distopie, abrto conferenza di domenica

Un nuovo genere o forse sarebbe più corretto dire una nuova sfumatura, per un genere da sempre esistito. Sto parlando della distopia, dell’antiutopia, della fantapolitica sociale, i figli e nipoti di 1984, sempre più presente nella cosiddetta letteratura per ragazzi, che in realtà, non sarà mai ripetuto abbastanza, è una letteratura anche per ragazzi, perché qualcosa che è buono per un dodicenne lo è anche per un sessantenne, mentre non è valido il contrario. Possiamo prendere  come esempi: “Bambini nel bosco” di Beatrice Masini (Fanucci Editore), e “La dichiarazione” (Salani Editore). Sono tutte narrazioni che sottolineano il rischio delle nuove generazioni di ragazzi, di essere sterminati  dagli anziani. C’è una strana forma di mancanza d’amore, nell’impedire la nascita. Una straordinaria forma di aridità. È già descritta in Peter Pan. Nel 1968 c’è stata una straordinaria scoperta: la pillola anticoncezionale. Finalmente sessualità e riproduzione potevano essere separate. È stata la quarta volta, dopo vaccinazione, sulfamidici e antibiotici, in cui la classe medica ha avuto finalmente in mano qualcosa per contrastare il dolore del mondo. Fino a quel momento la natalità era stata controllata in epoca pre illuminista direttamente da madre natura con i due sistemi estremamente funzionali quanto atroci costituiti da una devastante mortalità infantile e un’altrettanto devastante mortalità materna da parto. In epoca post illuminista, diminuita fortemente la mortalità infantile, sono rimasti, mezzi incontrastati, l’aborto clandestino, oppure l’infanticidio sistematico. In ogni contrada agricola è esistito, fino a mezzo secolo fa, il luogo maledetto, il campo particolare, il fosso che tutti conoscevano e di cui nessuno parlava dove minuscoli scheletri testimoniavano la dannata difficoltà di fare l’essere umano. Chiunque sia stato in Cina, soprattutto nei decenni precedenti gli ultimi anni del boom, spesso ha notato l’agghiacciante presenza nei fossi, dentro la scarsa spazzatura, di piccoli corpi, minuscoli scheletri della razza umana. Separare la sessualità dalla riproduzione ha permesso la libertà sessuale, e in molti casi si è trattato di vera libertà. Persone che facevano quello che veramente desideravano. In altri, invece, si è trattato di un’imposizione di una sessualità di tipo maschile al sesso femminile. E l’imposizione della spiche maschile, dove la paternità è recente corticale, sulla psiche femminile, dove la maternità è recente, corticale.

La mancanza di amore più assoluta, ancora più grave delle botte e dell’abbandono, è il non far nascere.

Ti mando la locandina e un paio di spiegazioni sulla conferenza che terremo domenica.

Non parliamo perché l’aborto venga vietato o perché non sia più mutuabile. Nulla di tutto questo. Ma io continuo nel mio studio ad ascoltare il pianto disperato di donne che mi dicono "era il mio bambino".

Vorremmo un consenso informato. per legge prima di ogni pratica media il paziente deve essere informato di tutti gli effetti collaterali  anche psicologici. Fa eccezione l’aborto. Nessuno dice " potrebbe rimpiangerlo." E’ tutto quello che vogliamo. Scrivo oggi, giornata internazionale per l’aborto, e  assicuro che la nostra conferenza sarà bellissima. Noi di Torino faremo una conferenza, in altre città, principalmente Padova, faranno una pedalata in bicicletta.Chiediamo che le madri in condizioni disagiate siano aiutate economicamente. Chiediamo che, come in tutti i paesi normali, una madre che decida di terminare la gravidanza e dare il suo bambino in adozione, abbia una possibilità di scelta della famiglia adottante e non sia esclusa dal processo come un’appestata. Chiediamo che i feti abortiti alla sedicesima o ventesima settimana in quanto "malformati", e che nascono in grado di respirare, non siano lasciati a morire in scatole metalliche di disidratazione, perché hanno un cervello sufficiente a subire il dolore e la sofferenza e l’orrore di una morte in solitudine. Che almeno siano messi sotto anestesia. Chiediamo che  quando si prospetta un aborto alla ventesima settimana, magari per patologie curabili come il labbro leporino, ( caso di Rossano) nel consenso informato venga specificato che il feto potrebbe nascere vivo e in questo caso morirebbe in una scatola metallica e che è già in grado di provare dolore, spfferenza, l’orrore di una morte in solitudine. Chiediamo che nel consenso informato sia specificata la verità, che il feto di otto settimane è in grado di provare dolore, non sofferenza, che è la coscienza del dolore, ma il dolore sì.

 

Silvana


 

Pedaliamo per la Vita

 

In un mondo oscurantista, nemico della ragione e, quindi, della verità e della scienza, schiavo del moralismo bigotto dell’ideologia, si pretende di far derivare tutto da astratte pregiudiziali indimostrate: l’etica non è più conseguenza della realtà, ma diviene un a priori stabilito non si sa da chi ed indiscutibile.

Contro tutto questo, per diritto-dovere di riaffermare la verità scientifica e filosofica,

Silvana DE MARI medico e scrittore

e

Carlo MANETTI filosofo

si vedono costretti ad illustrare, tramite una conferenza stampa congiunta,

Domenica, 30 settembre alle ore 16,00

Presso la

Sala gotica (Chiostro) del Santuario della Consolata

Via Maria Adelaide 2, 10122 Torino

la biciclettata Pedaliamo per la Vita, che si svolgerà congiuntamente in varie città d’Italia, per il diritto della verità ad essere detta.

 

Comments

  1. Ciao, volevo segnalarti questa associazione con cui collaboro da tempo, non ricordo se te ne avevo mai parlato. Baci Caterina
    http://www.il-dono.org

  2. Grazie Silvana. Una parola nel nome di chi non ha nessuna voce in capitolo sulla propria esistenza non è mai vana.

    Luigi

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