Conferenza di Marcello Cicchese

Alle origini dell’odio antigiudaico

 

Conferenza organizzata
dall’ Associazione Culturale Giacomo Grosso
e dall’Associazione Culturale Centro del Libro Cristiano
Presentazione del libro

“La superbia dei Gentili”
di Marcello Cicchese –

sarà presente l’autore.
Interventi di:
Ferruccio D’Angelo (Associazione Culturale Giacomo Grosso)
Samuele Di Ruocco (Associazione Culturale Centro del Libro Cristiano)
Ivan Basana (presidente EDIPI – moderatore dell’evento)
con il patrocinio di
Evangelici d’Italia per Israele (www.edipi.net):
sabato 23 giugno
ore 17.00
ART HOTEL BOSTON
Via Massena, 70
10128 – Torino
Tel: +39 011 500359
Fax: +39 011 599358
www.arthotelboston.it

 

Non ci sarò perché parto venerdì per la Corsica: ma apprezzo moltissimo Marcello: chi può vada.

Vado in Corsica dove finirò L’ultimo giro della Spirale, sequel de L’ultima profezia: uscirà a novembre.

L’anno prossimo uscirà Io mi chiamo Arduin e con questo la saga si conclude.

Ho scritto ancora questi ultimi tre libri perché li avevo dentro e poi aveva bisogno di tempo per staccarmi.

 

Seconda puntata della storia del sionismo.

Domani sarò a Milano con Magdi Cristiano Allam, e alcuni amici.

 

Esiste una storiografia fantastica, che altri suoi padri fondatori, tra gli altri, il gran Mufti di  Gerusalemme, Malcom X, Arafat, che accusa Israele di essere uno Stato coloniale. Questa affermazione è pura follia.

Lo stato di Israele non ha mai smesso di essere il luogo dove vivevano gli ebrei. Quando è stato smembrato l’impero ottomano si sono creati numerosi stati, di cui uno per gli ebrei, il loro stato.

Perché gli ebrei non avrebbero dovuto avere un loro stato, se tutti gli altri lo avevano? Nello smembramento dell’impero ottomano, come nella formazione di tutte le nazioni del mondo, si sono formate situazioni anomale. Ripeto, come per tutte le nazioni in tutta la storia. Sciiti e sunniti sono finiti insieme in due stati, Iran e Irak. I curdi non hanno avuto un loro stato e il crudista è finito smembrato ad altri stati, tra cui Irak, che ha massacrato i curdi nell’88 e Turchia che li sta massacrando ora. Gli ebrei che abitavano nella Trasgiordania, ora Regno Ashemita di Giordania e nella Cisgiordania hanno dovuto lasciare le loro terre e si sono spostati. Veramente il termine giusto è scappati. Terre dove vivevano da duemila anni. Gerico era una città dove il tasso di ebrei è stato il 100% ed ora è lo zero%.

Nessuno ricorda gli ebrei che erano ad est della linea di divisione che sono dovuti scappare per salvarsi la vita. I palestinesi rimasti ad ovest hanno avuto la scelta se andarsene in  Giordania o  vivere in uno stato che non riconoscono: hanno scelto la seconda possibilità.

Uno Stato coloniale è uno Stato che ha dietro a sé una nazione madre, che non ha alcun diritto sulla terra occupata, che ha occupato una terra che apparteneva ad altri.

Israele è lo stato degli ebrei nato dove gli ebrei sono sempre vissuti, occupando terre che prima erano militarmente occupate dall’impero ottomano, prima ancora dai mamelucchi, dove cioè non c’era alcuno stato di diritto. In più erano terre quasi disabitate, dove la popolazione araba è aumentata enormemente dopo gli insediamenti israeliani. Aumentata per immigrazione.  

