I pompieri

Ci sono i pompieri.

Se le nostre case ci crolleranno sulla testa, se non moriamo subito, arriveranno i pompieri.

Poi probabilmente non arriverà più nessuno, le macerie rimarranno intatte, nessuno costruirà nulla, estati infuocate e inverni gelidi saranno passati in roulotte o tende, ma i pompieri, loro, arriveranno.

A Ischia le case non avrebbero dovuto essere costruite, non così, non in quel punto, non avrebbero dovuto essere difese dopo essere state costruite, nella maniera sbagliata, nel posto sbagliato, e sicuramente in Giappone così e in quel punto lì non le avrebbero costruite e giustamente ci saranno polemiche perché è giusto che ci siano. I pompieri però sono arrivati.

Al di là delle polemiche, ora il nostro omaggio va ai pompieri, che sono la meteora in questo mondo difficile, anche se sempre dannatamente bello. I pompieri hanno scavato con le mani, hanno spostato pietre con la forza delle spalle che dopo le prime ore erano dannatamente dolenti, ma loro hanno continuato a spostarle.

I pompieri, che hanno stipendi miserabili, non hanno fatto master di psicologia, hanno parlato a dei bambini terrorizzati per ore e li hanno rasserenati. I pompieri non hanno fatto master di psicologia, hanno detto solo due cose, ripetute all’infinito.
Ti tiro fuori di lì.

Ti voglio bene.

Alla fine li hanno tirati fuori di lì perché volevano il loro bene.

In un mondo sempre più difficile esistono i pompieri.

Silvana De Mari.

Comments

  1. Gentilissima Signora De Mari è la prima volta che le scrivo anche se la seguo da un po’. Volevo esprimerle la mia gratitudine per le idee ed i principi che difende con coraggio. Oggi con queste sue parole di ringraziamento ai pompieri mi sono tanto commossa. Grazie!

  2. Grazie.

    Claudio, pompiere, marito e padre di sette.

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