I Hope my mom is pro life

Tra le traccie, con la i, della maturità di quest’anno spiccano i versi di tale Caproni, poeta di rara mediocrità, ma che odia l’uomo, il solito ateo depresso, e non ci sono limiti alla mediocrità: se odi l’uomo sei cool, vai bene. Nei suoi discutibili versi l’uomo è visto come il parassita del pianeta. Quando morì Stalin ( era il 1953, quando sono nata io ) quel gioiello di giornale che era L’Unità titolò “E’ morto uno dei più grandi benefattori dell’umanità”
Gesù Bambino, che branco di babbei e la cosa divertente è che sono ancora convinti di essere i migliori,
Noi siamo una cultura di morte.
Il nostro essere una cultura di morte è rappresentato nella nostra terrificante letteratura e cinematografia horror. Il nazismo è stato cultura di morte, il comunismo è stato cultura di morte, l’aborto è il punto più tragico della cultura di morte.
Che le donne uccidano i loro bambini nel loro ventre è qualcosa di tragico dal punto di vista biologico. Sto parlando di biologia, non di religione. Lo scopo di ogni essere vivente è la proprio sopravvivenza e la sopravvivenza della propria prole.
L’aborto è un suicidio differito, uccido la mia prole perché non ho ancora il coraggio di uccidere me. L’aborto è l’ eclissi della ragione. Nel bellissimo film Juno una ragazzina rimasta sbadatamente incinta mentre aspetta al consultorio per l’aborto, cambia idea grazie alla coraggiosa voce di una compagna di classe che davanti al consultorio distribuisce volantini e l’informazione esatta che il grumo di cellule ha già le dita e le unghie. Un ginecologo francese distribuì, senza dire una parola, delle scarpine da neonato a un gruppo di donne in attesa dell’aborto. E’ stato denunciato per violenza privata, e condannato a dieci mesi, ma di quelle donne due hanno cambiato idea, con quel semplice gesto, e hanno messo al mondo i piedini su cui mettere le scarpine. Innumerevoli donne mi hanno detto “perché nessuno mi ha fermato, una sola parola buona in quell’ospedale e mi sarei fermata”
L’aborto è difeso e blindato, questo è forse la più totale eclissi della ragione. In Francia un post che inviti a non farlo è punito con la prigione. Per chi va davanti alle cliniche a domandare : signora, ci ha pensato bene? Potrebbe avere il suo sorriso, c’è arresto immediato. Sono addirittura censurati i dati terrificanti sulla depressione e la sindrome post aborto, che travolge tutti: la mancata madre, il mancato padre , i mancati fratellini.
Se ci state pensando: cambiate idea!!! C’è un libro bellissimo, scritto da due miei amici, Il Centuplo quaggiù, amici che hanno avuto il dono di poter adottare due bambini. Un dono fatto da qualcuno che non poteva tenere il suo bambino , ma ha portato in fondo la scelta di vita, ha lasciato andare il bimbo nel mondo, vivo , e questo bimbo ha incontrato Filippo e Laura. Se ci state pensando, fermatevi! Portate fino in fondo e poi, se non potete tenerlo, lasciate andare il bimbo, fatene un dono alla vita.
https://www.amazon.it/centuplo-quaggiù-Adozioni-internazionali-provvidenza/dp/8885539009/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1498162313&sr=8-1&keywords=il+centuplo+quaggiù

 

Silvana De Mari

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