commento alla puntata di Melog, dove si è aprlato di maschi e femmine

 

Un nuovo genere o forse sarebbe più corretto dire una nuova sfumatura, per un genere da sempre esistito. Sto parlando della distopia, dell’antiutopia, della fantapolitica sociale, i figli e nipoti di 1984, sempre più presente nella cosiddetta letteratura per ragazzi, che in realtà, non sarà mai ripetuto abbastanza, è una letteratura anche per ragazzi, perché qualcosa che è buono per un dodicenne lo è anche per un sessantenne, mentre non è valido il contrario. Possiamo assurgere come esempi: “Bambini nel bosco” di Beatrice Masini (Fanucci Editore), e “La dichiarazione” (Salani Editore). Sono tutte narrazioni che sottolineano il rischio delle nuove generazioni di ragazzi, di essere sterminati, dagli anziani. C’è una strana forma di mancanza d’amore, nell’impedire la nascita. Una straordinaria forma di aridità. È già descritta in Peter Pan. Nel 1968 c’è stata una straordinaria scoperta: la pillola anticoncezionale. Finalmente sessualità e riproduzione potevano essere separate. È stata la quarta volta, dopo vaccinazione, sulfamidici e antibiotici, in cui la classe medica ha avuto finalmente in mano qualcosa per contrastare il dolore del mondo. Fino a quel momento la natalità era stata controllata in epoca pre illuminista direttamente da madre natura con i due sistemi estremamente funzionali quanto atroci costituiti da una devastante mortalità infantile e un’altrettanto devastante mortalità materna da parto. In epoca post illuminista, diminuita fortemente la mortalità infantile, sono rimasti, mezzi incontrastati, l’aborto clandestino, oppure l’infanticidio sistematico. In ogni contrada agricola è esistito fino a mezzo secolo fa, il luogo maledetto, il campo particolare, il fosso che tutti conoscevano e di cui nessuno parlava dove minuscoli scheletri testimoniavano la dannata difficoltà di fare l’essere umano. Chiunque sia stato in Cina, soprattutto nei decenni precedenti gli ultimi anni del boom spesso ha notato l’agghiacciante presenza nei numerosi fossi, dentro la scarsa spazzatura, di piccoli corpi, minuscoli scheletri della razza umana. Separare la sessualità dalla riproduzione ha permesso la libertà sessuale, in molti casi si è trattato di vera libertà. Persone che facevano quello che veramente desideravano. In altri invece, si è trattato di un’imposizione di una sessualità di tipo maschile al sesso femminile. La sessualità maschile e la sessualità femminile sono diverse. I maschi hanno il testosterone che è dinamite, noi abbiamo gli estroprogestinici: robetta. Parliamoci chiaro: noi pensiamo al sesso tre volte al giorno quando abbiamo vent’anni due volte al giorno quando abbiamo trent’anni e dai quaranta in poi una volta su due abbiamo mal di testa. I maschi pensano al sesso tre volte all’ora. La diversa sessualità maschile e femminile è spiegabile con le ingiuste, cattive e poco disneyane leggi dell’evoluzione. La base dell’evoluzione è che ogni essere vivente cerchi di lasciare sul pianeta il maggior numero di discendenti, se tutti cercano di fare la stessa cosa i più bravi riusciranno a farla meglio, quindi quelli che rimarranno saranno i cromosomi più funzionali e l’evoluzione procede. Se un maschio riesce a fecondare un gran numero di femmine qualcuno dei suoi figli alla fine camperà e i suoi cromosomi si diffonderanno, al contrario, le femmine hanno maggiori probabilità di sopravvivenza, hanno maggiori probabilità di mettere al mondo una prole che diventi adulta se riescono a mettere le mani su un maschio che accetti per tutta la vita di dannarsi l’anima per mantenere loro e i bimbi. Un individuo di sesso maschile può vivere un comportamento promiscuo, una sessualità intercambiabile e superficiale come una vittoria per una femmina, al contrario, la promiscuità è un comportamento autoaggressivo, inoltre, è stato dato un significato folle al termine libertà sessuale dimenticando che libertà non vuol dire fare qualsiasi cosa ci venga in mente di fare nel momento in cui ci viene in mente, libertà è la capacità di assumersi la responsabilità di quel che si sta facendo. In tutta la storia dell’umanità dato che dalla sessualità potevano nascere dei figli essa era riservata all’età adulta. Alla pubertà perciò seguiva una “adolescenza” molto breve, per adolescenza si intende il periodo che va dalla pubertà all’età adulta. Il periodo che va dall’infanzia alla pubertà è segnato dalla comparsa degli organi sessuali, una volta comparti gli organi sessuali ma la persona ancora non è coniuge o genitore o comunque completamente responsabile di sé stesso è l’adolescenza. Il passaggio dall’adolescenza all’età adulta era segnato da una specifico rito di passaggio: l’abbattimento della preda nella società cacciatrice, l’ingresso nel mondo del lavoro in quella post primitiva. Si diventava adulti a quattordici anni, diciannove, venti, ventun anni al massimo. Prima degli ultimi cinquanta anni, anche nella letteratura, una persona di venti o ventidue anni viene definito un uomo o una donna, non un ragazzo. Oggi non ci sono più riti di passaggio, cioè la sessualità può essere fruita già nell’adolescenza, periodo in cui una persona non è adulta, non guadagna, non si assume responsabilità. Detto in parole molto povere se posso godere della sessualità già nell’adolescenza chi me lo fa fare di diventare adulto ?

