Fiabe, principi e principesse

Il ministro dell’istruzione francese, una signora, ha deciso di eliminare dai libri scolastici ogni accenno alle granio fiabe classiche ritenute troppo sessiste.
Ho deciso di fondare le Brigate di Resistenza Fratelli Grimm: ci vedemmo di notte e ci scambieremo agli angoli dei vicoli più piccoli e bui e ciclostilati di Biancaneve e i sette nani e Cenerentola.
Il cervello umano ha due emisferi, il destro e sinistro, il poeta e l’ingegnere, cosiddetti in quanto uno funziona per via analogica, sintetica e metaforica, l’altro per via logica, analitica e realistica. Le fiabe sono stati scritte con l’emisfero di destra e quindi non possono mentire, perché il mito contiene intuizioni che attraversano il tempo in quanto universali. Nelle fiabe c’è la realtà biologica dell’enorme differenza tra maschi e femmine: diversi nel fisico e nella mente, in quanto creature complementari di un’unica meravigliosa specie. La parola mammifero deriva da mammelle e da mamma. L’asse portante di tutta la categoria è l’allattamento. La femmina dei mammiferi adora nutrire. Se così non fosse i cuccioli creperebbero. Il cucciolo dell’essere umano impiega un anno per imparare a camminare due per imparare a parlare di un periodo che oscilla tra i nove e i quattordici anni per rendersi autonomo. (In epoca contemporanea questo periodo si prolunga per tutta la scolarizzazione e il tempo necessario all’inizio dell’attività lavorativa). Perché esistiamo? Perché le madri nutrono i figli allattandoli nei primi mesi e poi preparando il loro cibo negli anni successivi. Se così non fosse ci saremmo estinti. Quindi è evidente che madre natura ha messo all’interno del cranio femminile un piacere feroce assoluto, un piacere basato sulle mitiche endorfine, nel nutrire. Quando le donne non hanno prole a disposizione nutrono i gatti: avete presente la cosiddetta gattara? Oppure i piccioni o i pesci rossi del laghetto. Una creatura piccola che apre la bocca e inghiotte: mio Dio, è un piacere superiore all’orgasmo. Infatti le neuroscienze ci dicono che a una donna che nutra qualcuno ( meglio se il suo bambino) si illuminano alla pet ( tomogrfia a emissione di positroni) le stesse aree del piacere sessuale. Il sesso a cosa serve? A creare la generazione successiva. Il nutrire a cosa serve? A creare la generazione successiva. La vita tende a continuare.
Perché i libri scolastici le donne sono sempre in cucina? Perché quello è il luogo del piacere del nutrire. Dove altro accidente dovrebbe stare una creatura nel cui cranio è stato messo da madre natura il piacere di nutrire? Quando mi alzavo la domenica e scoprivo che mamma si era svegliata alle 5 per farci i biscotti, il suo sorriso era di felicità. Basta vedere la differenza tra cuochi e cuoche. Il grandi chef trasformano la cucina in arte, vogliono stupire, non nutrire. I loro piatti sono composizioni architettoniche. Se volete cavarvi un’onesta fame senza essere dissanguati, meglio andare a mangiare in un ristorante che si chiami mamma Rosa.
