I nostri figli non sono liberi

di Belinda Bruni Selis

Mi sto chiedendo quanti tra i miei coetanei oggi genitori di adolescenti (sono classe 1973 e non me ne vergogno) si rendano conto che se qualche decennio fa è stata portata avanti una lotta per la liberazione sessuale e per il diritto e la libertà di vivere la sessualità fuori da tabù rigidi; se noi siamo nati e cresciuti in piena liberazione, i nostri figli si trovano invece oggi a dover lottare per il diritto e la libertà di dire NO, la libertà di affermare che non voglio fare sesso o non voglio farlo subito o non voglio farlo con chiunque, o non voglio farlo secondo schemi rigidi imposti, senza essere considerati sfigati e fuori dal mondo, insomma NON-COOL.
I nostri figli non sono liberi, o vivono in una illusione di libertà perchè vivono costantemente sotto i riflettori e i giudizi degli altri, e la responsabilità è anche nostra.
Sono passati 49 anni dal 1968, non sto qui a mettere in discussione i principi, sul fatto che i tabù rigidi non facciano bene sono d’accordo, ma dopo ormai mezzo secolo e tre generazioni, possiamo fermarci a riflettere sulle conseguenze del vietato-vietare, sulla direzione che hanno preso e sugli effetti collaterali che non erano stati previsti?
Noi siamo nati con una liberazione data e l’abbiamo passata ai nostri figli, riusciamo a leggere cosa devono affrontare oggi loro nel 2017, che non sono gli anni 1970 e il mondo è cambiato in mezzo secolo in modo sempre più veloce?
Sapete quanti adulti rispondono convinti e in buona fede che oggi l’età del sesso si abbassa sempre di più e quindi conta solo dare le informazioni tecniche prima possibile? Vogliamo far loro pressione anche noi?
Vogliamo arrivare all’assurdo in cui una madre di 45 poco consapevole chieda alla figlia di 15 “ma come, non lo hai ancora fatto?”. Dando per scontato la libertà acquisita come un valore assoluto non ci rendiamo conto che spesso i nostri figli liberi non sono, che siamo passati dal divieto di fare sesso all’obbligo di farlo pena l’esclusione sociale e all’obbligo di farlo secondo canoni imposti di seduzione al femminile e di potenza al maschile (poi però facciamo le femministe che odiano gli uomini che ci trattano come oggetti).
Il nostro atteggiamento che non vuole neanche fare una riflessione sul concetto di libertà con cui siamo nati e cresciuti, rischia di lasciare ancora più soli i nostri figli.
Ci rendiamo conto di quanti 40-50enni non sono davvero divenuti adulti e vivono con il terrore di invecchiare e inseguendo i propri figli adolescenti imitando e invidiando tutta la loro presunta libertà?
La libertà è quella di dire sì e di dire no, secondo la persona unica che sono e secondo le situazioni concrete che vivo, per dire no è richiesto coraggio e forza di volontà, virtù che non sono date ma che si apprendono se ci sono adulti che si assumono la responsabilità di educare.
Quella responsabilità è nostra e di nessun altro, e chi si nasconde dietro la facile favola che i nostri giovani sono più avanti di noi e anzi siamo noi che dovremmo imparare da loro, sta venedo meno ad un compito e li sta lasciando soli.
Salvo poi piangere quando avviene la tragedia, quando magari si suicida la ragazzina a cui nessuno aveva detto che non era obbligata a postare foto osè o fare sesso orale al bagno della scuola per essere amata, già perchè molte piccole lolite crescono pensando che devono essere sexy e provocanti per essere amate.
E le loro madri come stanno messe? E i loro padri dove sono?
Se non fosse chiaro sto parlando di responsabilità personali di genitori e educatori che hanno un compito, non sto invocando l’intervento dello Stato che, anzi, ritengo metterebbe gli adulti in una comoda situazione di delega totale.

Tratto dal blog di Alessadro Benigni

Sorgente: I nostri figli non sono liberi – Ontologismi