Sono un ragazzo di trentanove anni è una frase paradigmatica squisitamente postmoderna.

La società postmoderna ha ucciso i maschi, la ucciso la virilità, che compare violentemente nel fantasy, in quanto esclusa dalla vita vera come robaccia da bruti.

L’aggressività è legata al testosterone. Qualunque istruttore di arti marziali potrà testimoniare la differente “grinta” : le femmine non picchiano, hanno paura di fare male. Dio o madre natura o l’evoluzione ha creato una differenza strutturale.

L’aggressività dell’uomo, contro altri uomini, contro le donne contro i bambini, può essere atroce e indescrivibile, ma l’aggressività non va amputata.

L’aggressività la violenza fanno parte del nostro lato oscuro. Noi abbiamo la tentazione di abolire il nostro lato oscuro. Noi abbiamo il delirio che abolire il nostro lato oscuro sia possibile e desiderabile. Il racconto che più di ogni altro contiene questo infernale sogno è Il visconte dimezzato di Italo Calvino.
Si tratta di smontare l’uomo, esaminarne i componenti e buttare via quelli che non piacciono, così l’uomo sarà “migliore”.  C’è stato il sogno di rifare l’uomo senza sessualità, la sessualità era il demonio, e qui ci hanno giocherellato in parecchi, il sogno di fare l’uomo privo di egoismo con una fedeltà alla nazione superiore a quella che ha per sé stesso e la sua famiglia. Qui si sono esibiti Marx, Lenin e consociati. Poi la debolezza è diventata il demonio e abbiamo fatto l’uomo senza debolezza, senza malattia: Hitler e associati si sono scatenati. Ora nel delirio del post 68 il demonio è divantato la’ggressività.
vale per l’aggressività lo stesso che vale per la sessualità per la debolezza, per l’egoismo, per il grasso, per il numero di paia di scarpe, per il colesterolo: l’eccesso uccide, ma la mancanza non è compatibile con la sopravvivenza.

Un Dio idiota ha fatto l’uomo sbagliato e il superuomo, Lenin, Hitler, il cretino post sessantottino, lo corregge.

Il deliro è che senza il nostro lato oscuro saremmo perfetti. Senza il nostro lato oscuro saremmo incompleto, il che vuol dire non vitali.