Un esempio di stato coloniale:  il Kenya era una colonia dell’impero britannico. La nazione madre era la Gran Bretagna. L’esercito che aveva spianato la strada ai coloni inglesi era quello inglese. Israele non ha alle spalle nessuna nazione. L’enorme peso della politica petrolifera e il ricatto dei produttori di petrolio hanno fatto sì che sia la Gran Bretagna che gli stessi Stati Uniti fossero contro la formazione del Stato di Israele. Israele si è formata da solo con il coraggio dei suoi uomini. Uomini usciti dei campi di sterminio hanno combattuto nel 1948 una guerra che se fosse stata persa avrebbe voluto dire un secondo genocidio. Nessuna nazione si è mai schierata dalla parte di Israele. Nessuna nazione ha mai protetto Israele. Nessuna nazione ha mai mandato i suoi uomini a morire per Israele. Nessuna nazione ha mai regalato denaro di Israele. Israele non può essere considerato uno Stato coloniale perché non esiste nessuna nazione madre, perché il nucleo centrale che compone il popolo d’Israele è su quelle terre dall’età del bronzo, perché il diritto alla terra è stato comprato e pagato con il denaro prima e con le alleanze e il coraggio nella prima nella seconda guerra mondiale. Chi vince le guerre guadagna il territorio. Chi perde le guerre che ha scatenato lui, perde territorio. L’Italia ha perso la Dalmazia che è italiana da sempre per aver partecipato la seconda guerra mondiale di fianco la Germania. La Germania ha perso terreni enormi: il luogo dov’è nato Kant in questo momento fa parte della Russia. Gli israeliani hanno combattuto la prima e la seconda guerra mondiale dalla parte dei vincitori e sono stati premiati con il loro Stato dai vincitori, secondo le regole del diritto internazionale. I cosiddetti palestinesi hanno combattuto la prima guerra mondiale dalla parte dell’impero ottomano e la seconda guerra mondiale della parte di Hitler, cui gli allegati il patto d’acciaio con il gran Mufti  di Gerusalemme. I palestinesi sono titolari di una divisione SS la 13ª già dal 1941. Gli italiani nazifascisti hanno perso l’Istria e la Dalmazia,  e i palestinesi nazifascisti hanno perso 19.000 km² che costituiscono il territorio di Israele.

 

 

 

La guerra dei sei giorni fu una guerra terribile. Sono nata nel 1953, avevo 14 anni me la ricordo. Egitto,  Siria, Giordania e Iraq coalizzati per distruggere Israele. Le armate egiziane erano addestrate dagli ex ufficiali delle SS. Siamo venuti a finire il lavoro dicevano. Israele è un paese piccolo disorganizzato che non era nemmeno ancora in grado di consegnare correttamente la posta in tutto il proprio territorio, per quanto questo fosse minuscolo. Le armate arabe stavano quelle israeliane 5a1. Gli aerei arabi stavano quelle israeliane 4a1. Gli egiziani avevano gli ultramoderni carri armati sovietici enormi. Gli israeliani avevano i vecchi Sherman della seconda guerra mondiale. Gli arabi non volevano conquistare Israele. Non volevano occuparla. Volevano distruggerla. Questo è il punto fondamentale. Israele non può essere sconfitta perché il giorno in cui sarà sconfitta sarà distrutta. Ogni uomo donna o bambino sarà ucciso. Prima della guerra dei sei giorni Nasser  preannunciava folle isteriche per la gioia genocidio del popolo ebraico. Il genocidio non è riuscito perché Israele ha vinto la guerra, ma questa era l’intenzione.

Vinse in  sei giorni.

Vinta la guerra e conquistati Sinai e Cisgiordania Israele si è dichiarata pronta a restituire territori occupati se fosse stato riconosciuto il suo diritto all’esistenza. Nessuno delle nazioni confinanti riconosceva il diritto all’esistenza di Israele. Questo voleva dire che qualsiasi momento si riteneva in diritto di attaccarla e distruggerla senza una dichiarazione di guerra. Non c’erano ambasciatori scambiati non c’erano ambasciate. Israele una nazione molto piccola 19.000 km² è molto più piccola del Piemonte. Inoltre ha una forma strana:  ci sono una parte più larga a Nord una parte più larga sud e queste due parti sono collegate da una parte più sottile che larga solamente 60 miglia. È meno larga nel diametro di New York. Israele può essere spaccata in due da un esercito invasore nelle nel tempo di due ore. Una volta che sia spaccata in due, è  condannata a morte. Lo stato di San Marino è meno difendibile di Israele, ma lo stato di San Marino non è circondato da nazioni belligeranti. Il primo compito di una nazione la propria sopravvivenza. Il primo compito di un popolo è la sopravvivenza dei suoi figli. Se per far sopravvivere sui figli ha reso infelici i propri vicini, ha fatto l’ultima unica scelta possibile.

