Edipo.

Torniamo a Edipo. Perché fabbrichiamo endorfine per sentirci raccontare una storia che comincia malissimo e finisce da schifo? Chi ce lo fa fare? Tra tutte le tragedie dell’antica Grecia Edipo è quella che è più amata, più rappresentata, quindi c’è in Edipo l’inconscio collettivo, qualcosa che interessa tutti. In Edipo ci sono due cose che appartengono al nostro presente.
Il primo problema è l’assassinio (emotivo) del genitore dal proprio sesso e l’alleanza con il genitore dell’altro sesso. Questa storia pazzesca come tutte le storie pazzesche ( Biancaneve, Cenerentola, Raperonzolo) è una metafora di una situazione quotidiana. La madre che disprezza il marito, anche a parole, e si allea con il figlio maschio che diventa quasi una figura coniugale. Ma cosa vuoi che capisca tuo padre. Ma certo che il motorino ( la moto, la 500, la lamborghini, quello che è) te la prendiamo, tuo padre non vuole perché è geloso, è geloso di te che sei bello e giovane. Il padre che si allea con la ragazzina, contro la madre che cerca disperatamente di imporre un barlume di indispensabile disciplina, e mentre latra insulti alla madre, alla figlia concede la libertà più demente e pericolosa. Sono tutte situazioni, come quella di Edipo manovrate dai genitori. Sono i genitori che fanno il disastro. Il figlio e la figlia diventano piccoli dittatori insopportabili, ma in realtà sono vittime, perché il bambino sa benissimo che vive meglio con i due genitori vivi, fisicamente ed emotivamente vivi. Essere figli di un padre o di una madre disprezzati è un danno, una ferita primaria. Il genitore che insulta l’altro genitore sta facendo danni.
Ed ora parliamo di lui, Freud. Uno dei più grandi geni della comunicazione, eccelso nell’arte di vendere con una dialettica incredibile e uno spettacolare tono dogmatico teorie senza nessuna base e francamente stupide. Freud non sapeva nulla. Non sapeva nulla della vita, della morte, di Dio, dell’universo, non sapeva nulla degli uomini, nulla delle donne, nulla del rapporto straordinario madre figlio, ancora meno del rapporto uomo donna, nulla dei bambini che nella sua assoluta idiozia definisce perversi polimorfi, però aveva una grandissima dialettica, con cui ammantò la stupidità e la stupidità fu scambiata per intelligenza. La pseudo scienza da lui fondata, la psicanalisi, ha un nome demente. L’analisi dell’anima. L’analisi è sempre un’operazione violenta che per definizione uccide. Si tratta di smembrare qualcosa che era intero. Facciamo un esempio: come potete amare il vostro micio se non lo capite? Come potete capirlo se non lo analizzate? Per analizzarlo si fa così: fissatelo al tavolo della cucina con il nastro adesiva alto, e poi con un bisturi o un coltello molto affilato tagliate. Il micio muore. Succede così anche per l’anima dissezionata da Freud, che taglia male perché non è uno scienziato, non parte dall’osservazione, dalla statistica, ma solo da teorie indimostrabili e quindi indimostrate, sostenute da un linguaggio dogmatico e irrazionale, per cui tutto l’esercito di persone che si permette di dire che non ha capito niente possa essere tacciato di essere sciocco. La psicanalisi è uno dei grandissimi esempi di vestiti nuovi dell’imperatore. Lo psicanalista è in mutande ma nessuno osa dirlo. Lo psicanalista analizza l’aggressività, l’amore, l’attrazione uccidendo tutto quello che trova sulla sua strada, ma soprattutto smembrando e uccidendo appunto l’anima. La morte dell’anima comincia con la psicanalisi: la distruzione del libero arbitrio, ogni comportamento frutto di un altro comportamento, la distruzione del concetto di etica, la desacralizzazione del sesso, primo passo verso la banalizzazione del sesso, e la sua promiscuità, che sono i punti su cui una civiltà muore. Dove la sessualità è fuori dal sacro, una civiltà muore. Grazie a Freud il sesso diventa normale argomento di conversazione. Hai mai fatto sesso con sconosciuti? Questa domanda viene squittita dalla radio a ogni passaggio di pubblicità. Questa domanda è una falsa domanda e contiene due affermazioni dogmatiche che sono aggressioni: è lecito fare sesso con sconosciuti, ed è lecito parlarne. Solo gli zuzzerelloni fanno sesso con sconosciuti, solo gli zuzzerelloni ne parlano. Freud dichiarò il sesso al centro di tutto: il sesso non è al centro di tutto. Nessuno pensa al sesso mentre sta morendo di fame, o mentre la casa brucia. Il cibo e l’evitare il dolore sono primari, il sesso è solo terziario. Eppure tutti ci cascano. Pierre Jenet è lo studioso contemporaneo di Freud che esprime una valangata di concetti dimostrati validi dalle neuroscienze e dalla statistica, dice cose buone e sensate e nessuno lo ha mai sentito nominare. Freud con la fase orale, anale, genitale non capisce nemmeno che un bambino è molto più felice per il sorriso della mamma che per le sue carezze sulla parti basse: basta che mamma smetta di sorridere che il bimbo piccolo scoppia a piangere, Freud non capisce nemmeno che la felicità di un bimbo per una ninna nanna è superiore alla carezze sulla parti basse, Freud e la sua teoria delirante e oscena del bambino che vuol uccidere papà e sedurre mamma domina la scena. Il bambino non lo vuole fare, Vuole crescere con un padre forte e poi sposare una coetanea con cui mischiare i cromosomi. Vuole che mamma lo lasci andare a cercarsi una donna. Se la teoria del complesso di Edipo avesse una base tutte le civiltà umane sarebbero basate sul matrimonio tra figli e madri, figlie e padri. Magari un matrimonio corto, temporaneo. E invece no. Il bambino non vuole sedurre mamma. Vuole giostrare con mamma così da capire come si seduce una donna e poi va a sedursi una donna sua, la sua donna appunto, con un bel patrimonio genetico tutto diverso così che i bimbi vengono meglio.
Il bambino vuole un papà forte e una mamma forte, che facciano da padre e madre. Non è vero come sostiene il cocainomane Freud che tutto nasce dal bambino. Sofocle lo aveva spiegato bene. I due colpevoli sono Laio e Giocasta. Sono loro due che uccidono il bimbo. La tragedia di Edipo è la storia di due genitori criminali che decidono di assassinare il loro bambino. E quando una civiltà uccide i propri bimbi, poi la peste la annienta. La peste dell’anima, quell’ anima già ammazzata da Freud e da tutti i suoi successori, inchiodata sul sesso, priva del libero arbitrio, in balia di pulsioni.
Edipo è la nostra storia. 

Rispondi