Senza le virtù virili dell’aggressività, dell’intolleranza, dell’arroganza e del coraggio un gruppo smette di essere vitale.

L’uomo contemporaneo ha smesso di essere aggressivo con le donne, non commenta più il deretano quando passano per strada, e non le prende più a ceffoni., Encomiabile. Ma c’è una forma di violenza contro le donne più grave delle botte, una forma di violenza contro i figlio più violenta del batterli, dello sfruttarli  o del venderli. Un uomo che si sottragga al diventare sposo e padre sta commettendo una violenza letteralmente omicida. Non far nascere è una maniera per uccidere.

Lui si dichiara un ragazzo di trentanove anni, lei ne ha trentasei e finalmente, nonostante il divieto di lui è incinta. Ma lui “non è sicuro di essere pronto”. Questi non uomini inutilmente maschi hanno “scoperto il loro lato femminile” e “ finalmente osano discutere dei loro sentimenti” . il che tradotto in parole povere e comprensibili vuol dire che parlano come le sedicenni nelle soap opera.

“Non sono sicuro di essere pronto e non so se sono veramente innamorato o no”.

Un uomo non devev chiedersi se è innamorato di una donna incinta di lui, deve sposarla e mantenerne il figlio. Se dopo 10 anni saranno ancora insieme avrà la risposta: era innamorato. Altrimenti no, ma almeno il bambino esisterà e respirerà.

L’esistenza degli anticoncezionali e l’infernale facilità dell’orrenda e tragica pratica dell’aborto fanno sì che lui si ritenga libero dall’interessarsi a una scelta, mettere al mondo un figlio, diventare simile a Dio, che essendo un’opzione è interpretata come una costrizione. C’è l’aborto, se lei non vuole abortire è una scelta sua di lei e lei ne porti il peso.

Un vero uomo dovrebbe vivere il ventre sacro di quella donna come il suo territorio.

Il mio corpo è mio, hanno starnazzato  le isteriche galline del movimento di liberazione femminile, senza capire che millenni di regole sulla sessualità servivano proprio ad evitare la tentazione dell’uomo a non spaccarsi la schiena per proteggere e sfamare la sua donne e i suoi bambini.

Distratti a fare idiozie invece che ad essere un uomo e una donna, cioè un padre e una madre, abbiamo permesso il crollo della natalità, una crisi demografica ben più grave di quella della peste del 300. Grazie all’immigrazione ed alla maggiore natalità islamica rischiamo la libanizzazione, cioè di diventare una minoranza in una maggioranza islamica nel giro di mezzo secolo.

Inoltre la mancanza di aggressività maschile non difende il territorio, né il territorio fisico, il suolo dell’Europa, né quello ideologico, la dichiarazione dei Diritti dell’uomo, che per universale ammissione dall’ONU e della Comunità europea non può essere considerata superiore alla Sharia.

Le periferie in fiamme, gli atti di terrorismo di Londra e Madrid, l’assassionio di Theo van Gogh, tutti episodi di cui sono protagonisti musulmani in Europa da due o tre generazioni, dimostra come questi maschi eunuchi privi dell’istinto della difesa del territorio hanno permesso l’ingrasso di una minoranza non integrabile, storicamente nemica, che grazie alla maggiore natalità sarà maggioranza entro breve.

