Il cristianesimo nel Fantasy: non solo Tolkien e Lewis

La grande letteratura fantasy è stata fondata da Tolkien e Lewis che ci hanno verbalizzato, scritto e sottoscritto, che hanno messo nei loro libri i valori della spiritualità biblico evangelica che erano stati ovunque rinnegati.

Nella autobiografia “Sorpreso dalla gioia” Lewis raccontò con queste parole il miracolo del cambiamento avvenuto in lui:
“Durante il trimestre della Trinità del 1929 mi arresi, ammisi che Dio era Dio e mi inginocchiai per pregare: fui forse, quella sera, il convertito più disperato e riluttante d’Inghilterra. Allora non mi avvidi di quello che oggi è così chiaro e lampante: l’umiltà con cui Dio è pronto ad accogliere un convertito anche a queste condizioni. Per lo meno, il figliol prodigo era tornato a casa coi suoi stessi piedi. Ma chi potrà mai adorare adeguatamente quell’amore che schiude i cancelli del cielo a un prodigo che recalcitra e si dibatte, e ruota intorno gli occhi risentito in cerca di scampo? Le parole compelle intrare, obbligali ad entrare, sono state così abusate dai malvagi che a sentirle rabbrividiamo ma, opportunamente comprese, scandagliano gli abissi della misericordia Divina. La durezza di Dio è più mite della dolcezza umana, e le Sue costrizioni sono la nostra liberazione.” (Sorpreso dalla gioia, Milano 1997, pag. 166)

Fortissima la presenza cristiana in Harry Potter. Per sei libri la religione non viene mai nominata, è un tabù. La domenica nessuno va a messa. Nessuno domanda a un altro scusa ma tu sei cattolico, anglicano, protestante, buddista, induista o che cosa? Quando il preside muore e quando muore l’elfo domestico Dobby vengono entrambi seppelliti senza alcun simbolo religioso. Ad Hogworth nella scuola dei maghi ci sono due settimane di vacanza a Natale, che è la festa dell’albero di Natale, e una settimana di vacanza a Pasqua, parola che vuol dire resurrezione, ma non viene mai specificato chi sia risorto: probabilmente l’albero di natale. Nel settimo libro improvvisamente cominciano a comparire simboli religiosi. Compare la parola chiesa: nel villaggio natale di Harry Potter c’è una chiesa. Allora se una chiesa esiste la religione esiste: Harry è cattolico, anglicano, protestante o cosa ? Viene nominato l’inferno: “ passero dalla tua parte quando l’inferno gelerà” dice Neville, il riferimento quindi è a una tradizione che parla di un inferno di fiamme. La fine del settimo libro di Harry Potter riecheggia la fine del Vangelo di San Giovanni. Chi non teme la morte vivrà in eterno. Alla fine anche la morte sarà sconfitta. Nel Signore degli anelli, nelle Cronache di Narnia e in maniera ancora più esplicita in Harry Potter viene ripetutamente sottolineato, è il pilastro della narrazione, il potere salvifico del sacrificio. Il sacrificio di sé stessi, il sacrificio fatto per amore. Silente ripete che il potere più grande che esista è l’amore. Al di fuori del Cristianesimo, anzi al di fuori della religione ebraico cristiana questo concetto è impensabile Persino Pullman nella saga de Le oscure materie, credendo di essere uno scrittore anticristiano non riesce a restare al di fuori di valori che al di fuori della spiritualità biblico evangelica non esistono. E parla del sacrificio, questa volta di un amore, non della vita, fatto per salvare il mondo. Per quanto riguarda l’esoterismo altro non è che un’esasperazione letteraria della nostra capacità di creare la realtà attraverso la nostra volontà e il nostro pensiero, del libero arbitrio: un’assunzione di responsabilità.

Le maggioranza delle metafore sono involontarie. Sicuramente Lewis sapeva bene

 

Nella trama del libro sono presenti due citazioni dal Nuovo Testamento. Sulla tomba dei genitori di Harry è scritto "L’ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte". L’autrice attira la nostra attenzione su questa frase, mettendola al centro di uno scambio tra Harry, che non ne capisce il senso e chiede se per caso non è una frase da Mangiamorte, ed Ermione che lo rassicura. La frase è contenuta nella prima lettera si San Paolo ai Corinzi: (1Cor 15,20-27). La seconda citazione dal Vangelo è: "Dove si trova il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore", incisa sulla tomba di Kendra Silente.

