Delirio omosessualista. Viaggio nella fogna profonda.

Delirio omosessualista. Viaggio nella fogna profonda – di Paolo Deotto

By Riscossa Cristiana On 15 febbraio 2014 · Add Comment

Leggiamo ciò che si scrive sul sito di un’associazione “GLBT”, e rendiamoci conto dei gravissimi pericoli che corrono i nostri giovani e la nostra società.

di Paolo Deotto

Lo abbiamo detto più volte. L’omosessualità è una patologia; curabile, nella gran parte dei casi, ma resta comunque una patologia, che coinvolge le delicatissime sfere dell’affettività, della capacità di rapportarsi correttamente con gli altri e con la stessa realtà.

Tra un po’ di tempo, se passa anche al Senato la legge Scalfarotto, scrivendo queste cose potremo finalmente vivere a carico dello Stato in qualche accogliente carcere. Vedremo. Per ora vogliamo offrire ai nostri lettori alcune “perle” tratte da un sito di una delle varie associazioni di omo-trans-lesbo-echealtrononsaprei . Nella fattispecie, si tratta dell’associazione Jonathan – Diritti in movimento, “che intende affermare il fondamentale diritto all’emotività di tutti gli esseri umani, in particolare del popolo Gay Lesbico Bisessuale e Transessuale, quel pezzo di società a cui questo diritto basilare è negato.”

Cosa sia di preciso il “fondamentale diritto all’emotività” ci risulta un po’ oscuro. Risultano invece tremendamente chiare ed esplicite le intenzioni degli aderenti a questa associazione. Leggiamo alcune perle tratte da un articolo pubblicato sul loro sito (avvertenza: leggete prima dei pasti, se volete perdere l’appetito e trarne giovamento per la vostra linea. Leggete dopo i pasti, se volete vomitare).

Ecco qualche perla. Chi voglia leggersi tutto l’articolo, non deve far altro che CLICCARE QUI:

“Noi sodomizzeremo i vostri figli, simboli della vostra mascolinità debole, dei vostri sogni superficiali e delle vostre volgari menzogne. Li sedurremo nelle vostre scuole, nei vostri dormitori, nelle vostre palestre, nei vostri spogliatoi, nelle vostre arene, nei vostri seminari, nei vostri gruppi giovanili, nei bagni dei vostri teatri, nelle vostre caserme, nei vostri parcheggi, nei vostri club maschili, nelle vostre camere del Congresso, ovunque gli uomini sono insieme ad altri uomini. I vostri figli diventeranno i nostri lacchè e faranno ciò che vogliamo. Saranno plasmati di nuovo a nostra immagine. Ci desidereranno e ci adoreranno.”

“Tutti gli omosessuali devono essere uniti come fratelli; dobbiamo essere uniti artisticamente, filosoficamente, socialmente, politicamente e finanziariamente. Noi trionferemo solo quando presenteremo un unico volto comune al vizioso nemico eterosessuale. Se osate urlarci froci, finocchi, ricchioni, pugnaleremo i vostri cuori codardi e violenteremo i vostri gracili corpi senza vita.”

“L’unità familiare – generatrice di menzogne, tradimenti, mediocrità, ipocrisia e violenza – sarà abolita. L’unità familiare, che non fa altro che soffocare l’immaginazione e frenare il libero arbitrio, deve essere eliminata. Ragazzi perfetti saranno concepiti e cresciuti nei laboratori genetici. Saranno messi insieme in un ambiente comune, sotto il controllo e l’educazione di dotti omosessuali. Tutte le chiese che ci condannano saranno chiuse. I nostri soli dei saranno bei ragazzi. Aderiamo al culto della bellezza, morale ed estetica. Tutto ciò che è brutto e volgare e banale sarà annientato. Poiché noi siamo estranei alle convenzioni borghesi eterosessuali, siamo liberi di vivere le nostre vite secondo le leggi della pura immaginazione. Per noi il troppo non è abbastanza. La squisita società che deve emergere sarà governata da una élite costituita da poeti gay.”

“Tremate, porci eterosessuali, quando appariamo di fronte a voi senza le nostre maschere.”

Eccetera. Qui ci fermiamo. Come già detto, chi vuole, può leggersi tutto il delirio.

Naturalmente adesso ci sarà qualche zelante omosessuale che ci dirà “Non potete prendere le esagerazioni di qualcuno come se fossero la voce di tutti”. Già. Però questa voce c’è, questa associazione esiste, opera ed è addirittura ammessa a fruire del 5 per mille sulla dichiarazione dei redditi, il che vuol dire che ha passato anche un “esame” da parte degli organi governativi competenti per l’ammissione a questo beneficio.

È a questi personaggi malati che uffici governativi come l’UNAR chiedono consulenza per la compilazione degli istruttivi manuali scolastici di cui già abbiamo dato ampiamente notizia. È con questi tipi di associazioni che già in molte scuole italiane si sono organizzati incontri con gli studenti – in genere senza aver interpellato i genitori – per educare i giovani ad apprezzare e valorizzare la “diversità”, o meglio ancora, per spiegare che la “diversità” non esiste, tout court.

I genitori devono vigliare su quanto accade nelle scuole. Questi deliranti individui sono pericolosi corruttori dei giovani.

Usciamo per favore dalla furia conformista di dichiarare che “non siamo omofobi”. Al di là del fatto che la stessa parola “omofobia” è una cretinata, perché non vuol dire niente, proviamo ad accettarla nel significato che le si è voluto dare: omofobo sarebbe colui che ha paura dell’omosessuale, che lo respinge.

Benissimo. Se accettiamo questo significato della parola omofobo, e leggiamo le perle sopra riportate (o, meglio ancora, l’intero articolo), ci sentiamo di dire: siamo omofobi, eccome, e dichiariamo il nostro diritto di difenderci, con ogni mezzo, da chi espone queste pazze idee, e di bloccarlo, con ogni mezzo, prima che le possa mettere in pratica.

Si tratta di legittima e doverosa difesa. Difesa di noi stessi, dei nostri figli, della stessa civiltà. Fermiamo questi sciagurati prima che sia troppo tardi.

E, dulcis in fundo, per gli appassionati di ecumenismo, ecco la chicca finale: l’Associazione Jonathan – Diritti in movimento si riunisce a Pescara il lunedì, presso La Chiesa Evangelica Metodista. Non ci credete? CLICCATE QUI.

Ogni ulteriore commento sarebbe inutile. I fatti sono talmente clamorosi e rivoltanti da parlare da soli.

Tratto dal Blog di Gilberto Gobbi

 

Sorgente: Delirio omosessualista. Viaggio nella fogna profonda – di Paolo Deotto | Tempo e Spazio. Il blog di Gilberto Gobbi

Rispondi