esperimento di Milgram

La straordinaria forza del conformismo e ` stata studiata dall’esperimento compiuto dallo psicologo sperimentale Stanley Milgram (1933-1984). Quando il Mossad arresto ` Eichmann in Argentina e si comincio ` il processo, l’orrore di quello che era successo ritorno ` su tutte le testate insieme alla domanda su come fosse stato possibile. Ci si rese conto di un fenomeno
battezzato «la banalita ` del male»,il conformismo alla base dei genocidi. Perrisponderealladomandail dottorMilgram organizzo ` un enorme esperimento: arruolo `un grandissimo numero di persone per studiare gli effetti del dolore sulla memorizzazione. Dette una piccola paga: dieci dollari al giorno e divise la gente in due gruppi. Il gruppo A avrebbe cercato di memorizzare sequenze di parole che avrebbe ripetuto al gruppo B per fargli sapere quanto erano bravi a memorizzare. Aogni sbaglio il gruppo B avrebbe somministrato una scossa elettrica che a ogni sbaglio sarebbe diventata piu ` forte, fino al livello di 300 volt che e ` potenzialmente mortale. Inrealta `le scosse elettriche erano false. Quelli del gruppo A che urlavano e si contorcevano per il dolore erano attori. L’esperimento non era sulla memorizzazione,ma sul conformismo e sull’obbedienza. Puo ` un essere umano qualsiasi, su istigazione di un tizio in camice bianco non meglio identificato, somministrare una scossa elettrica potenzialmente mortale a un suo simile che non ha fatto niente di male a nessuno salvo sbagliare una sequenza di parole di cui non importa niente a nessuno? La risposta e ` sı `, fino al sessantacinque per cento della popolazione lo fa. Dopo un po’, quando l’attore si contorce sotto inesistenti scariche che, se fossero vere, sarebbero pericolose o potenzialmente mortali, per resistere al senso di colpa scatta un micidiale meccanismo che si chiama criminalizzazione della vittima: «Non sono io che sono una carogna, e ` lui che non memorizza queste dannate parole». La criminalizzazione della vittima e `un fenomeno atroce che tende a proteggere l’aggressore dai sensi di colpa. Piu ` sono gravi le colpe, maggiore e ` l’odio per la vittima. Questa è la seconda cosa che l’esperimento ha messo in luce. La prima NON è, come è stato dichiarato, l’obbedienza all’autorità. L’autorità ha una divisa, di poliziotto o di generale, l’autorità ha la porpora del vescovo, ha la corona del re o almeno l’abito del ministro. L’esperimento dimostra l’obbedienza cieca, canina, della nostra epoca non all’autorità, che abbiamo annientato in tutte le sue forme, ma alla cosiddetta scienza. Basta mettersi un camice bianco, e qualsiasi idiozia tu dica diventa il verbo. Un tizio in camice bianco alla televisione ci dice che il suo dentifricio ci salverà dalla carie, dalla piorrea, dal cancro e dalla disoccupazione e noi lo compriamo. Dei tizi in camice bianco hanno misurato il cranio e il naso ai ragazzini con un compasso per buttare fuori dalle scuole quelli che si chiamavano Frank, Levi e Einstein e tutti hanno detto che era una bella idea. Il mito dello scienziato è il mito di un’epoca che avendo rinunciato alla Verità, si accontenta della prima fesseria. Il fatto che uno sia uno scienziato, vuol dire che conosce molto di un pezzetto piccolissimo dello scibile umano, non che conosca tutto, abbia una visione di insieme, o che sia sano di mente. Che uno abbia studiato oncologia, vuol dire che conosce l’oncologia, non che la sua frase "l’amore omosessuale è più puro perché sganciato dalla riproduzione" non sia pura follia. Che qualcuno abbia studiano astronomia vuol dire che ha conosce l’astronomia. Il mito dello scienziato come depositario della verità o come persona in grado di raggiungerla, il mito che possa esistere una scienza oggettiva in ogni campo, è la dannazione della nostra epoca, che ci ha reso creduloni come mici neonati. Che un’ assemblea di psichiatri riscriva l’etica, l’antropologia, il diritto , la filosofia, poteva venire in mente solo a noi, che a furia di essere i più geniali del reame siamo diventati scemi.
E ora arriviamo al controllo mentale, uno dei più deliziosi doni che la scienza ci abbia fatto, quasi sullo stesso piano della superiorità della razza ariana. 

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