come Pisapia il Papa rende omaggio al Ramadan. Che bravi.

Salviamo il Cristianesimo dagli Ignavi

Il Ramadan detto anche il digiuno islamico (arabo: رمضان, ramaḍān) è, secondo il calendario musulmano, il nono mese dell’anno e ha una durata di 30 giorni. La parola, in arabo, significa "mese caldo", il che fa ritenere che un tempo (quando i mesi erano legati al ciclo solare) esso fosse un mese estivo.

Il Ramadan, per la rigorosa osservanza del digiuno diurno che ostacola il lavoro e per il carattere festivo delle sue notti, costituisce un periodo eccezionale dell’anno per i fedeli islamici in tutti i paesi a maggioranza musulmana: la sua sacralità è fondata sulla tradizione già fissata nel Corano, secondo cui in questo mese Maometto avrebbe ricevuto una rivelazione dall’arcangelo Gabriele. In origine, il mese di Ramadan era, come il suo nome stesso (il ‘torrido’) mostra, un mese estivo; ma successivamente Maometto stesso adottò un calendario puramente lunare di dodici mesi che, perciò, cambia posizione anno per anno.

Il digiuno (sawm) durante tale mese costituisce il terzo dei cinque pilastri dell’islam e chi ne negasse l’obbligatorietà sarebbe kāfir, colpevole cioè di empietà massima e dirimente dalla condizione di musulmano. In alcuni paesi a maggioranza islamica il mancato rispetto del digiuno è sanzionato penalmente.

Nel corso del mese di Ramadan infatti i musulmani praticanti debbono astenersi – dall’alba al tramonto – dal bere, mangiare, fumare e dal praticare attività sessuali. Chi è impossibilitato a digiunare (perché malato o in viaggio) può anche essere sollevato dal precetto, ma appena possibile, dovrà recuperare il mese di digiuno successivamente.

Copia e incolla da  Wikipedia, così facciamo prima.

Gli ignavi si affanneranno  a spiegarvi che il Ramadan è la versione islamica della Quaresima cristiana.

Tutto quello che è nell’islam corrisponde a qualcosa che è nel cristianesimo e nell’ebraismo, che erano religioni ben presenti in Arabia, ben radicate, che lì vivevano e convivevano le une con le altre e tutte con le religioni locali in grande armonia. Maometto non inventa nulla, non è abbastanza innovativo, si limita a saccheggiare malamente, perché di queste religioni non ha alcuna vera conoscenza, ha solo sentito dire e nutre solo odio. Odio di non farne parte. Odio di non essere lui un profeta del Dio di Israele. Tutto viene saccheggiato, esasperato, reso sofferenza, sottomissione, umanità lacerata.

Il rito condiviso è fondamentale per la formazione della società, perché la nostra psiche senta l’affiliazione al gruppo e sguazzi nella serotonina che questo ci produce. Non avere riti, come non avere miti, tutto annientato dall’iper-razionalismo degli iper-cretini, tutto bollato come ipocrisia borghese, è per il nostro cervello una sofferenza. La Quaresima era un qualcosa che oggi è difficile descrivere. Tutti insieme ricordavamo una morte tremenda, un sacrificio. Dio era diventato un uomo sofferente per amore. Sarà anche stato tutto una balla, ma perdio, era qualcosa di straordinario, di incredibile. Ho ritrovato la lettera commossa che mi scrisse una vicina di casa per la prima comunione: ora anche tu fai parte…Come diavolo è successo che abbiamo buttato tutto questo via?. Dovevi mangiare di magro, non essere affamato. Ci liberavamo della carne, che bisognava imperativamente finire perché era cara e se non la finivi “ti veniva la tbc” (la tbc ha smesso di essere un incubo dalla alla fine degli anni sessanta). Le nostra madri si scatenavano a fare pizze, tortini di alici (si mette uno strato di alici, pangrattato con aglio e olio e prezzemolo, alici, pangrattato, eccetera. Bisogna finire con il pangrattato). Grazie alla Quaresima le cattoliche Italia e Francia hanno introdotto nella gastronomia anche alte carni alternative non considerate carne (escargot e rane). La Quaresima permetteva di risparmiare denaro e non consumare carne in grandi numeri intanto che i nuovi nati, pulcini, vitellini eccetera, erano appunto troppo piccoli. Si arrivava a Pasqua con un po’ di quattrini da parte e con le fattorie piene di animali abbastanza grandi. Era una dieta di disintossicazione da iper-colesterolo ed altro. Non era sofferenza. Durante la Quaresima si andava bene a scuola, si poteva scrivere la Divina Commedia oppure i Fratelli Karamazov o i Promessi Sposi o la Messa di Requiem, si poteva vincere il Premio Nobel, il lavoro, nessun lavoro, subiva un calo.