Israele ha detto: se riconoscete in merito all’esistenza così che io mi sente sicurezza vi restituisco i territori occupati. Faceva eccezione Gerusalemme. Gerusalemme non apparteneva allo Stato d’Israele. La capitale era Tel Aviv. Gerusalemme apparteneva alla Giordania, e per i giordani come per tutto il mondo arabo era una città talmente irrilevante da non essere nemmeno capitale della Giordania. Se leggete Carlo Marx, nelle sue cronache da Gerusalemme, vi dirà che Gerusalemme, e in particolare la parte est, era abitata da ebrei. Ebrei che, sotto l’impero ottomano, erano miserabili e sottoposti ad arbitri di ogni tipo. Oggi vi dicono che Gerusalemme era araba, anzi “palestinese”. Sul manifesto spiegano che non ci sono tracce di presenza ebraica a Gerusalemme est. Non ci sono perché sono state cancellate fino alle fondamenta nel 48. Il nucleo ebraico che da sempre dall’età del bronzo viveva Gerusalemme est era dovuto scappare nei 48 perché altrimenti avrebbero ammazzati tutti. Le loro millenarie sinagoghe erano state distrutte. Per questo spesso si dice che non c’è traccia ebraica nella a Gerusalemme est: niente di più vero. Quelle tracce ebraiche sono state annientate nel 48. Gerusalemme è la città di re Davide. Gli ebrei sono stati deportati  a Babilonia cantando se io ti dimentico Gerusalemme possa il mio braccio cadere. Gli ebrei  sono andati davanti le camere a gas in attesa del loro turno e si sono dette l’un l’altro l’anno prossimo a Gerusalemme.

Gerusalemme non è nominata nemmeno una volta nel Corano. Non è vero che una città santa dell’Islam. Sotto l’impero ottomano l’hanno ridotta a un ammasso di vecchie pietre, polvere ed escrementi di capra. ( leggete Mark Twain ) Le città sante dell’Islam sono la Mecca e Medina. Gerusalemme deve essere posseduta solo per essere umiliata. Quando ha l’hanno presa i musulmani hanno distrutto il Santo sepolcro, che era un pezzo di collina. Mentre l’avevano in mano loro il cosiddetto Muro del Pianto è stato ridotto a un orinatoio. Gli israeliani hanno conquistato Gerusalemme e non hanno toccato nulla dei luoghi considerati sacri dai musulmani o dei cristiani. Un soldato aveva alzato la bandiera israeliana sopra la moschea con la cupola d’oro, moschea che costituì costruita sulla spianata del Tempio, il luogo più sacro in assoluto dell’ebraismo, il luogo del sacrificio di Isacco, eppure il generale Moshe Dayan la fece togliere.

Quindi gli israeliani dissero: chi riconosce il nostro diritto all’esistenza avrà immediatamente in restituzione i territori che abbiamo occupato. La risposta fu data nell’ agosto del 67 a Khartoum da tutta la lega araba oltre che dalle nazioni interessate e furono i tre No di Khartoum
No pace
No riconoscimento
No negoziati

 

Israele quindi non restituì i territori occupati. Visto che nessuno riconosceva il suo diritto ad esistere cominciò a sfruttare economicamente il Sinai, che fino a quel momento era stato una landa desolata di miseria e scorpioni. Sono stati gli israeliani i primi ad avere l’idea di sfruttare il Sinai esattamente come Ehilat, con il turismo e cominciarono a costruire gli alberghi di Sharm el-Sheikh.

Nel 1973 Israele fu nuovamente attaccata per la guerra del Khippur. La comunità internazionale aveva assicurato Israele che non sarebbe stata attaccata, e nel caso di attacco aveva assicurato Israele che tutti sarebbero scesi al loro fianco. Israele fu attaccata e non solo ne sono scesi al loro fianco, ma la Francia rifiutò di consegnare gli aerei miraggi c’è già acquistati pagati, gli aiuti mandati dagli Stati Uniti, sia pure molto tardivamente, riuscirono a passare attraverso strade alternative perché molte nazioni vietarono il passaggio di queste armi. Attaccata all’improvviso nel suo punto più colto più stretto Israele fu spaccata in due. Vide la morte in faccia. Poteva essere annientata. I radar sovietici erano impenetrabili. Ieri israeliani non riuscivano a passare. La guerra fu vinta grazie all’incredibile coraggio dell’esercito israeliano.

