halloween

domani a Melog, radio 24 ore 10 parlo di Halloween

 

 

Se cercate informazioni via internet oppure se andate a intervistare i vecchi signori, plurisettantenni per la precisione, dei piccoli villaggi dimenticati tra le montagne e il mare.

I risultati sono straordinari: scoprirete che non è vero che la festa di Halloween sia stata inventata dagli americani. In Europa c’è stata da sempre, e fino a cinquanta anni fa esisteva ancora.

Nelle campagne sia del meridione che del settentrione, dell’Italia, della Svizzera e della Francia meridionale, come dell’Irlanda, la Scozia e la Norvegia ci sono informazioni su una festa che si faceva a Ognissanti, nascondendo i lumini dentro le piccole zucche svuotate, così che la loro luce fosse attenuata. Era la festa delle ombre, delle luci nascoste che nasceva nel buio dell’autunno, mentre Natale è la festa delle candele, delle luci vive che si fa nell’ inverno, quando sappiamo che la luce e l’estate nasceranno di nuovo. Ognissanti si celebrava in sordina, a volte con piccole processioni notturne, nascoste tra le nebbie e le brume, senza che il parroco e il pastore intervenissero, forse senza che neanche sapessero. Era la festa dove i vivi si rincontravano con i loro morti, li ricordavano, si illudevano che un colpo di vento nel buio fosse un alito o un saluto. Era la festa dove i persecutori ricordano i perseguitati e l’Europa ricorda una delle sue tragedie più folli, atroci e insensate il martirio delle streghe, che quasi tutte, salvo qualche rara, aristocratica e colta eccezione, erano contadine. 

In Sicilia come nel Messico di colonizzazione più che cattolica sono i Morti, il giorno dei morti, cioè Ognissanti, che portano spontaneamente i doni ai bimbi, senza che la necessità di estorcerli minacciando scherzi.

E i santi che si ricordano  sono i santi in senso pagano, i santi della famiglia, non San Francesco e Santa Caterina, ma zio Gaetano, nonna Carmela e nonno Luigi. E poi è la festa delle streghe, perché le streghe, le donne condannate dall’inquisizione, appartenevano per il 96% al mondo contadino. Erano le guaritrici che curavano con le erbe e assistevano i parti. La festa dii Ognisanti è la notte dove si ritrovano, per chiedere conto delle loro azioni, per chiedere perdono per non averle difese, quando sono arrivati gli alabardieri.

Ognissanti è la festa dei mostri, dove i diversi, gli storpi, gli sciancati, trovano la dignità della regalità.

La festa di Ognissanti, più anglofonicamente Halloween,  era una festa della cultura contadina e quella dei  contadini non era una cultura, ma una sottocultura di esseri inferiori. I contadini non valevano niente, erano servi della gleba,  spesso resi idioti dalla pellagra, folli dall’intossicazione di segale cornuta, stupidi dalla fame, storpiati da lavori bestiali, precocemente ingobbiti dai pesi che portavano sulla loro schiena sin da bambini come i somari. Valevano così poco che tutti i termini che li designavano, villano, cafone, bifolco, zotico e buzzurro ora sono insulti passabili di persecuzione penale.

Le loro feste quindi, affidate solo a memorie orali, con l’urbanizzazione e l’alfabetizzazione, sono scivolate nel nulla della negazione. Con un’unica eccezione: gli Stati Uniti d’America, visto che la rivoluzione americana è stata niente di più e niente di meno che una rivoluzione contadina e per una volta, unica nella storia, la sottocultura ha osato diventare storia. Per la prima e ultima volta il mito è stato la terra, non nel senso di Ducato di Borgogna o protettorato di Sassonia, me nel senso di terra recintata dove si coltiva il mais o si allevano le galline. I miti sono diventati le vacche, i buoi, le fruste per radunarli. Gli speroni per portarli da dove nascono a dove si possono macellare. E Ognissanti è uscito dall’ombra, per diventare ufficialmente Halloween, la festa delle streghe.

 

Le streghe erano povere donne, trascinate in catene, torturate, bruciate, che non avevano fatto niente o, peggio ancora, tutto quello che avevano fatto era di aiutare i parti e raccogliere le erbe contro i vermi, il fiato corto e i sogni cattivi. Pensate all’orrore che prendeva  quando ci si trova accerchiati e abbattuti e quelli latrano contro di noi e contro il nostro respiro sono gli stessi con cui fino al giorno prima si condividevano le ore, i vicini, gli amici, i cugini. Improvvisamente tutti inneggiano alla nostra morte e al nostro sterminio, nell’ottusa speranza che ciò libererà il mondo dal dolore. Pensate all’orrore che ci riempie quando il Nemico ti è sopra e il Nemico altri non è che il tuo stesso popolo, la tua stessa nazione.

Halloween, Ognissanti, è la festa dei morti e delle streghe, è la festa del perdono, dell’estinzione dei rancori.

Diventa sempre più cacofonica e sguaiata perché la morte ci terrorizza, come la sessualità.

Quando qualcosa ci terrorizza e ci imbarazza la nascondiamo nella comicità e nella sguaiataggine.