Da una donna alle altre donne

Da una donna alle altre donne

Educazione sessuale per principianti

La sessualità, il sesso, è il modo della biologia di creare la generazione successiva mediante il piacere. Un piacere che può essere enorme. Un piacere che può essere il maggiore che esiste sulla terra, quando affettività, tenerezza e passione si fondono, quando ci si ama guardandosi negli occhi, vedendo sul viso dell’alto, un altro diverso e complementare, la gioia che aumenta la propria, l’amore che aumenta il proprio, quando si sa che forse da quell’atto pieno di tenerezza e piacere e amore nascerà una bollicina di vita, un puntino che diventerà una persona. Gli organi sessuali hanno l’anatomia perfetta per la perfetta fisiologia per combaciare, con la lubrificazione e l’elasticità perfetta per accogliere in maniera perfetta, per creare la vita attraverso il piacere, per creare l’affettività attraverso il piacere, un piacere che raggiunge uno straordinario picco chiamato orgasmo. L’orgasmo è un riflesso sensitivo motorio associato a modificazioni neuroendocrine, picco plasmatico di ossitocina, con una specifica e massiccia attivazione cerebrale. Gli estrogeni attraverso il peptide VIP (vasoactive intestinal peptide) traducono il desiderio e l’eccitazione in lubrificazione vaginale, gli androgeni in produzione di NO, ossido nitrico, potentissimo vasodilatatore che favorisce l’erezione.

Il rapporto anale

E dopo questi cenni di educazione sessuale per principianti passiamo al pezzo forte: il tubo digerente con il sesso non c’entra nulla. L’apparato digerente non combacia con nessuno salvo che con le feci che contiene, è stato creato per starsene per conto suo, ha un carattere solitario e astioso, si offende con facilità e con ancora più facilità si irrita. Ha una funzione digestiva, funzione cha attua mediante assorbimento ed espulsione di quello che resta dopo l’assorbimento, le feci. Le feci percorrono il tubo digerente dall’alto verso il basso, e quindi il tubo digerente, inclusa la sua parte terminale, è predisposta per essere percorsa dall’alto in basso, perché le feci arrivano dall’alto. Sono ripetitiva perché è un concetto fondamentale. Lo sfintere interno si apre in armonia quando le feci arrivano dall’alto. L’ano espelle le feci che hanno una circonferenza media oscillante tra i 2,5 cm e i 5 cm. Quindi dato che madre natura funziona a risparmio è stato fornito di piccole capacità elastiche. Quando la circonferenza delle feci super i 7/8 cm parliamo di fecalomi: la sovradistensione della cavità anale è un traumatismo e causa ragadi, emorroidi, microlacerazioni che possono complicarsi in fistole e ascessi, causa prolasso e infine incontinenza fecale: patologie tutte legate alla stipsi, alla formazione cioè di feci di circonferenza superiore ai 7/8 cm. Il pene in erezione ha una circonferenza media di 11,6 cm, quindi se penetra nella cavità anale è un traumatismo. La cavità anale non è adatta a questa sovradistensione. Il pene che entra nella cavità anale fa un male porco. Il dolore si somma a una sensazione particolare di impotenza, si essere stati appunto “fottuti”, una sensazione orrenda, per quella roba lì la cifra è tripla, come ci spiegavano le giovanissime prostitute nigeriane che curavamo all’Ospedale di Moncalieri, alle quali devo le mie prime informazioni sul rapporto ano penieno. Informazioni che risalgono agli anni 80, quando la penetrazione anale cominciò a essere imposta alle donne grazie alla pornografia. Il cervello umano è basato sui neuroni specchio, noi tendiamo a imitare quello che fanno i nostri simili. Su questo è basata la moda. La pornografia non si è solo sempre più diffusa diventato predominante, ma è sempre più piena di violenza e rapporti anali e nel giro di una generazione ha modificato la struttura antropologica di una società. Le prostitute nigeriane erano (e sono) ragazze spesso giovanissime, a volte con ancora le scarificazioni rituali, portate in Italia da sfruttatori terrificanti. Sono l’ultimo anello della catena alimentare, l’anello che non può sottrarsi, che deve subire, perché queste giovani donne, a volte proprio ragazzine, devono raccogliere una certa cifra ogni giorno o saranno punite con botte, morsi, mutilazioni, fratture, ustioni, e terrorizzate con la magia nera. Data la loro urgenza di guadagnare denaro cedono alle richieste, tutte. I clienti pagano di più la prestazione se possono farla senza preservativo e soprattutto pagano di più per la penetrazione anale, penetrazione che causa un senso di potere nel penetrante, che spesso urla come un matto le solite menate “io ti spacco, eccetera”. Persino le ragazzine nigeriane che arrivavano all’Ospedale di Moncalieri, che non avevano fatto i master di sociologia e psicologia, lo capivano che la penetrazione anale è il sogno dei falliti che devono rifarsi del fatto che la vita li abbia metaforicamente penetrati analmente penetrando analmente qualcuno materialmente. Le donne hanno la vagina. Quello è l’organo che combacia. Ora la penetrazione anale va per la maggiore. Non solo tra le prostitute nigeriane sempre più numerose e disperate grazie a una gioiosa macchina per l’immigrazione, ma anche tra miriadi di donne che se lo fanno fare gratis, evento quest’ultimo che lascia basite le prostitute nigeriane e tutto sommato anche me.

