Corea: chi sta aiutando Kim Jong-Un a costruire i missili?

 

 

Test del nuovo motore coreano, marzo 2017

La Corea del Nord era un nemico troppo poco credibile perché l’opinione pubblica occidentale fosse disposta ad accettare la necessità di una escalation militare.

Adesso sta diventando una minaccia credibile, grazie ad inaspettati aiuti.

 

Fino a poco tempo fa la capacità nucleare e missilistica della Corea del Nord era assolutamente limitata e costituiva un potenziale pericolo solo per il suo vicino del sud, solo una memoria davvero troppo corta potrebbe non ricordare i fallimenti a ripetizione nei lanci di prova dei missili nord coreani, tanto da far ipotizzare dei sabotaggi, per non parlare degli scarsi risultati ottenuti nella ricerca sulle bombe all’idrogeno, in questo caso gli esperti si dimostrarono, solo un anno fa, a favore di un vero e proprio bluff da parte di Kim Jong-Un:

La rivendicazione del regime nordcoreano di essere riuscita a far esplodere una bomba all’idrogeno (H),dopo i dubbi già emersi sui precedenti test (2006, 2009 e 2013) sulla molto meno potente e sofisticata bomba atomica (A),è poco credibile.

Gli Stati Uniti stanno continuando a indagare, ma le prime evidenze raccontano una storia diversa da quella sbandierata dalla Corea del Nord. Secondo la Casa Bianca infatti le “analisi iniziali” mostrano che Pyongyang non ha condotto un test con una bomba all’idrogeno. “Continuiamo a lavorare per capire di più”, ha detto il portavoce del presidente Barack Obama, Josh Earnest. Un commento, quello degli Stati Uniti, che smentisce di fatto quanto diffuso dal regime ieri in tarda serata e ancora ribadito da una nota del leader Kim Jong-un nel pomeriggio di oggi.

Fonte: Analisi Difesa – 7 gennaio 2016

La Corea del Nord si rivelava una vera tigre di carta senza ambizioni espansionistiche ma solo in cerca di un modo per evitare la stessa sorte di paesi come Irak, Libia e Siria, e certamente non è mai stata un avversario in grado di alimentare timori nella popolazione statunitense e meno ancora in quella europea.

Tutto è cambiato poi in un modo inaspettato quando, a pochissimi mesi di distanza dall’ultima serie di fallimenti, i missili nord coreani sono riusciti finalmente a funzionare a dovere, i successi si sono susseguiti a ritmo incalzante: il 4 luglio, il 28 luglio e infine il 27 agosto, ma quest’ultimo si scopre adesso essere dovuto all’impiego di motori a tecnologia elevata provenienti dall’estero, a segnalare la notizia il New York Times:

Il successo della Corea del Nord nella sperimentazione di un missile balistico intercontinentale che sembra in grado di raggiungere gli Stati Uniti, è stato reso possibile da acquisti di potenti motori a razzo probabilmente provenienti da una fabbrica ucraina con legami storici con il programma missilistico russo, secondo un’analisi di esperti pubblicata lunedì e valutazioni classificate da agenzie di intelligence americane.

Davvero interessante che il NYT si soffermi sul fatto che la fabbrica Yuzhmash, da cui i motori RD-250 sono prodotti, avesse legami storici con la Russia e non sul fatto che  essa si trovi oggi, e da qualche anno, in una zona sotto il controllo del governo ucraino di Poroshenko irriducibilmente avversario della Russia e alleato degli USA, tanto che i rapporti di collaborazione con l’agenzia spaziale russa sono stati interrotti.

Anche un così rapido progresso in campo nucleare era inaspettato, nello stesso articolo di Analisi Difesa sul test del 2016 leggiamo:

“Se si tratta veramente di una bomba termonucleare vuol dire che i nord coreani sono riusciti a passare in appena dieci anni e quattro test dalla bomba atomica all’idrogeno, ma questo non significa che siano già in grado di produrre industrialmente un arsenale nucleare da poter usare su missili o altri vettori”.

