Danilo Quinto

Verità e Menzogne di Danilo Quinto è costituito da 61 brevi saggi in rigoroso ordine alfabetico, dalla A dell’affare Moro alla Z di zombie, passando attraverso tutti gli item del suicidio dell’occidente, 61 saggi dove la verità viene finalmente raccontata con addolorata precisione, con ostinata diligenza. Sono 61 saggi sferzanti e intelligenti e altrettanti rintocchi di campana a morto, droga aborto, omosessualizzazione della società, c’è anche la Q di quaraquaqua, il balbettio insulso e ridicolo che ammanta l’ignobile e ovviamente la I di islam, islam che però nulla potrebbe contro l’Europa Cristiana se questa non si stesse suicidando, e il primo passaggio del suicidio è stato il rinnegare la propria fede.
L’Europa cristiana non era perfetta e non lo è mai stata. L’uomo non è perfetto e la sua imperfezione ha corrotto l’applicazione del Cristianesimo, che ha riempito la società solo in maniera parziale. Anche se imperfetta, l’Europa Cristiana era però invincibile. Il passaggio all’Europa islamica può avvenire solo attraverso il nichilismo. All’islamizzazione è quindi indispensabile, il suicidio dell’Europa cristiana che rinnega se stessa.
L’annientamento di un popolo avviene attraverso due fasi, descritte benissimo nei 61 rintocchi di campana a morto di Danilo Quinto: etnocidio, deridere e degradare la storia di quel popolo, la sua lingua e, soprattutto, la sua religione, e poi genocidio, l’annientamento fisico. L’annientamento del coraggio virile, il disprezzo per le armi è uno degli elementi dell’etnocidio. Il caso dei due Marò, è emblematico: quello che imbarazza è il loro coraggio, il loro ruolo di uomini armati che difendono con le armi la libertà e la giustizia perché la libertà e la giustizia si difendono con le armi. Il dolore, gli arbitri atroci subirti in prigionie inenarrabili dalle vittime della pirateria marittima sono scomparse dai media come il dolore dei cristiani perseguitati in terra islamica. Un popolo disarmato si candida a diventare un popolo di schiavi o un popolo di morti: la storia dei marò è emblematica di un’ Italia che aspira alla sottomissione più abbietta e che si vergogna di chi combatte. Dall’etnocidio si passa al genocidio: la cancellazione fisica. Dopo secoli di lacrime e sangue, nell’unico periodo storico della sua storia in cui non è stata dilaniata da guerre mondiali, da carestie, con il ricordo dell’ultima grande epidemia, le decine di milioni di morti della febbre spagnola, che stinge nell’indifferenza, l’Europa è stata annientata dal quinto cavaliere dell’apocalisse, il crollo della natalità. Una sessualità sconcia, svuotata, disgiunta dal sacro, disgiunta dall’affettività, disgiunta dalla possibilità di procreare, nasce dalla mancanza d’amore e di fede in Dio e quindi nella vita. Nel caso ci si sia distratti e una gravidanza sia nata, tutto deve essere fatto per facilitarne la distruzione. Un mondo fradicio di compassione per qualsiasi creatura che viva e respiri non ritiene il feto umano una persona e nemmeno un essere vivente, non considera che l’aborto è un suicidio differito. Se per altro lo riconoscesse, non cambierebbe molto visto che tra le palate di diritti umani in cui stiamo sprofondando c’è il suicidio. Non sappiamo se tra due generazioni esisteremo ancora.
Il filosofo Hans Magnus Enzesberger ha coniato il termine di perdente radicale: colui che pur di annientare il proprio nemico è disposti ad annientare se stesso. Enzesberger identifica l’islam fondamentalista come perdente radicale, il paradigma del perdente radicale è il terrorista suicida. In realtà, leggendo il libro di Danilo Quinto, ci si può rendere conto che il perdente radicale è l’Europa anticristiana, che non può annientare il cristianesimo senza annientare tutta la civiltà europea , quindi anche se stessa, ma preferisce arrivare fino in fondo. È l’Europa anticristiana il perdente radicale senza il quale l’islam nulla potrebbe. L’immigrazione che diventa un un’invasione, l’economia e la sicurezza devastati, l’abbattimento della natalità sotto i limiti minimi della sopravvivenza di un popolo, la banalizzazione del sesso, il diritto umano alla tossicodipendenza e al suicidio sono la cintura esplosiva. L’ultimo tassello sono le gerarchie cattoliche. La gerarchia cattolica. L’ultimo tassello dell’odio a Cristo è Bergoglio.
Danilo Quinto osa dire questa verità atroce. Da quando il libro è stato scritto si è aggiunta un ultimo tassello al disprezzo per il Vangelo, rinnegato nelle note dell’Amoris Laetitia, e soprattutto si è aggiunta l’immagine dei cristiani abbandonati nella loro persecuzione, uccisi anche sui barconi, aggrediti e seviziati anche nei campi profughi. Non uno di loro è potuto salire sull’aereo di Bergoglio, schierato come tutti i poteri forti e con tutti i poteri forti, con l’islamizzazione e distruzione dell’Europa.
La il primo compito di un guerriero è combattere per la verità. E si combatte per la verità dicendola.
Vale la pena di morire per la verità. La verità del Cristianesimo. Il Cristianesimo non è una religione. È un evento storico. Il terzo giorno Lui è risorto, come testimoniato dalla Sindone.
Danilo Quinto è solo contro tutti. La sua voce però risuona forte e chiara e priva di esitazioni. Coloro che combattono la buona battaglia non possono essere azzittiti. È sufficiente che uno solo la dica e la verità sarà salva, la menzogna non avrà trionfato.
Vale la pena di battersi per la verità perché essa è destinata a trionfare,
Gesù Cristo non è risorto al terzo giorno per essere sconfitto. Siamo nell’esercito vincitore. Continuiamo a batterci, tutti.
Lotta sino alla morte per la verità
e il Signore Dio combatterà per te. Siracide 4:28-
Questo è il messaggio di Danilo.

A causa delle verità che ha detto Danilo è isolato, senza lavoro, senza soccirso.

Chiunque voglia aiutarlo può farlo qui.

 

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