diritti delle donne

 Quale Stato viola maggiormente i diritti delle donne secondo l’ONU? Israele.
Spesso abbiamo avuto prova delle inclinazioni filo-palestinesi, filo-islamiche e anti-israeliane dell’ONU: questa volta emergono da come questo valuta la condizione della donna, uno dei motivi per cui il mondo arabo e islamico è più contestato. Ebbene, secondo la Commissione Annuale sui Diritti delle Donne delle Nazioni Unite il Paese che maggiormente viola tali diritti non è l’Autorità Nazionale Palestinese o altri Paesi islamici bensì Israele. L’organizzazione lo ha stabilito venerdì scorso: tra i nove documenti di cui avrebbe dovuto discutere sulla situazione femminile in altrettanti Stati, ha scelto solo quello sulle donne palestinesi e non per accusare l’ANP o Hamas per violenze che subiscono e diritti a loro negati – che comprendono i delitti d’onore, verità il più delle volte insabbiate – bensì lo Stato ebraico. Le donne palestinesi si troverebbero ad un insopportabile livello di povertà non per una cattiva amministrazione locale, bensì per “l’occupazione israeliana” in Cisgiordania. Inoltre – sottolinea la Commissione – “le donne e le ragazze palestinesi affrontano notevoli ostacoli nell’accesso ai servizi di base, all’assistenza sanitaria, al supporto psicosociale, all’acqua e ai servizi igienico-sanitari, alle istituzioni di giustizia e alle opportunità economiche”. Non è però specificato se questo sia da imputare alla leadership palestinese o ad Israele. Anche l’Unione europea, pur simpatizzando indubbiamente per la “causa palestinese”, da qualche anno si sta chiedendo dove siano finiti gli ingentissimi finanziamenti stanziati dalla Comunità internazionale e dall’Europa stessa per i palestinesi. Anche la loro “sparizione” è evidentemente attribuita dall’ONU ad Israele e non alla spaventosa corruzione del governo di Abu Mazen o di Hamas. Anche nelle carceri israeliane i terroristi mangiano meglio, anche perché possono godere di stipendi versati loro dall’ANP in base all’entità delle azioni terroristiche commesse (più vittime ha causato l’attentato, più alto sarà il denaro che riceveranno mensilmente).
Alle donne palestinesi sta accadendo ciò che è già successo con i profughi che fuggono da varie zone disastrate del mondo: misure ad hoc che si occupano solo di loro e magari non di donne che versano in condizioni peggiori in altri Paesi arabi ed islamici, così come le Nazioni Unite hanno creato l’UNRWA che si occupa solamente del milione di rifugiati palestinesi anche se esisteva già l’UNHCR per tutti i 50 milioni di rifugiati nel mondo.
Non è un po’ illogico che accada questo, considerando anche che Israele è uno dei pochi Paesi e l’unico mediorientale ad aver avuto un primo ministro donna, Golda Meir, dal 1969? Uno Stato nel cui Parlamento, la Knesset, ci sono 28 deputate e lo Stato in assoluto dove le donne vivono meglio in Medio Oriente? No, l’ONU preferisce premiare un Paese islamico come l’Iran, per esempio, facendolo sedere nella sua Commissione per i Diritti delle Donne.
Alessandra Boga

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