ieri a Parigi.

Ci sono
cose anche più sacre della vita, come la dignità e la libertà. La morte
non è così terribile. È essere schiavi che è terribile. Se non lasciamo
in eredità ai nostri figli la stessa libertà che abbiamo ricevuto
dai nostri padri, saremo degli indegni.

Da Gli ultimi incantesimi.
Nell’ultima pagina de Gli Ultimi Incantesimi ricordo Theo Van Gogh, e a lui ho dedicato altri due libri, La realtà dell’orco e Il gatto dagli occhi d’oro.
Theo Van Gogh è stato ucciso per punirlo: aveva girato il cortometraggio submission. Se ogni scrittore , se ogni regista, avesse ricordato Theo Van Gogh, ossessivamente, in continuazione, senza distinguo, senza discorsi indecenti sull"opportunità …" , se le televisioni avessero avuto il coraggio di trasmettere il suo cortometraggio, oggi a Parigi sarebbe stata una giornata come le altre. 
Facciamo i maniera che quello che è successo oggi non si ripeta. Facciamo noi da casa di risonanza. Non diamo per scontata la libertà: non lo è.

Quando nel
Texas c’e` la condanna a morte di un condannato facciamo
un’enorme opposizione non violenta: cartelli, bandiere,
candele, articoli di giornali. E ` giusto: diciamo ai nostri
fratelli texani che secondo noi stanno facendo una cosa
sbagliata. Perche´ non facciamo la stessa cosa con i Paesi
che condannano a morte una donna per aver osato pensare
di esser padrona del proprio corpo e della propria anima?
Ci sono nazioni che condannano a morte una donna per
aver osato sentire il vento nei capelli. Non dovremmo stare
tutti i giorni davanti alle loro ambasciate con fiori e candele
a dire il nostro orrore e a comunicare la nostra solidarieta`
ai dissidenti di quelle nazioni? Dissidenti che esistono
e sono tanti e che noi abbandoniamo. Se in nome di
quella terribile forma di ipocrisia e razzismo che e` il politically
correct rinunciamo a combattere il dolore delle donne
calpestate, i loro figli verranno con le cinture esplosive a
ricordarci che il mondo e` troppo piccolo per ignorarne un
pezzo. Nel primo periodo della sua vita, la psiche del bambino
fa blocco unico con quella madre. Le loro emozioni
non possono essere disgiunte. Un mondo di pace non nascera`
mai fino a quando le donne saranno miserabili e
schiave. Una creatura umana impara il senso della propria
unicita` dalla propria madre e non puo` farlo se lei non lo
possiede. Le societa` di uomini liberi sono formate da individui.
I totalitarismi hanno la struttura del formicaio o
dell’alveare: l’individuo e` negato, inidentificabile, sostituibile,
irriconoscibile. Una donna schiava puo` diventare madre
di un Orco oppure di uno schiavo: il suo dolore diventa
la ferocia del figlio oppure la sua acquiescenza al mondo
dei padri e dei nonni che non osa modificare in nulla, mai,
creando un mondo sempre uguale a se stesso, con regole
immutabili, cosı` da negare la propria stessa umanita`, perche
´ la caratteristica della creatura umana e` il pensiero,
l’assunzione di responsabilita`, la capacita` di cambiare la
propria societa` e la propria cultura. Societa` e culture che
rimangono immutate nei secoli sono luoghi di umanita`
negata, luoghi dove non e` neanche necessario perseguitare
l’eresia, perche´ l’eresia non si crea nemmeno.
La fantasy non e` inventata.E ` nella vita vera che ci sono
le grandi eroine, le regine guerriere, le combattenti che
armate di niente altro che della forza della ragione e del
coraggio si battono contro i mostri e contro i Nazguˆl. Parlo
di Ayaan Hirsi Ali,( Ayaan Hirsi Ali, Non sottomessa. Contro la segregazione nella
societa` islamica, Einaudi, Torino, 2005). Chahdortt Djavann, (Chahdortt Djavann, Giu` i veli, Lindau, Torino, 2004. Che cosa
pensa Allah dell’Europa, Lindau, Torino, 2005).Azar Nafisi,(Azar Nafisi. Leggere Lolita a Teheran, Adelphi, Milano, 2004.)
Taslima Nasreen(Medico, giornalista e scrittrice nata in Bangladesh, condannata
a morte dalla jihad islamica negli anni Settanta. Vive nascosta in
