Etica

Noi partiamo dal presupposto, questo è il gravissimo errore della filosofia contemporanea , che flessibile sia un bella parola e rigido una parolaccia. Questo è un errore. Ci sono casi dove la flessibilità è l’opzione corretta e casi dove la rigidità è l’unica scelta. In una sala operatoria le regole di asepsi devono essere rigidissime, le regole di sicurezza devono essere rigide, altrimenti di tanto in tanto decine di persone restano ferite o peggio nel crollo o nel rogo di discoteche o scuole.
Dove le regole sono rigide l’emotività di smorza e si evita l’emotività inutile. Se un bambino sa che lui deve viaggiare sempre sul seggiolino dietro, non si sognerà nemmeno di chiedere di stare davanti. Se qualche volta il nonno o la zia trasgrediscono, ogni volta lui chiederà, ogni volta sarà una discussione, ogni volta una speranza, ogni volta un capriccio e magari l’incidente avviene proprio il giorno in cui il bambino si trova dove non dovrebbe.
La regola che si va a scuola tutti i giorni non deve essere negoziabile. Si sta a casa solo per comprovate e importanti malattie. La scuola dà ansia. L’ansia è su due punti: il giudizio del professore con il voto e lo sguardo dei compagni. L’ansia è sgradevole, può essere terribile. La tentazione di non andare, (è che oggi ho la verifica, se prendo un’insufficienza è un guaio, così sto a casa e studio) si forma facilmente, ma se non si va a scuola l’ansia peggiora. Se il genitore permette al figlio di non andare a scuola riconosce che il ragazzo ha ragione ad avere paura della verifica, e peggiora tutto. Regole rigide. Non hai studiato? Prenderai alla verifica l’insufficienza e poi ricupererai studiando come si deve. È un’insufficienza, non una fucilazione e se non ha studiato è giusto che prenda l’insufficienza, perché altrimenti come lo impara ad affrontare le conseguenze delle proprie azioni?
La morale deve sempre essere rigida. Un esempio di morale rigida è il cacciatore di Biancaneve, che ha ricevuto l’ordine dalla sua regina di assassinare una bambina e non lo esegue perché la sua morale, rigida, gli vieta di assassinare il bambino. Il cacciatore non va a piagnucolare al processo che quelli erano i suoi ordini. Non si mette a dire che, be’, tanto, alla fin fine, se non lo faccio io lo farà un altro, che differenza c’è, e poi la mia vita…Solo dove la morale è rigida, come deve essere, si ha il coraggio di non sgarrare, di andare piuttosto verso la morte, di non intascare nulla. D’accordo, il cacciatore di Biancaneve muore, è vero, ma è molto più divertente morire per qualche cosa che vivere per nulla.
Silvana De Mari. 

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