Con l’unica eccezione dell’ornitorinco, che fa l’uovo, tutti gli altri mammiferi dispongono di femmine che hanno le viscere fatte in maniera da ospitare un’altra creatura. La donna ha le viscere fatte in maniera da poter ospitare un altro essere umano. Cioè noi siamo naturalmente accoglienti. Non solo accogliamo un altro essere umano nelle nostre viscere, ma lo accogliamo poi per gli anni successivi: accogliamo le sue infinite esigenze e proviamo piacere a soddisfarle. Se così non fosse l’umanità si sarebbe estinta. La donna è fatta in maniera da provare piacere a nutrire e piacere ad accogliere. Sono stata un’ex femminista: ho permesso questa delirante teoria di legare la mia vita. Dopo aver comprato l’orrendo libro Dalla parte delle bambine, ho tediato i figli delle amiche che contrariamente a me, avevano avuto il coraggio di diventare madri, con i soliti orrendi cubi. Le bambine vogliono le bambole, perché già a due anni le cullano e le nutrono. Se questo istinto non ci fosse ci saremmo estinti. Perché madre natura avrebbe dovuto fornire con il piacere di nutrire un tizio nato senza mammelle? Le neuroscienze hanno dimostrato le enormi differenze tra il cervello maschile o femminile e hanno dimostrato che queste differenze cominciano al quinto mese di vita intrauterina. Le bambine hanno capacità relazionali, i maschi amano il movimento. Già all’età di poche ore le femmine girano il viso verso la rappresentazione di una faccia. I maschi di poche ore girano il viso verso qualcosa che si muove. Nei libri le donne sono rappresentate come accudenti e i maschi come appassionati di automobili perché è vero, non è uno stereotipo, è la verità biologica su cui madre natura ha messo la riproduzione e la salvaguardia della specie. Non distinguo le automobili le une delle altre. Capisco che ci siano eccezioni al disinteresse delle femmine per le automobili: io non sono una di queste eccezioni. Posso dire che una macchina è verde e se il verde più vicino al verde salvia o al verde smeraldo, ma non riconosco le marche e tipi. Mentre giravo con mio figlio, che sapeva già camminare ma non ancora parlare, mio figlio riconosceva le automobili, capacità che io non ho. Passando alla macchina dello stesso modello e colore di quella del padre diceva brun brun papà passando la macchina dello stesso colore modello di quella della zia diceva: brum brum zia Luisa e così via. Le bambine vogliono le bambole e i maschi le automobiline, ed è una violenza intollerabile che qualcuno li ostacoli, che qualcuno li ridicolizzi per questo loro essere normali.
Gli uomini hanno il testosterone: hanno maggiore coraggio di rischiare la loro vita. Le donne sono meno coraggiose perché la loro vita è ben più preziosa. Noi non possiamo rischiarla. Prima di sbatterla via meglio che ci pensiamo. Gli uomini sono stati creati per proteggerci, per fornirci la cacciagione, e per dare via la loro vita per noi. Un uomo mostra il suo coraggio, facendo cose pericolose, così da mostrare il suo testosterone alla femmina, esattamente come il pavone mostra la sua coda. Le ridicole narrazioni dove le donne fanno il soldato come l’uomo, da Soldato Jane a Divergent, dimenticano non solo per le donne hanno una minore forza muscolare dell’uomo, ma che grazie alle enormi capacità empatiche necessarie ad allevare la prole, le donne non vogliono far male. Qualsiasi istruttore di arti marziali vi confermerà che le donne non picchiano. Ci sono eccezioni certo ma sono eccezioni e dobbiamo uscire dal folle schema della dittatura della minoranza e criminalizzazione della normalità. L’eccezione saprà di essere un’eccezione se ne farà una ragione.
Il punto fondamentale che fino a quando abbiamo applicato questi schemi abbiamo avuto un sistema antropologicamente vincente il patriarcalesimo cristiano è stato uno schema antropologicamente vincente grazie al quale abbiamo superato la peste del 1300, l’assalto dei saraceni, abbiamo superato la seconda guerra mondiale, abbiamo costruito cattedrali incredibili, una letteratura e una scienza che nessuna civiltà mai avuto. Grazie alla nuova tecnologia che ha abbattuto la mortalità infantile e facilitato le incombenze domestiche, il ruolo della donna è giusto che sia cambiato, ma la struttura della famiglia non deve cambiare, l’informazione che lo scopo ultimo di uomini e donne sia quello di sostenersi a vicenda e mettere alm mondo dei figli, deve restare un cardine. Il femminismo post sessantottino è un sistema antropologicamente perdente. Il trasformare le famiglie in un incubo per una conflittualità permanente tra i due coniugi, uno stillicidio di propaganda folle e delirante che spinge le giovani donne a pensare alla maternità e al matrimonio come una trappola, a rinnegare il loro sistema emotivo , ci ha spinti a una natalità di 1,3 per madre. Detto in parole povere ci stiamo estinguendo. Al di sotto di una natalità di 2,2 per madre una civiltà è condannata a morte. Tra quarant’anni saremmo una repubblica islamica: le bambine a cui sono state dette un mucchio di balle, incluso il fatto che possono fare il minatore e il pompiere, porteranno in burca. Quindi cominciamo fermarci. Cominciamo a mettere insieme una narrativa per ragazzi che spinga gli uomini e le donne a sposarsi e mettere su famiglia, o saremo fisicamente morti nel giro di una generazione. E, soprattutto sempre più persone saranno rinchiuse nella solitudine. Ve ne site accorti? Non ce ne è mai stata tanta. Prima non erano rose e fiori. Adesso è peggio, mille volte peggio.