Svezia. Non ancora tradotta in Italia. e tutte le altre che hanno osato parlare
in nome dell’umanita` contro la barbarie, la ferocia, la
crudelta`, il sadismo e l’idiozia e stanno pagando con il
costante pericolo della loro vita il bene inestimabile del
pensiero libero. Ognuna di loro deve vivere nascosta e
sotto scorta.
Nel momento in cui ci troviamo di fronte a bambine di
nove anni che possono essere spose, che possono essere
condannate a morte – la piu` giovane condannata a morte
in Iran per lapidazione ha tredici anni –, ci fermiamo dicendo
« e` la loro civilta` ». C’e` una bellissima poesia di
Bertold Brecht, ne L’eccezione e la regola, che dice: « Ma
noi vi preghiamo, pur se consueto trovatelo strano, inspiegabile
pur se normale. Nelle regole riconoscete l’abuso e
dove l’avete riconosciuto, procurate rimedio ».
Come possiamo trovare normali persone che per tutta la
vita non potranno sentire il vento nei capelli e che se osano
tenere la loro testa, fatta a immagine e somiglianza di Dio,
alta nell’aria, verranno condannate a morte? E ` normale?
Perche´ sui nostri muri non abbiamo messo un poster dove
fosse scritto « scopri la tua testa, e vivi »? No, per carita`: e`
la loro cultura. Va bene, ma la cultura e` il pensiero, la
cultura non e` sempre uguale, la mia non e` quella di mio
padre e di mio nonno. Perche´ se cultura e` restare a fare
tutti le stesse cose ed e` una cosa che mi viene dall’alto,
allora potevamo tenerci l’istinto. Restavamo sui nostri alberi
come le scimmie e ci risparmiavamo Auschwitz.
Allora, per favore, ricordiamoci di diventare un pochino
piu` maleducati, perche´ altrimenti i figli degli Orchi verranno
a farsi sentire.
Io sono venuta a raccontare la fiaba del ventunesimo
secolo: la Principessa e` stata rapita e rinchiusa in prigione,
una prigione portatile di cui lei non poteva liberarsi, i suoi
figli hanno distrutto il mondo per saldargli il conto di essere
rimasto in deliziosa tolleranza davanti al dolore della loro
madre.
Ricordiamoci anche che la liberta` che abbiamo non e`
stata un dono gratuito, ce la siamo conquistata. E ` stata
pagata con sangue, dolore, lacrime; noi siamo liberi perche´
Giordano Bruno e` salito sul rogo, e perche´ l’ammiraglio
Caracciolo e` salito sul patibolo. Quelli non erano effetti
speciali. I tre giovanissimi combattenti disarmati della Rosa
Bianca – di purissima razza ariana, nessuno avrebbe loro
torto un capello, loro erano al sicuro – che si alzano in
piedi e dicono che il nazismo e` uno schifo e pagano in
maniera atroce, ci hanno lasciato la liberta`. Non e` stato
un effetto speciale il sangue di Theo Van Gogh, martire
e combattente della liberta` di pensiero e della compassione.Theo era un regista olandese, nipote del pittore Vincent. Ha fatto un bellissimo
film, Submission, di dodici minuti sulla condizione della donna
nell’Islam su sceneggiatura di Ayaan Hirsi Ali. Theo Van Gogh era un
meraviglioso esempio di politicamente scorretto. E ` stato ucciso in
maniera atroce. Nessuna televisione europea ha osato trasmettere il
film che e` costato la sua vita. Se nessuna oserà trasmetterlo, Theo
Van Gogh sara` morto per niente, anzi peggio, la sua morte sara` servita
perche´ l’Europa abbia potuto dichiarare piu` in fretta la sua resa ai
liberticidi. Per chi volesse vederlo, si puo` trovare su Internet. Submission
e` un appassionato gesto di amore alle donne nate nell’Islam.

Un potere corrotto dalla vigliaccheria non ha messo

una lapide dove quel sangue e` stato versato, ma ogni
giorno ci sono dei fiori e vi assicuro che quei fiori diventeranno
un prato infinito che ricoprira` tutto il mondo e
che le donne saranno libere, e allora non avremo piu`
Orchi. Quindi dobbiamo credere alle fiabe. Dobbiamo
credere alle fiabe perche´ le fiabe dicono la verita`, dicono
che gli Orchi esistono e che possono essere salvati.

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