Gli orchi esistono

Gli orchi esistono.

Gli orchi sono coloro che uccidono intenzionalmente i bambini e mostrano fierezza per l’assassinio.

I popoli degli orchi sono i popoli dove si balla per le strade alla notizia che due grattacieli stanno bruciando, che le persone stanno morendo scegliendo se bruciare vive o buttarsi, e i padri degli assassini costruiscono altari perché la criminale memoria dei loro figli sia onorata. I popoli degli orchi sono i popoli dove si balla per le strade alle notizie che dei bambini sono stati uccisi, e le madri raccontano orgogliose che i propri figli hanno messo i bambini sui treni, li hanno messi nelle camere a gas, hanno fatto saltare la scuola dove erano in centinaia per festeggiare l’inizio dell’anno scolastico, li hanno sgozzati nei loro letti e non si sono fermati davanti a una bambina di tre mesi.

I popoli degli orchi sono i popoli che insegnano ai propri figli come il massimo dei destini possibili sia sterminare anche a costo della propria vita, perché gli orchi odiano la vita, la disprezzano, anche la propria. I popoli degli orchi hanno per i popoli liberi l’odio che i nati morti hanno per i vivi e i nati servi hanno per i liberi. Gli orchi esistono e devono essere fermati.
Devono essere battuti.

Devono essere fermati e battuti perché difendere i propri figli dagli orchi è un dovere e gli orchi si fermano solo militarmente. Quando un popolo gioisce dell’uccisione intenzionale di un bambino non ci sono margini di dialogo, e chi afferma che quei margini ci siano sta solo favorendo gli orchi. Quando un popolo gioisce dell’uccisione intenzionale di un bambino non si fanno più ponti, perché non è l’epoca dei ponti, perché sarebbero ponti fatti di cadaveri su cui eserciti di orchi marcerebbero per fare altri cadaveri; si devono tirare su mura, come le mura dei castelli che hanno protetto gli inermi negli assedi. Perché solo fermandoli, e solo battendoli, gli orchi potranno essere salvati. Gli orchi esistono e devono essere salvati, perché anche loro sono fratelli. Gli orchi si salvano fermandoli e dicendo loro la verità. La verità è che sono orchi, perché chi uccide un bambino intenzionalmente e ne gioisce non è più un uomo, e la verità è che gli orchi possono e devono diventare uomini.
I copti uccisi ieri mentre si recavano a un pellegrinaggio sono decine. Molti sono bambini, come bambini erano a Beslan, come bambini erano alcune vittime di Manchester, di Tolosa, del camion di Nizza (raccontano che il primo schiacciato sia stato un bambino), bambini sui bus scolastici in Israele. I cristiani copti li hanno uccisi dopo aver chiesto loro se volevano rinunciare a Cristo e convertirsi. Sono martiri, non vittime. Purificheremo l’Egitto dal Cristianesimo, stanno dicendo i miliziani dell’isis. I cristiani copti sono la popolazione originaria dell ‘Egitto, come i buddisti lo sono dell’Afganistan. I Cristiani copti muoiono nelle loro chiese, lungo le strade dei pellegrinaggi come oggi. Sanno che lì c’è il pericolo delle loro vite , eppure le loro chiese sono piene. È la loro morte viene pianta durante funerali in cui si festeggia anche la loro nascita al cielo.

Silvana De Mari