Non accumulatevi tesori sulla terra, che i vermi e la ruggine consumano e che i ladri scassinano e rubano. Accumulatevi invece tesori in cielo, dove né vermi, né ruggine consumano e dove i ladri non scassinano e non rubano. Poiché là dov’è il vostro tesoro, sarà anche il vostro cuore. (Mt 6, 19–21)

E’ il Discorso della Montagna, che, da solo,  contiene tutto il Cristianesimo.

Harry Potter parla dell’etica della verità, che sola, ci renderà liberi.

Harry Potter parla dell’etica della fratellanza: maghi,non maghi, elfi ed altre creature che tutte hanno diritto alla dignità ed al rispetto, contro i deliri razziali.

L’ altro cardine assoluto della religione ebraico cristiana contenuta in Harry Potter è il concetto di responsabilità personale.  

La responsabilità è personale. E’ l’uomo che fa la differenza. L’uomo che sceglie di fare o di non fare. La responsabilità della Shoà è di ogni singolo soldato, non di Hitler o Himler che erano due psicotici. Perché altrimenti tutte le volte che qualcuno con un corto circuito cerebrale raggiunge il potere ci facciamo milioni di morti. La colpa dei disastri africani non è né delle multinazionali, né dei produttori di armi, perché ci sarà sempre una multinazionale non etica e un produttore di armi, ma di chi commette le azioni. La colpa della morte di Desdemona è di Otello, non di Jago. La colpa è al 100% di Otello. Se ad Jago vogliamo dare una colpa 40, quella di Otello resta 100, non diventa 60. Perché se io sono una persona perbene ed etica non divento un assassino mai, nemmeno se sulla mia strada qualcuno mi sibila calunnie su una persona amata, mi mette in mano armi, mi dà ordini terribili. Se non avesse incontrato Jago sulla sua strada, Otello avrebbe ucciso Desdemona l’anno dopo, per un paio di fotografie ritoccate su una rivista di gossip.

Harry Potter si assume tutta la responsabilità. Dopo quello che ha subito, lui sì, avrebbe il diritto di diventare un malvagio. Harry ha addirittura dentro di sé un frammento dell’anima di Voldemort e nemmeno questo blocca la sua assunzione di responsabilità e la sua capacità di scelta etica.

Per quanto riguarda l’uso della magia, con relative accuse di favorire il satanismo o altro, sono sicura che arrivano da persone che non hanno letto i libri.

La magia in Harry Potter ha tre funzioni.

1)Creare una trama complessa basata su una situazione ipotetica che viene mantenuta in maniera coerente. E’ un espediente narrativo tipico del fantasy che tiene alta la tensione. L’ipotesi è “come sarebbe il mondo se esistesse veramente la magia,” esattamente come i Twlight l’ipotesi è “come sarebbe il mondo se esistessero i vampiri” e nella fantascienza l’ipotesi è”come sarebbe il mondo se ci fosse una tecnologia in grado di permettere la tale o talaltra cosa.”

In questa narrazione si forma anche un gioco con il lettore, che conosce gli incantesimi, ha accompagnato i tre studenti nelle aule dove li hanno appresi, e talvolta indovina quale incantesimo verrà usato.

2) creare un effetto comico: alcuni incantesimi sono buffi o possono avere valenze comiche, quando si fanno errori. Il fatto che (Harry Potter e la camera dei segreti), la liberazione di un elfo domestico sia basata su un oggetto improbabile come un calzino sudicio o che l’accesso ai luoghi oscuri e arcani si faccia attraverso il gabinetto delle ragazze, spezza la tensione grazie all’ironia.

3) avere una valenza metaforica: l’incantesimo del Patronus, che mette in fuga i Dissennatori, ricorda come dentro di noi e nella nostra capacità di gioia ci sia forza per fronteggiare la disperazione, contiene  le istruzioni per la resilienza.

 

La magia peraltro così presente in Harry Potter non è poi così risolutiva. L’intelligenza, il coraggio, il senso del dovere, la responsabilità, l’amicizia, la verità,  e l’amore per la vita e per i mondo sono gli ingredienti ben più importanti.

 

Comments

  1. Bella la riflessione sulla responsabilità personale in particolare il riferimento a Otello.

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