Davanti alle periferie in fiamme, ai quartieri dove i “ bianchi” non entrano se non a loro rischio e pericolo, il momento è venuto di  discutere su questa Europa ubriaca di idiozie che sostiene che una nazione accuratamente divisa in ringhiose minoranze ognuna rinchiusa in un vittimismo pari solo all’aggressività,  possa portare da qualsiasi parte che non sia una guerra civile permanente e assoluta.  La crisi economica avanza: non siamo in grado di garantire nessun lavoro a nessuno, nessuna vita decente a nessuno.  “Abbiamo creato una cultura delle gang violenta, sessista, omofobica e razzista; è una vergogna che cadrà sui multiculturalisti bianchi”, è il durissimo articolo di uno degli editor del Daily Telegraph, Damian Thompson, commentando i roghi e le rivolte di Oxford Circus, Edmonton, Tottenham ed Einfield. Comunità britanniche dove vige la common law, ma germina da anni anche la violenza sulle donne tipica di culture non occidentali, il delitto d’onore, la poligamia, la morte per apostasia e omosessualità. Secondo Roger Scruton, massimo intellettuale conservatore del Regno Unito, docente di Filosofia a Boston e alla St. Andrews, la colpa è del “curriculum multiculturalista”. “Lo sapevamo che sarebbe successo, l’integrazione è stata una ideologia semi religiosa, ma non ha funzionato”, dice Scruton al Foglio. “I multiculturalisti hanno sempre negato la connotazione identitaria, perché avrebbe frammentato il multiculturalismo. Coloro che hanno difeso la prima persona plurale della nazione sono stati attaccati in quanto ‘fascisti’, ‘razzisti’, ‘xenofobi’, ‘nostalgici’ o, nel migliore dei casi, ‘little englanders’. Lo avevamo già visto anche in Francia con il ‘mob rule’ delle banlieue. Nelle nostre città i giovani crescono in ghetti isolati, in un ordine politico schizzato, vogliono affermarsi contro la società, mai per essa. In Italia non è ancora successo, ma potrebbe accadere se non avverrà una integrazione corretta. L’islamismo tende a infiammare questo scontro per costruire una retorica anti occidentale, ma in questo caso è stato soprattutto un fallimento interno alla nostra società. Provo orrore e tristezza per come abbiamo distrutto il vecchio curriculum, dicevano che era monoculturale, che perpetuava l’idea della civiltà occidentale come superiore, che era patriarcale, il prodotto del maschio bianco europeo che aveva perso autorità. Ci avevano insegnato a vivere in un ambiente amorfo, nella città postmoderna aperta a tutte le culture. Ogni cultura avrebbe dovuto crescere nel proprio spazio, per godere dei frutti della cooperazione sociale e di un sistema educativo in cui la cultura maggioritaria avrebbe dovuto essere marginalizzata. Tutto quello che invece il multiculturalismo ha sancito è stata la distruzione della cultura pubblica condivisa e il diritto al rispetto, creando un grande vuoto. Fu il progressismo di Blair ad aprire le porte all’immigrazione di massa dall’Africa e dall’Asia tra il 1997 e il 2007.All’inizio la strategia dell’accoglienza e della contaminazione culturale fu uno degli ingredienti principali del successo del Labour alle urne. In breve tempo però l’Inghilterra ha assistito a uno sconvolgimento demografico la cui rapidità non ha precedenti. Oggi i quartieri teatro della protesta o le città come Birmingham hanno «minoranze» di immigrati attorno al 40 per cento, più della metà dei quali vive di disoccupazione a spese del welfare inglese. Secondo uno studio citato dall’ultimo numero dell’ Economist ,di questo passo nel 2066 gli inglesi saranno la «principale minoranza» del Paese. Per questo David Cameron ha vinto le elezioni sostenendo che l’approccio progressista all’immigrazione-il multiculturalismo-è fallito.