Il cosiddetto sesso anale fa male, è brutto, ridicolo, e puzza di escrementi che inevitabilmente sparge in giro. Eppure la penetrazione anale è reclamizzata, proposta, promossa, propagandata da sempre più numerosi giornali femminili, è il must della nuova donna 2.0, una donna libera e piva di tabù che adora avere il cancro dell’ano, trova glamour le fratture alle fibre dello sfintere interno e adora schiantarlo fino all’incontinenza fecale o almeno fino al prolasso. Perché è quando c’è l’incontinenza che si può fare il fisting (introduzione del pugno nell’ano. Se digitate su Google le parole cosmopolitan e fisting arrivate alle istruzioni.) e il rosebud (introduzione del pene nell’ano dove esista un prolasso mucoso. Rischio di lacerazione della mucosa e di lesioni necrotiche da schiacciamento). Su Cosmopolitan, Vanity Fair eccetera è un susseguirsi di articoli a favore del rapporto anale, gli articoli di cosiddetti sessuologi, tutte degnissime persone che l’esame di fisiopatologia chirurgica non l’hanno mi dato, visto che non sono né chirurghi né endoscopisti e quindi non sanno di cosa parlano. Vogue ora scavalca tutti e Vogue teen, scrive un articolo dedicato ad adolescenti, dove spiega che alle giovanissime ragazzine che se un uomo desidera infilare il suo pene nella loro cavità anorettale, va tutto bene, è una richiesta assolutamente lecita, deliziosa, aggraziata. L’articolo ha una strepitosa immagine che ripropongo, anatomicamente impeccabile, ma per il resto è ridicolamente carente, quindi vorrei completare le sue affermazioni.

http://www.teenvogue.com/story/anal-sex-what-you-need-to-know

Leggiamo il testo: spiegano che ci vuole il gel. La necessità del gel si può intuire dall’immagine: la sproporzione tra il pene e il piccolo orifizio anale è mostruosa. Come spiegammo noi alle prostitute dell’ospedale di Moncalieri che ci dicevano che avevano un male dannato, ci vuole un gel, meglio se anestetico: non sapevamo nulla di sesso anale, ma facevamo le rettoscopie. Meglio ancora aggiungere al gel anestetico (luan) un miorilassante e un analgesico (muscoril e toradol), se la penetrazione deve essere subita più di una volta in poco tempo. Senza questi accorgimenti la lacerazione inevitabile dei due sfinteri potrebbe essere tale da generare un’incontinenza anale parziale che, se episodica, resta temporanea, il cosiddetto ano umido. Un uomo veramente romantico quindi quando chiede se può mettere suo pene nella parte terminale del tuo tubo digerente dovrebbe presentarsi fornito di tubetto di luan e magari anche compressine di toradol e muscoril. Senza gel il dolore può essere insopportabile, ed è insopportabile perché grave è il danno, dato che il dolore è il sintomo di un danno, per cui il cervello normale rifugge il dolore. Il dolore della sodomizzazione è non solo un dolore molto forte, ma un dolore che si accompagna a violazione dell’io corporeo e all’impossibilità di sedersi per due giorni. Chi lo subisce, va incontro a una destabilizzazione del senso del se, per usare un italiano di plastica ha un danno grave all’autostima. Subire un rapporto anale è un trauma. Perché molte donne lo fanno, quindi? Il cervello umano tende a sopravvivere al trauma. Dove il trauma sia ripetuto si ha, soprattutto in personalità predisposte, un’inversione del senso del piacere e del dolore. Questo è il trucco Ci sono appassionati del dolore, appassionate bottom, donne cioè che si espongono gratuitamente alla penetrazione anale, esattamente come esistono persone che adorano farsi tagli orizzontali sul braccio altre che adorano vomitare e altre che adorano la chirurgia estetica, dolorosissima, il dolore del tatuaggio, il dolore del pearcing, il dolore della ustione che ci causa da soli con la sigaretta (for boys) o direttamente con il ferro rovente (for men), ci sono persone che adorano farsi amputare organi sani per sostituirli con una strafiga protesi al tantalio (disturbo dell’identità di integrità corporea), e soprattutto ci sono 50 sfumatura di sado maso. Il maso è sempre più pubblicizzato, dai giornali femminili, dai video musicali (Lady Gaga, You and I), sembra essere la vera vocazione della vera donna libera 2.0 quella di farsi torturare. Il dolore spinge la produzione di endorfine. La produzione di endorfine crolla in tutti gli altri campi salvo che nel dolore e questo provoca la dipendenza dal dolore, quella che Freud chiama coazione a ripetere. La spiegazione neurologica e biochimica della dipendenza da trauma, il dolore del piacere e il piacere del dolore, è particolarmente ben spiegata nel libro “Il corpo accusa il colpo” (Bessel Van der Kolk e Merk Greenberg, Raffaelle Cortina editore, pag 37 e successivi) o nell’articolo di B. A. Van der Kolk (1989) http://www.cirp.org/library/psych/vanderkolk/ The Compulsion to Repeat the Trauma, Re-enactment, Revictimization, and Masochism.