Quindi salviamo le fiabe. E vissero sempre felici e contenti.femmine girano il viso verso la rappresentazione di una faccia. I maschi di poche ore girano il viso verso qualcosa che si muove. Nei libri le donne sono rappresentate come accudenti e i maschi come appassionati di automobili perché è vero, non è uno stereotipo, è la verità biologica su cui madre natura ha messo la riproduzione e la salvaguardia della specie. Non distinguo le automobili le une delle altre. Capisco che ci siano eccezioni al disinteresse delle femmine per le automobili: io non sono una di queste eccezioni. Posso dire che una macchina è verde e se il verde più vicino al verde salvia o al verde smeraldo, ma non riconosco le marche e tipi. Mentre giravo con mio figlio, che sapeva già camminare ma non ancora parlare, mio figlio riconosceva le automobili, capacità che io non ho. Passando alla macchina dello stesso modello e colore di quella del padre diceva brun brun papà passando la macchina dello stesso colore modello di quella della zia diceva: brum brum zia Luisa e così via. Le bambine vogliono le bambole e i maschi le automobiline, ed è una violenza intollerabile che qualcuno li ostacoli, che qualcuno li ridicolizzi per questo loro essere normali.
Gli uomini hanno il testosterone: hanno maggiore coraggio di rischiare la loro vita. Le donne sono meno coraggiose perché la loro vita è ben più preziosa. Noi non possiamo rischiarla. Prima di sbatterla via meglio che ci pensiamo. Gli uomini sono stati creati per proteggerci, per fornirci la cacciagione, e per dare via la loro vita per noi. Un uomo mostra il suo coraggio, facendo cose pericolose, così da mostrare il suo testosterone alla femmina, esattamente come il pavone mostra la sua coda. Le ridicole narrazioni dove le donne fanno il soldato come l’uomo, da Soldato Jane a Divergent, dimenticano non solo per le donne hanno una minore forza muscolare dell’uomo, ma che grazie alle enormi capacità empatiche necessarie ad allevare la prole, le donne non vogliono far male. Qualsiasi istruttore di arti marziali vi confermerà che le donne non picchiano. Ci sono eccezioni certo ma sono eccezioni e dobbiamo uscire dal folle schema della dittatura della minoranza e criminalizzazione della normalità. L’eccezione saprà di essere un’eccezione se ne farà una ragione.
Il punto fondamentale che fino a quando abbiamo applicato questi schemi abbiamo avuto un sistema antropologicamente vincente il patriarcalesimo cristiano democristiano è stato uno schema antropologicamente vincente grazie al quale abbiamo superato la peste del 1300, l’assalto dei saraceni, abbiamo superato la seconda guerra mondiale, abbiamo costruito cattedrali incredibili, una letteratura e una scienza che nessuna civiltà mai avuto. Il femminismo post sessantottino è un sistema antropologicamente perdente. Il trasformare le famiglie in un incubo per una conflittualità permanente tra i due coniugi, uno stillicidio di propaganda folle e delirante che spinge le giovani donne a pensare alla maternità e al matrimonio come una trappola, a rinnegare il loro sistema emotivo , ci ha spinti a una natalità di 1,3 per madre. Detto in parole povere ci stiamo estinguendo. Al di sotto di una natalità di 2,2 per madre una civiltà è condannata a morte. Tra quarant’anni saremmo una repubblica islamica: le bambine a cui sono state dette un mucchio di balle, incluso il fatto che possono fare il minatore e il pompiere, porteranno in burca. Quindi cominciamo fermarci. Cominciamo a mettere insieme una narrativa per ragazzi che spinga gli uomini e le donne a sposarsi e mettere su famiglia, o saremo fisicamente morti nel giro di una generazione. E, soprattutto sempre più persone saranno rinchiuse nella solitudine. Ve ne site accorti? Non ce ne è mai stata tanta. Prima non erano rose e fiori. Adesso è peggio, mille volte peggio.
Quindi salviamo le fiabe. E vissero sempre felici e contenti.

 

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