Chi dice una menzogna bellissima, è uno che mente. Chi dice una verità terribile, come Gandalf, sta dicendo la verità.
Il multiculturalismo può portare alla distruzione dove sia mal gestito: dove non esistano valori forti comuni già in origine e dove i numeri delle minoranze siano troppo alti, non può essere ben gestito. Le incompatibilità di civiltà diverse se sono strutturali non si superano con la buona volontà. Sarebbe bello se fosse possibile, ma non lo è. Possiamo andare per strada e organizzare feste a base di cus cus e questo è bellissimo, ma deve succedere solo tra persone che già si sono accordate sul valore assoluto della libertà delle donne a scegliersi la vita e il compagno, sul diritto degli omosessuali, sul divieto della poligamia, sul dovere di tutti di partecipare allo stato: dovere di sopportare che la polizia commetta un omicidio e di aspettare il verdetto dell’inchiesta che ne segue, dover sopportare che vi siano periodi di recessione economica. Se questo accordo non c’è, allora la festa di quartiere a base di cus cus è uno specchietto per nascondere la guerra civile che alla prima occasione esplode perché i valori comuni non ci sono. A Londra persone che avevano partecipato a feste a base di cus cus stanno bruciano banche, scuole chiese e sinagoghe, i simboli dell’occidente, come nelle periferie francesi, belghe e svedesi. Ma non svizzere nè corse: in Svizzera e in Corsica la maggior parte degli uomini adulti è armato e conserva in casa un fucile mitragliatore in caso della Svizzera, un fucile da caccia nel caso della Corsica. Questo è il motivo per cui in Svizzera e in Corsica non ci sono mai battaglie etniche. A Londra si sono salvati i quartieri dove i cittadini si sono armati e hanno protetto le strade. Lo stato nazionale è morto e stiamo tornando al tribalismo.
In un Europa in crisi economica per i nuovi venuti ci sono risorse sempre più limitate: questo ingigantisce l’odio.
Chi ha alle spalle una cultura postmedioevale difficilmente riuscirà a raggiungere una buona posizione economica in una generazione sola, possibilità invece più facile per gli immigrati indiani e dell’estremo oriente. Non perché lui sia discriminato su base razziale, ma perché occorre del tempo. E fatica. E pazienza. E fede nel sistema. L’odio è una scorciatoia più facile e ovvia. L’Europa in balia della crisi economica non è più in grado di accogliere nessuno.
L’Europa è già multietnica, molto più multietnica di qualsiasi altro continente. Era già multietnica: si era formata dall’unione di romani, ostrogoti, visigoti, greci, mongoli eccetera, che si sono fusi con infinita fatica nel medioevo grazie a secoli di lacrime, terrore e sangue e grazie alla comune fede cristiana. Dove non ci sia un collante comune di una fede religiosa condivisa, né di un’appartenenza alla stessa terra, non basteranno millenni di lacrime e sangue. Perché sprofondarci in un nuovo medio evo senza via di uscita dovrebbe renderci migliori? Una volta che noi saremo crollati, noi non avremo più una terra e i dissidenti delle dittature islamiche avranno perso la loro unica speranza. Non possiamo crollare. Nessuna terra può sopravvivere ad un’ immigrazione massiccia di persone che non ne condividono i valori, ma che la odiano.  Questi maschi amputati dell’aggressività hanno fatto alle loro donne il più atroce dei doni, la più terrificante delle violenze. Hanno rubato il futuro,

Gli uomini sono più aggressivi.
per la terza volta nel giro di cento anni, l’uomo corregge Dio ( o madre natura, o l’evoluzione, che ha sbagliato.

Comments

  1. Aveva dunque ragione Nietzsche : il Cristianesimo è la religione dei deboli.  Il Cristianesimo con la sua bontà a tutti i costi , con il suo accudire deboli e indifesi a tutti i costi và contro i processi evolutivi che vogliono l’aggressività come fonte di progresso e selezione dei migliori. Gli Spartani erano i più forti perchè disciplinati, allenati e spietati. I bimbi deboli o disabili erano un ostacolo per la società che non poteva permettersi il lusso ( data la povertà dell’epoca ) di mantenerli e curarli, quindi li gettavano da una rupe. Ma il Cristianesimo reprime anche la libera espressione della sessualità vista come abominio e quindi la condanna come fornicazione. San Paolo trattava il matrimonio come  una forma di fornicazione legale, il male minore insomma piuttosto che esprimere una libera sessualità. Il Cristianesimo ( quello vero ) è assolutamente l’opposto del darwinismo selettivo basato su una sana aggressività. Quindi le religioni buoniste in genere sponsorizzando lo sviluppo e la perpetuazione della specie , curando e allungando la vita degli anziani, proteggendo i piccoli dalla morte e dallo sfruttamento , facendo gonfiare la terra di umanità brulicante và contro le leggi della natura ! Il multiculturalismo invece è filglio naturale dell’esplosione demografica di popoli che non sanno controllarsi e usare sistemi anticoncezionali , i quali quando non sanno più come fare per sfamarsi ( per saturazione delle loro nazioni ) invadono gli altri popoli.  Ne sappiamo già qualcosa in passato !