Alla fine del conflitto per la seconda volta Israele ripeté la sua offerta: restituisco i territori occupati a chi riconosce il diritto alla mia esistenza. Questo diritto fu riconosciuto dall’Egitto, grazie al suo capo di Stato, Sadat. Il Sinai venne immediatamente restituito, incluse le strutture turistiche già costruita a Sharm el-Sheikh. Il re di Giordania riconobbe l’esistenza d’Israele e gli furono restituiti territori. I palestinesi da sempre rifiutano di riconoscere l’esistenza d’Israele. Le altre nazioni arabe lo stesso. Dato che nessuno riconosceva la sua esistenza Israele ha cominciato a occupare con colonie agricole parte del territorio di Gaza e della Cisgiordania. Le famigerate colonie hanno tre funzioni.

1 funzione difensiva. Stanno fisicamente nei punti da cui si può bombardare Israele se in quegli stessi punti invece che i loro pomodori ci fossero delle rampe per i missili. Israele ha già fatto l’esperimento di creare uno Stato palestinese, cominciando da Gaza. I coloni sono stati sradicati dalle loro case, dalle loro terre meravigliosamente coltivate, dallo stesso esercito israeliano. Il risultato che da quando quest’operazione è stata fatta Israele costantemente sotto attacco perché nei punti dove prima c’erano verdissimi filari di viti e pomodori ora ci sono di nuovo sassi scorpioni e ci sono le rampe che sparano i missili quassam

2 funzione economica, permettendo lo sfruttamento di territori che non sono mai stati abitati e mai stati sfruttati, come per esempio tutte le colonie di Gerico, vicino al Mar Morto. Si tratta di un deserto salato dove nessuno ha mai coltivato nulla e dove tutti hanno sempre ritenuto che nulla fosse coltivabile. Gli agronomi israeliani sono riusciti non solo a far germogliare il deserto ma a far germogliare il deserto salato. In tutte le altre zone le “colonie” israeliane hanno permesso di arricchire enormemente l’agricoltura della zona che per decenni se non per secoli era sopravvissuta grazie a olivi e due uniche coltivazioni, anguria melone, che venivano venduti, meglio svenduti , ai paesi confinanti. Grazie la presenza dei coloni sono state introdotte culture di altissimo pregio, tra cui sesamo e girasole, e soprattutto una serie di colture nuove, ottenute per ibridazione, nuovi vitigni dichiarati tra i migliori del mondo, i pomodori ciliegia, i cachi mela e così via. L’irrigazione a goccia sotterranea ha permesso di rinverdire zone desertiche da millenni, aumentare la piovosità della zona e migliorare enormemente anche le condizioni climatiche della confinante Giordania. Le colonie ebraiche sono 122.000 posti di lavoro per i palestinesi. Sono inoltre l’unica situazione dove degli ebrei e degli arabi possono convivere al di fuori del terreno d’Israele. I coloni hanno creato una università per i loro figli così che non debbano andare in Israele essendo tutti passaggi estremamente pericolosi e questa università è un’università aperta anche ai palestinesi, l’unica vera università che non sia una scuola coranica dove possono studiare seriamente medicina veterinaria agraria e ingegneria.

I palestinesi non hanno mai conosciuto Israele quindi non si capisce per quale motivo gli italiani dovrebbero andarsene e rinchiudersi di nuovo in una terra che non ha possibilità di difesa. Non possono essere i primi della classe per tutta l’eternità. Prima o poi si faranno cogliere impreparati. Prima o poi verranno di nuovo spaccati in due. Una nazione che ha un punto dove la larghezza massima 60 miglia, non può permettersi dei nemici bellicosi. Visto che né i palestinesi degli Stati arabi confinanti hanno riconosciuto il diritto dello Stato ebraico di esistere lo Stato ebraico deve continuare a occupare queste terre. Lo st, Perché l’unica possibilità di sopravvivenza dei suoi figli e quindi la sua priorità assoluta. Csoluta. che vuole la pace, se veramente volesse la pace e non semplicemente versare benzina sul fuoco dovrebbe cominciare a costo spingere i palestinesi a riconoscere lo Stato ebraico. I palestinesi sono stati riempiti di denaro della comunità internazionale per decenni senza che nessuno pretendesse nulla da loro. Sia il primo articolo di o ebraico non può rinunciare a queste terre cuscinetto. Lo ha fatto a Gaza ed è stato un disastro. Guerra, odio e distruzione., perché dovrebbe ripetere lo stesso errore in Cisgiordania? Sia Fatah che Hamas hanno come primo articolo dei propri statuti la distruzione dello Stato di Israele.

sdm

 

 

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