distopie per ragazzi

Un nuovo genere, o forse sarebbe più corretto dire una

nuova sfumatura, per un genere da sempre esistito. Sto parlando

della distopia, dell’antiutopia, della fantapolitica sociale,

i figli e nipoti di 1984, sempre più presente nella cosiddetta

letteratura per ragazzi, che in realtà, non sarà mai

ripetuto abbastanza, è una letteratura anche per ragazzi,

perché qualcosa che è buono per un dodicenne lo è anche

per un sessantenne, mentre non è valido il contrario. Possiamo

prendere come esempi: Bambini nel bosco di Beatrice

Masini e La dichiarazione di Gemma Malley. Sono tutte narrazioni

che sottolineano il rischio, per le nuove generazioni

di ragazzi, di essere sterminate dagli anziani. C’è una strana

forma di mancanza d’amore nell’impedire la nascita.

Una notevole forma di aridità. È già descritta in Peter Pan.

 

da La realtà dell’orco, capitolo 10

Comments

  1. Negli ultimi tempi, nelle ultimissime uscite, il genere distopico dilaga. Piace e fa presa, anche se alcuni libri non sono esattamente di qualità, il succo è lo stesso: l’aggressione degli anziani verso le nuove generazioni, anche se non si tratta di impedirne la nascita… ma la crescita, l’indipendenza dallo schema.

    -Hunger Games di Suzanne Collins
    Ne è stato tratto un film, e il seguito è in uscita nei prossimi mesi, ma si tratta di una trilogia. Ti lascio il link su Wikipedia così puoi farti un’idea più precisa, anche se come sunto è riduttivo.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Hunger_Games

    -Delirium di Lauren Oliver

     

    http://www.booksblog.it/post/7376/delirium-di-lauren-oliver-letteratura-ya-sempre-piu-distopica-hunger-games-ha-fatto-scuola

    -Beauty

    http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/15671/non-a-ammesso-essere-brutti/

     

  2.  Fantastico, davvero, lei è la PRIMA persona italiana che menziona "la dichiarazione" di Gemma Malley. Ho amato questo romanzo e spero vivamente che decidano di pubblicare (prima o poi) i seguiti. 

    Oggi ho partecipato all’incontro che ha fatto con i ragazzini della Elsa Savio (non faccio parte della scuola, sono una collaboratrice del giornale locale) e non può immaginare la gioia che ho provato per le sue citazioni di 1984. Amo il genere distopico (forse più del fantasy) e vorrei averlo conosciuto (e capito) un po’ prima. Da brava ventenne, condivido il suo pensiero in questo breve post e spero proprio di poter avere "la realtà dell’orco" tra le mie mani il più presto possibile!

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