  2. No il cristianesimo è la nostra straordinaria forza, come la compassione, che non ha nienten a che fare con la vigliaccheria. Chi crede nella vita mette al mondo figli e chi crede nella verità la afferma. La verità è che la sharia è una legge che nega i dirtti e la dignità dell’uomo ed è una legge atroce. Se avremo il coraggio di pronunciarlo ad alta voce , iscendo dagli organismi internazionali che affermano il contrario, se pretenderemo il diritto elementare di ogni nazione del rispetto delle frontiere, avremo un futuro. Levy Strauss, fondatore della moderan antropologia è morte disperato perché la Francia e l’Europa si stanno avviando all’uslamizzazione. Dell’ipermachismo delle dittature del XX secolo ne abbiamo avuto abbastanza, ma la devirillazione della nostra  sociatà è un perioclo mortale

  3. Cara Silvana

    vorrei chiederle un suo parere sulle coppie omosessuali che chiedono di adottare dei bambini. Se per generare una vita son necessari un uomo e una donna non sarebbe meglio che la possibilità e la priorità di adottare e crescere dei bambini venga data a coppie eterosessuali? Considerando che due omosessuali potrebbero comunque essere tranquillamente in grado di crescere serenamente dei figli, (così come ogni assetto familiare deviante da quello tradizionale può in realtà essere ugualmente funzionale alla crescita serena del bambino) secondo lei, facendo un discorso generico e senza considerare le eccezioni, una coppia etero e una omosessuale si possono mettere sullo stesso piano nella crescita di un bambino? Se una coppia etero e una omo sono entrambe capaci e disposte a crescere con amore un figlio, è giusto che la priorità d’adozione spetti alla coppia etero?

    Mi scusi se sono stata ripetitiva o contorta

    La ringrazio

    Sara

  4. Credo anch’io che il Cristianesimo sia portatore di Verità e soprattutto la forza dei popoli europei-americani. La vita è sacra sotto ogni aspetto, dall’anziano al nascituro;  e và coltivata,protetta, esaltata nell’ordine e nella giustizia ! Non ho mai creduto nella legge del più forte bensì del più intelligente e del compassionevole. Amore, pietas e compassione fanno l’uomo vero e non la cafoneria nazista o islamica. ….e il povero Nietzsche a furia di distruggere etiche e morali è finito al manicomio ( da superuomo ! ) .  Se una donna compassionevole e dolce gli avesse fatto sentire il calore dell’amore avrebbe distrutto in un attimo tutta la sua filosofia, ne sono sicuro !                            

     

     

     

     

  5. Credo fermamente che ognuno abbia diritto di vivere la sua sessualità come crede, anche se ho la convinzione che la scelta omosessuale sia una situazione permanente solo per una minoranza. L’omosessualità nella stragrande maggioranza dei casi è una fase: una fase che può durare mesi o decenni. Dove non esistano donne, carceri, le navi dei secoli passati su cui si stava anni, l’omosessualità diventa universale o quasi. Credo che molte persone siano omosessuali per sempre, ma che molte persone siano omosessuali a 20 anni, forse a 30 e poi restino incastrati in un ruolo. La parete che separa omo ed eterosessualità è permeabile. L’omosessualità neli animali è frequente, ma sempre dipendente da condizioni esterne quindi modificabili. Un lupo di grado basso nel branco non ha diritto a riprodursi, se si riproducono tutti rischiano la sovranatalità, e avràcomportamenti omosessuali. Se avanza di grado e divemta capobranco, diventa etero. 