Grandi e inaspettati progressi quindi, e così la minaccia poco credibile è diventata reale, tanto che a gettare benzina sul fuoco è arrivata anche la ministra francese della Difesa lanciando un ben poco fondato allarme: l’Europa è a rischio bomba atomica.

Un paese isolato e sottoposto a sanzioni economiche come la Corea del Nord sarebbe quindi in poco tempo riuscito a realizzare progressi tecnologici inaspettati, ma si tratta di progressi che vengono dall’esterno, il NYT ha infatti rivelato che i motori impiegati sono stati fabbricati in Ucraina e sarebbero giunti in Corea provenendo da un misterioso “mercato nero”, lasciando intendere che dietro ci siano i Russi i quali però non hanno nessun interesse gettare benzina sul fuoco della crisi coreana. Se invece i motori provenissero direttamente dalla fabbrica in Ucraina sarebbe davvero difficile pensare che il trasporto possa essere avvenuto sotto il naso dell’intelligence della NATO, si tratta di oggetti troppo sensibili militarmente per non essere monitorati direttamente nella fabbrica, e francamente troppo grandi per  passare inosservati.

Dunque sembra proprio che qualcuno stia aiutando Kim a diventare quella minaccia che non era, una parte che vede nell’escalation un’opportunità e che sta riuscendo a far temere la Corea di Kim ad un’opinione pubblica che ormai non crederebbe più alle fialette di antrace mostrate da Colin Powell per attaccare l’Irak, che non crederebbe più neanche ai soldati di Gheddafi che ricevono in dotazione del Viagra per stuprare le donne, e neppure agli attacchi col gas Sarin da parte di Assad.

Ma per il momento il fine di tutto questo non è la ricerca di un reale confronto militare con la Corea, è quasi unanime parere tra gli osservatori che la Corea del Nord non intenda attaccare nessuno, non ha alcuna speranza di riuscirvi con successo, ma anche gli USA sanno di non poter pensare ad un vero attacco perché sarebbe troppo impopolare in termini di perdite umane e seriamente a rischio di insuccesso per il coinvolgimento annunciato di Cina e Russia.

Nell’immediato il fatto di rendere credibile la minaccia nord coreana ha il fine di giustificare il dispiegamento di un dispositivo militare che sotto la scusa di essere in funzione anti coreana è di fatto rivolto verso la Cina, il sistema di difesa missilistica THAAD dispiegato in Corea del sud ma visto come una minaccia dalla Cina, ricorda molto quello che fu installato in Polonia in funzione anti iraniana ma di fatto puntato sulla Russia.

Una guerra immediata e diretta contro la Corea sembra dunque improbabile, ma questo deve rassicurare fino ad un certo punto, ricordiamo cosa scriveva due anni fa su queste colonne il Gen. Fabio Mini:

Quello che succede in Asia con il Pivot strategico sul Pacifico è forse il segno più evidente che la prospettiva di una esplosione simile alla seconda guerra mondiale è più probabile in quel teatro. Non tanto perché si stiano spostando portaerei e missili (cosa che avviene), ma perché la preparazione di una guerra mondiale di quel tipo, anche con l’inevitabile scontro nucleare, è ciò che si sta preparando. Non è detto che avvenga in un tempo immediato, ma più la preparazione sarà lunga più le risorse andranno alle armi e più le menti asiatiche e occidentali si orienteranno in quel senso.

E’ una tragedia annunciata, ma, del resto, abbiamo chiamato tale guerra condotta per oltre cinquant’anni “guerra fredda” o “il periodo di pace più lungo della storia moderna”. Dobbiamo quindi essere felici di questa “pace annunciata”. O no?

Parole profetiche di chi abituato a farlo professionalmente legge i fatti per quello che sono.

I preparativi iniziati sotto la presidenza Obama continuano sotto quella di Trump evidenziando una continuità che si dimostra espressione di qualcosa di più forte dei programmi e delle volontà presidenziali. Godiamoci la pace annunciata di cui parlava Mini, ma con la consapevolezza di quello che si va preparando.

Enzo Pennetta

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