Questo autore spiega chiaramente come il dolore, la paura, l’umiliazione e/o il pericolo creino un legame strettissimo e spingano le persone a un attaccamento fortissimo con colui che infligge dolore e con il dolore stesso, a una dipendenza psichica con abbattimento del senso del sé (abbassamento dell’autostima patologico) per cui la persona resta incastrata nella relazione con l’incapacità sottrarsi e la coazione a ripetere. Il sado maso e la sindrome di Stoccolma nascono così. Se non avete nessuna predisposizione al disturbo di conversione, lasciate perdere, l’inversione del piacere e del dolore non si attua e farà sempre un male porco.

Bisogna andare progressivamente, aggiunge l’articolo di Vogue: certo perché le fibre devono essere lesionate un po’ alla volta o il dolore è insopportabile. Ma non dicono come. Completiamo noi. Esistono appositi dilatatori anali, i più sobri si reperiscono in farmacia, i più fantasiosi su appositi siti dove sono venduti, insieme a creative apparecchiature per clistere sotto il nome di sex toys. Già la parola toys, giocattoli, ci lascia perplessi. Quella che ci lascia allibiti è la parola sex. Sesso. Pulcini, avere un corpo estraneo nella parte terminale del tubo digerente secondo voi è sesso? Un clistere è un’attività sessuale? Mio Dio. Siete dei geni.

Ultima raccomandazione dell’articolo: non vi stupite, sì insomma, datelo per scontato, che troverete della…eeeehm, ecco degli escrementi. Riassunto: il rapporto anale fa male, puzza e ci trovi gli escrementi. Puoi metterci sopra il glitter e tanti colori: sempre escrementi sono.

E questo riguarda noi tutti. A te cosa ti importa, a te cosa ti cambia? Mi cambia, e non solo perché spingono le ragazzine a pratiche degradanti e pericolose. Mi cambia perché la salute pubblica riguarda tutti

Sta dovunque aumentando l’incidenza dell’epatite A. Il virus dell’epatite A è un virus orofecale, la malattia cioè si contrae ingerendo qualcosa di contaminato con le feci. Il virus impazzava lieto e felice con un bambino a Dysneyland quando il mondo per lui era Dysneyland, quando le feci scolavano in rivoli sul bordo delle strade, restavano a stagnare nei pitali che poi si rovesciavano in strada: una gocciolina finiva a volte sulla roba da mangiare, sui cavoli nelle ceste dei mercati, nell’acqua delle brocche, qualcosa restava sulle mani, magari sotto le unghie. Nei bei tempi antichi si usavano le feci umane come fertilizzanti, quelli erano i tempi d’oro per il virus dell’epatite A, ma anche per l’escherichia coli e consociati, un altro gruppo di gentiluomini che campa e prospera nella parte terminale del tubo digerente e che meglio sarebbe se ne restasse lì. La pacchia per il virus è finita e l’epatite A ha avuto un crollo quando, nel secondo dopo guerra, abbiamo avuto i soldi e li abbiamo investiti in piastrelle e sanitari, WC, bidet e lavandini. Soprattutto WC. Il passaggio è diventato: intestino, WC, sciacquone, via per sempre. E le infezioni orofecali sono crollate.

Molto più dei vaccini, molto più degli antibiotici, il crollo delle patologie e l’allungamento della vita è dovuta ad acqua corrente e ipoclorito di sodio, più noto ai più come varecchina e soprattutto al geniale passaggio: intestino, wc, sciacquone, via per sempre. Le stanze da bagno sono fatte di materiale facilmente pulibile, piastrelle e porcellana, e vengono pulite con micidiali detergenti da sala operatoria di cui ci fano continuamente la pubblicità. Si chiama igiene e funziona. La prima regola dell’igiene è non toccare gli escrementi e se li tocchi poi disinfettati le mani. Ora l’epatite A sta aumentando vertiginosamente.. E insieme all’epatite A stano aumentando le infezioni da batteri fecali, il famoso escherichia coli già menzionato. Una volta fuori dalla strada dritta e sicura: intestino, wc, sciacquone, via per sempre, tutti questi virus e batteri fanno danni. A tutti.

