halloween

Halloween è cristiano, anzi cattolico.
È una festa cristiana che qualche sprovveduto sta facendo passare per qualcosa di alieno e pagano.
Halloween è semplicemente la contrazione delle parole inglesi All Hallows’ Eve, vigilia di Tutti i santi, vuol dire semplicemente la vigilia di Ognisanti, niente di più e niente di meno. Il capod’anno celtico non c’entra un fico, non c’entra un accidenti. Il paganesimo c’entra meno di zero e altrettanto, meno di zero c’entra il diavolo ( minuscolo, perché il diavolo è un pezzente, un povero babbeo, nel senso letterale di impedito nella parola) Halloween è una festa cristiana, se preferite cattolica, che fa parte anche del mondo protestante perché risale a prima della tremenda frattura data dal protestantesimo, che ai Santi ha rinunciato e non sanno poveretti cosa si sono persi. Halloween lo festeggiavano, senza sguaiataggini e senza zucche, anche i cattoliccissimi Tolkien e Lewis, autori de Il Signore degli Anelli e Le cronache di Narnia, fondatori del Fantasy, cattolici appassionati e devoti, forti nella fede come sempre lo sono i credenti di frontiera, coloro che devono andare controcorrente nel professare il loro credo. 
Tutti gli anni quando arriva Ognissanti e l’Italia si riempie di ghirlande a forma di zucca, compare in televisione lui, l’intellettuale, individuo benedetto dalla saggezza, e che ha il compito di mostrare al popolo bue la sua inferiorità, perché lui, l’intellettuale, gli è superiore visto che ha la conoscenza.
L’intellettuale, parola di origine etimologica oscura, dato che mi sembra inverosimile possa derivare da intelletto, spiega che Halloween è una cafonata importata dai mai abbastanza vituperati USA, assolutamente estranea alla nostra cultura, cultura di cui lui, appunto l’intellettuale, è l’artefice e l’unico custode. 
Se cercate informazioni via internet oppure se andate a intervistare i vecchi signori, plurisettantenni per la precisione, dei piccoli villaggi dimenticati tra le montagne e il mare, scoprirete che Halloween siamo tutti noi. 
Scoprirete che non è vero che la festa di Halloween sia stata inventata dagli Americani. In Europa c’è stata da sempre, e fino a sessant’anni fa si festeggiava ancora. 
Nelle campagne sia del meridione che del settentrione, dell’Italia, della Svizzera e della Francia meridionale, come dell’Irlanda, la Scozia e la Norvegia hanno raccolto informazioni su una festa che si faceva a Ognissanti, nascondendo i lumini dentro le piccole zucche svuotate, così che la loro luce fosse attenuata. Era la festa delle ombre, delle luci nascoste che nasceva nel buio dell’autunno, mentre Natale è la festa delle candele, delle luci vive che si fa nell’ inverno, quando sappiamo che la luce e l’estate nasceranno di nuovo. Ognissanti si celebrava in sordina, a volte con piccole processioni notturne, nascoste tra le nebbie e le brume, senza che il parroco e il pastore intervenissero, forse senza che neanche sapessero. Era la festa dove i vivi si rincontravano con i loro morti, li ricordavano, si illudevano che un colpo di vento nel buio fosse un alito o un saluto. Era la festa dove i persecutori ricordano i perseguitati e l’Europa ricorda una delle sue tragedie più folli, atroci e insensate il martirio delle streghe, che quasi tutte, salvo qualche rara, aristocratica e colta eccezione, erano contadine. 
In Sicilia come nel Messico, paese di colonizzazione mediterranea e cattolica sono i Morti, il giorno dei morti, cioè Ognissanti, che portano i doni ai bimbi. La Sicilia e il Messico sono cattolici, pienamente cattolici e il morti portano i dolcetti ai bambini: non è bellissimo. I loro morti, il nonno, il bisnonno, ma anche tutti i morti, tutti coloro che ci hanno preceduto e hanno reso possibile il mondo in cui viviamo. 
E i santi che si ricordano sono i santi in senso familiare, i santi della famiglia, non San Francesco e Santa Caterina, ma zio Gaetano, nonna Carmela e nonno Luigi. 
La festa di Ognissanti, più anglofonicamente Halloween, era una festa della cultura contadina e quella dei contadini non era una cultura, ma una sottocultura di esseri inferiori. I contadini non valevano niente, erano servi della gleba, spesso resi idioti dalla pellagra, folli dall’intossicazione di segale cornuta, stupidi dalla fame, storpiati da lavori bestiali, precocemente ingobbiti dai pesi che portavano sulla loro schiena sin da bambini come i somari. Valevano così poco che tutti i termini che li designavano, villano, cafone, bifolco, zotico e buzzurro ora sono insulti passabili di persecuzione penale. 
Halloween è cristiana, ricuperiamola e festeggiamola tutti insieme.
Ho preparato i dolcetti. Questa notte verranno i bambini dei vicini di casa ridacchiando con i costumi fabbricati con l’aiuto di papà, e mamma dieci metri dietro nascosta nel buio a chiedere immonde porcate piene di grassi sbagliati, coloranti e zucchero. Domani ci rimettiamo a mangiare bio, consapevole e a chilometro zero.
Per questa notte andiamo con le porcate.
Nessuno pensi che qualcosa dove i bambini ridono, con le mamme che li accompagnano nascoste nel buio, possa essere qualcosa di male.