. A me non è vietato desiderare chi non mi ha scelto, perché io non ho la forza muscolare per imporre la mia sessualità.

Chi sono gli altri? Non desiderare la donna d’altri.

Se noi siamo gli assiri gli altri sono i babilonesi, se noi siamo i russi  gli altri sono i tedeschi. Se noi siamo i tedeschi gli altri sono i russi. Stiamo parlando del più terribile dei crimini: l’ordine è non osare toccare la moglie dello sconfitto, la mamma di Astianatte, la moglie di Ettore, è al sicuro.

Non desiderare la donna d’altri non sta vietando lo stupro: era già vietato in non  commettere atti impuri. Sta vietando anche il solo pensarci perché la sessualità maschile è come un piano inclinato, dopo che è stata presa troppa velocità potrebbe non essere più in grado di fermarsi. C’è il rischio atroce che tolga alla donna la libertà di non sceglierlo. E fuori della libertà non c’è nulla, nessun amore è possibile, tutto muore nell’astio.

L’uomo è più forte di una donna. Questo è il motivo per cui, ci dicono, gli uomini tutti saranno giudicati dalle lacrime delle donne. La prima cosa pesata nel giudizio sarà il numero di lacrime che hanno fatto piangere, il quantitativo di dolore che hanno inflitto a una donna.

Il popolo di Israele attraverso il Sinai fu tolto dalla schiavitù, perché il destino dell’uomo è la libertà. E anche quello della donna.

 

 

 

 

 

Comments

  1. Visione interessante la tua. Ma prova a scriverlo su certi siti cattolici o al super feticista dei falli paterni, enzo bianchi, che dio è anche madre e si trova nella donna e non solo nel vero maschio vero dio gesù cristo

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