Avere una regola di affiliazione al gruppo permette la trasgressione. Dove non c’è la legge non può esserci trasgressione. Senza la trasgressione non si afferma il proprio io per diventare adulti. Eravamo ancora alle elementari quando già obbiettavamo alla maestra di religione che non era giusto considerare il pesce più caro di magro mentre il pane e mortadella non lo era. Non avevamo letto Voltaire, lo avevamo pensato per conto nostro. Mangiavamo pane e salame disposte a sfidare la terra e il cielo pur di non sottostare ad una legge visto che non eravamo ancora arrivate alla libertà dell’obbedire. Obbedire è una libertà, come trasgredire: dove la legge non c’è, la libertà non è possibile, esattamente come i luoghi dove la legge è imposta con la forza. Ora che il cristianesimo è diventata una religione pret-à-porter tutto questo si è perso.

Il Ramadan è molto peggio che sofferenza.

Un po’ di biochimica.

Una molecola di C6H12O6 (glucosio) ­­­­ più 6 molecole di O2 (ossigeno) danno 6 molecole di CO2, sei molecole di H2O, acqua ed energia. La nostra vita è basata su questa reazione, in realtà il processo è fatto da una catena di reazioni.

Il cervello umano funziona solo a zucchero. Quando abbiamo un’ipoglicemia, abbiamo un calo di zuccheri, un’ipoglicemia: perdita di attenzione, stanchezza, sonno e se non si fornisce zucchero, coma e morte.

Quindi non deve mai mancare zucchero al cervello. Dopo sei ore di digiuno circa non c’è più zucchero. L’organismo allora usa le scorte di zucchero che ha nel fegato (glicogeno, ce ne è anche un po’ nei muscoli) e così sopravviviamo, malamente, per altre due ore di digiuno e siamo ad otto.

A questo punto l’organismo sta già bruciando grassi, il nostro grasso, grasso animale quindi. Il digiuno è una fatica terribile per l’organismo perché sopravvive avendo come unico carburante grasso: iperchetonemia, cioè acetone, con nausea e di nuovo perdita di attenzione. Affidereste la vita di vostro figlio ad un chirurgo digiuno da 10 ore? Affidereste un camion pieno di cherosene ad un camionista digiuno da otto ore? Sulle lunghe distanze il digiuno, che è una situazione dove l’organismo brucia come unico carburante in grasso animale, il proprio, produce colesterolo alto e steatosi epatica. Paradossale vero? Ma, attenzione, l’organismo non può convertire il grasso in zucchero. Per evitare che il cervello privo di zucchero muoia, è necessario smantellare le proteine: l’organismo distrugge i propri muscoli, distrugge sé stesso.

Tutto questo però non è nulla rispetto ai danni da mancanza di liquidi. La sete è una sofferenza insopportabile perché è un danno gravissimo. Il dolore è un mezzo con cui madre natura ci evita di essere danneggiati. I danni da disidratazione sono solo in parte reversibili.