    Quello che ho scritto è assolutamente controcorrente, ma ho visto troppi omosessuali che più omosessuali non si può, dispersi in una sessualità forsennata e coattiva scoprire che tutto querllo che volevano era una donna e tre bambini. Noi siamo quello che pensiamo di essere. In un mondo che ti urla nelle orecchie che se sei omosessuali devi esserlo per sempre, altrimenti ti danno del vile e dell’ipocrita, moltissimi restano incastrati nel ruolo.

    Detto questo il diritto di un bambino di avere una madre e un apdre è inalienabile e chi lo nega sta commettendo un arbitrio.

    Un bambino deve avere un genitore dello stesso sesso con cui confrontarsi, ed uno di sesso opposto con cui imparare a giostrarsi. Mia madre era mia madre. Allevare un bambino, che in più ha già il lutto di aver perso la madre biologica senza una madre è un’idea orrenda, concepita da persone che hanno una concezione folle e ridicola dell’adozione. Non è Walt Disney. Il bambino adottato è un dolente, uno scorticato.

    Un madre che ha un figlio con lo sperma comprato su internet?

    E’ anti umano, come è anti umano affittare un utero. Queste pratiche sono la profanazione dell’umanità, ridotta a pezzo, utero, sperma, senza nè volto nè nome.

    Se siete omosessuali e avete un desisderio di maternità e paternità molto forte, allora interrogatevi sulla vostra omosessualità. Forse non è definitiva. Se dopo che vi siete interrogati arrivati alla conclusione che è definitiva, alllora rinunciate all’essere genitori.

    Se una coppia omosessuale è molto stabile, invece, non vedo controindicazioni a che diventi una coppia affidataria. Nell’affido non c’è il lutto della perdita dei propri genitori biologici che non vanno sostituiti. Quindi non ci sono controindicazioni.

    E che Dio mi assita per aver scritto questo

    sdm

     

  6. Un ultima cosa: se una donna omosessuale vuole avere un figlio, e lo vuole con tutte le sue forze, allora con un uomo che conosce, che stima e che sia disposto a essere padre, a fare il padre, in maniera totale, o per lo meno con i diritti, i doveri e la presenza di un padre divoerziato.

  7. Grazie mille

    Spesso la gente discrimina le persone al contrario, ossia per paura di essere etichettata in negativo come "omofoba" "intollerante" "ottusa" etc. preferisce affermare che so, che un docente con gravi disturbi del linguaggio possa tenere lezioni frontali con gli studenti (senza pensare all’enorme disagio per gli studenti di seguire una lezione ahimè incomprensibile). Far finta di non notare le differenze di cui ognuno di noi è portatore è un comportamento superficiale alla stessa stregua di discriminare a prescindere. Le differenze sono poi anche i nostri limiti e i nostri pregi (questo varia di volta in volta in base alle situazioni che ci capita di affrontare). In questo caso il limite della coppia omo è quello dell’adozione. Chi nega questo non si sta minimamente mettendo nei panni del bambino adottato. Così come chi afferma che un prof con gravi disturbi del linguaggio possa tenere tranquillamente una lezione frontale non si sta mettendo nei panni degli studenti. Per amare se stessi bisogna anche riconoscere i propri limiti, affontarli quando possibile, conviverci e accettarli quando non si possono superare.

    Tutta questa negazione dei propri limiti rende ancora più limitati. Negare significa non accettare, ripudiare, non affrontare. Chi non affronta è vigliacco, ha paura, e chi ha paura, come disse il samurai Taisen Deshimaru Roshi, si preoccupa solo per sè stesso, ed è egoista. L’egoismo è paura, di contro il coraggio è amore.

    In lei, cara Silvana, vedo tanto coraggio e tanto amore.

    La ringrazio

    Sara

     

     

  8. Grazie a lei Sara.

    sdm

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