Facciamo fallire il piano!

Tutte le volte che impariamo qualcosa fabbrichiamo una sinapsi. Maggiore è il numero di sinapsi, maggiore è la capacità di risolvere i problemi. La memoria aumenta le sue capacità mediante allenamento.
Inoltre se ho una rete memonica è più facile incamerare nuovi ricordi: se mi ricordo che Enrico VIII Tudor è quello delle 6 mogli e dello scisma anglicano, mi sarà più facile ricordare che la primogenita, Maria, era cattolica , e la secondogenita, Elisabetta, ovviamente , anglicana. Sapendo che una è figlia di Caterina d’Aragona e l’altra di Anna Bolsena, è ovvio.
Imparare a memoria con un ritmo (filastrocca, canzone, poesia,) è più facile e allena la memoria.
Leone Ghinsburg e Sion Segre finiti in prigione per antifascismo si trovarono a trascorrere 12 mesi con l’unico conforto della Divina Commedia: uno dei due era riuscito a mettersela in tasca al momento dell’arresto e non erano stati concessi altri libri. Durante l’anno di reclusione l’hanno imparata a memoria.
In passato era normale conoscere Bibbia, Iliade, Divina Commedia a memoria. Sfatiamo qualche mito.
Imparare a memoria non serve: al contrario è fondamentale.
Il nozionismo non serve: al contrario le nozioni sono le fondamenta del pensiero critico.
Se non ho la nozione che la prima moglie di Enrico VIII era Caterina d’Aragona e la seconda Anna Bolena, come faccio a sviluppare un pensiero critico sullo scisma anglicano e sul martirio di Tommaso Moro? (A questo proposito raccomando il bellissimo libro Tommaso Moro di Paolo Gulisano, imperdibile)
Imparare a memoria le tabelline è inutile. Al contrario, è indispensabile.
La grammatica è inutile e comunque si impara per osmosi senza studiarne le regole. Sbagliato. La grammatica deve essere studiata, perché è la struttura del pensiero e dove non ci sia la struttura il pensiero si affloscia al suolo. Anche il pensiero matematico si annulla: chi non conosce la grammatica fatica a capire che i quadrati delle somme e le somme dei quadrati sono due cose diverse.
I compiti a casa sono inutili per non parlare di quelli delle vacanze: periodicamente gli esperti (di cosa?) ci ripetono questa madornale idiozia (come la avrebbero scoperta?). Oltre che per fissare l’apprendimento fatto a scuola, i compiti a casa servono per apprendere autodisciplina e autogestione, che sono la chiave di qualsiasi successo.
L’annientamento dell’insegnamento è stato talmente sistematico che sorge il dubbio che possa essere stato intenzionale, sorge il dubbio che ci sia un programma di infantilizzazione della società.
Impariamo a memoria la Divina Commedia.
Impariamo a memoria i primi versi della Genesi, il Cantico dei Cantici, il Discorso della Montagna.
Facciamo fallire il piano!
Silvana De Mari