La disidratazione interviene già dopo poche ore, aumenta tutti i sintomi da digiuno, dall’acetone alla perdita di attenzione che diventa gravissimo. I colpi di sonno sono continui. Diventa alto il rischio di coliche renali. Il cervello è stanco, non memorizza, diventiamo aggressivi e se la disidratazione è grave abbiamo qualche neurone, cellula nervosa, che non ce la fa e muore.

Chi rispetta il Ramadan, come chi fa lo sciopero della sete, ha meno cellule nervose.

E il peggio è che tutto questo non è volontario. Persino nell’Egitto islamicamente moderato secondo Obama, se ti pescano a violare il Ramadan c’è il bastone e tre mesi di galera. Nell’Algeria tanto cara a Pontecorvo accade lo stesso. Anche se non sei islamico. In Iran c’è la fustigazione: un dodicenne non è sopravvissuto, hanno picchiato troppo. I Talebani condannavano a morte, i somali anche.

Chi rispetta il Ramadan non è un grado di lavorare correttamente. Potete fare la prova. Peccato, sta venendo il freddo, quando ci sono 40 gradi è meglio: state senza mangiare e senza bere da prima dell’alba a dopo il tramonto. Fatela se siete studenti (camionisti e neurochirurghi astenersi). Quanto riuscite a studiare? Quanto riuscite a pensare con il vostro cervello che pensa solo all’acqua?

Ancora più divertente: rispettare il Ramadan è obbligatorio anche in Europa. Nei quartieri islamici i poliziotti hanno l’ordine di non bere o mangiare o fumare nelle ore diurne del Ramadan, nemmeno nelle loro auto.

Nel Ramadan c’è un picco di incidenti stradali, di incidenti sul lavoro, ma soprattutto di violenza. Il Ramadan è la prova di forza fatta da servi di Dio.

Noi siamo Suoi figli Santità. Sono due religioni opposte. A Lampedusa lei doveva convertire gli islamici al cristianesimo o morire nel tentativo. Questo era il suo compito. Il suo compito era spiegare che se il Nord Africa apre le porte agli europei, ingegneri, agronomi e tecnici europei irrigheranno il Sahara con acqua desalinizzata e lo trasformeranno in un giardino, creeranno villaggi vacanze sulla costa del Mediterraneo, introdurranno industrie alimentari e culture nuove. Invece no: l’unica soluzione secondo lei è che milioni di persone si riversino sulla piccole e sovrappopolata Europa distruggendola. Una società è un ecosistema. Fragilissimo. Un eccesso di immigrazione semplicemente lo uccide. Lei ha invitato i nostri invasori con un’affermazione falsa secondo cui l’unica soluzione alla loro miseria sarebbe un ulteriore aumento della nostra già enorme generosità fino a renderla suicida: i nostri figli saranno servi in un’Europa islamica.

Lei ha reso omaggio al Ramadan. Vedrà che le daranno il Nobel per la Pace. Vista la lista di tutti quelli che lo hanno ricevuto negli ultimi 20 anni, lei se lo merita.

sdm

Comments

  1. non avevo mai pensato al Ramadan in questo modo, soprattutto quando descrive l’impatto sul corpo umano. Onestamente è molto forte quello che scrive e faccio fatica ad accettarlo a pieno, forse perché appunto, non l’ho mai visto in questi termini ma ammetto che la cosa mi fa riflettere e mi preoccupa allo stesso tempo.

    Per quanto riguarda il Papa, credo che non abbia tante persone così "tecniche" che lo consiglino per cui quello che ha detto ha Lampedusa è di sicuro amabile, anche se tutti capiamo che la soluzione ai problemi di molti popoli non è essere più accoglienti. Non è risolvere un problema, è un spostarlo. Sicuramente l’accoglienza cristiana è un valore che in quel caso è stato giustamente sottolineato non so se sarebbe stato giusto che si pronunciasse come ha detto lei. Forse, e dico forse, il modo miglior modo per convertire è amare/accogliere e mostrare la propria fede, così che gli altri vedano Dio attraverso di noi. Non so. forse era meglio un intervento più deciso.

    grazie e buon lavoro.

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