Basta mettere il preservativo e va tutto bene, conclude l’articolo. Falso. L’escherichia coli, come il virus dell’epatite, resta sul preservativo e se il preservativo non viene tolto immediatamente e con determinate precauzioni, da lì se ne va in giro, e può raggiungere la vagina, dove non dovrebbe stare, stanno aumentando gli aborti da escherichia coli, se non viene tolto con molte precauzioni resta sulle mani e si può spargere anche intorno. Le mani devono essere disinfettate, non solo lavate. Questo concetto sfugge. Il preservativo non impedisce la sovradistensione della regione anale, con conseguenze che chi ha dato un esame di fisiopatologia chirurgica conosce, chi non lo ha dato no: emorroidi, ragadi, micro lacerazioni con ingresso di batteri fecali e conseguente ascesso anale e perianale, fistola anale e perianale, incontinenza e prolasso. Poi si curano a spese della comunità. Inoltre il preservativo, oh .. non è la cotta di mitril di Bilbo Baggins, non è fatto di acciaio: è un affaretto di gonna che può scappare, che può rompersi platealmente (lacerazione) o nascostamente (microlacerazioni) e allora passano virus, batteri, clamidia e candida. Passa il papilloma virus: chissà come mai la generazione millennium è la più aperta al sesso anale e quella con la più alta incidenza di papilloma virus e di conseguenza di cancro dell’ano. Il preservativo diminuisce il piacere e gli uomini preferiscono non metterlo. Non ti dispiace, vero cara? Tu ti fidi di me? Chi subisce un rapporto anale ha un rischio quadruplo di contrarre infezione se il partner è positivo rispetto al partner: perché lo sperma (infetto) resta nella cavità anale, perché (sempre) ci sono microlacerazioni e perché il retto fa parte del tubo digerente, e ha cioè una forte capacità di assorbire.

Un’ultima considerazione

Il giornale femminile è una pubblicazione costituita per l’80 % di pubblicità. È quindi per definizione il giornale più ottusamente e completamente abbattuto sul conformismo più totale. Chi campa di pubblicità non più permettersi la minima deviazione dal main streming. Volete sapere qual è il pensiero unico al potere? Compratevi un giornale femminile lì lo troverete, più o meno camuffato dal solito stucchevole patina di anticonformismo di bimba falso ribelle. Tra i sandali gioiello da duemila euro inframmezzati a seri e commossi articolini sul sostenibile, l’ecocompatibile, il sociale, vegano, vegetariano, animalista ed ecofriendly avrete la risposta. Il rapporto anale quindi è amato dal potere. Il potere vuole che le donne subiscano il rapporto anale, che la loro capacità di sacrificio e sopportazione del dolore creata dalla natura per resistere al parto, non sia dedicata a parto ma a subire la penetrazione anale. Il potere adora diffondere il rapporto anale. Noi che ne ostacoliamo la diffusione siamo la trasgressione. I ribelli siamo noi che ne siamo perplessi, noi siamo l’opposizione al potere.

Non poche donne mi hanno comunicato o per mail o a voce nel mio studio che la loro vita sessuale è stata devastata dalla pretesa dei compagni maschi di erotismo anale, per loro odioso e doloroso. Alcuni uomini mi hanno scritto di essere stati ossessionati dall’erotismo anale, propagandato dappertutto, fino al momento in cui io ne ho scritto: da quell’istante l’ossessione è uscita dalla loro mente. Questa trappola è stata creata dalla pornografia.

E ora, voi ragazzine, donne adulte, ascoltate me. Noi siamo donne, domine regine. Siamo le custodi della vita. Una civiltà folle ci sta spingendo ad abdicare al nostra ruolo ancestrale, ad auto profanarci in pratiche oscene e immonde. Immondo vuol dire il contrario di mondo, pulito. Vuol dire sporco. Qualsiasi cosa c’enti con le feci è immonda. È banale italiano corretto. Un rapporto che crea dipendenza attraverso il dolore, un sacrificio che regala all’altro un folle senso di superiorità gerarchica, e che viene richiesto giocando sulla naturale tendenza delle donne al sacrificio, è una vigliaccata. Mandiamo al diavolo questo schifo. Se un uomo ci chiede questo, sta giocando sporco, in tutti i sensi. Sta sfruttando una tendenza al sacrificio che madre natura ci ha dato per essere madri, domine, per alimentare la sua sensazione di potere.

L’unica risposta è intimargli di levarsi dalla nostra strada.

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  1. […] specialista in psicoterapia cognitivo comportamentale) del 28 settembre 2017 così come pubblicato sul blog dell’autrice. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la presenza sul nostro sito non fosse […]

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