Come ci è venuto in mente di sprofondarci in una cultura di Morte?

Come ci è venuto in mente di sprofondarci in una cultura di Morte?

Questa non è più una burla, è cultura di morte, è una profanazione della morte e quindi, inevitabilmente una profanazione della vita, una corsa verso l’orrido.

Prima o poi tutti moriremo, non c’è bisogno di travestirsi da scheletro prima, non c’è bisogno di colorarsi la faccia di verde con le occhiaie così da simulare un cadavere. Questo orrore dura giorni e giorni. Halloween è nato cristiano, la parola è la contrazione delle parole inglesi All Hallows’ Eve, vigilia di Tutti i santi, e faceva parte anche del mondo protestante perché risale a prima della scissione protestante. In terre cattoliche, Sicilia e Messico, il giorno dei Santi e in quello dei Morti, i bambini ricevono dolcetti a forma di ossa di morto; fino agli anni quaranta molti ricordano processioni notturne con piccole candele messe dento alle zucche, qualcuno che giocava ai fantasmi oppure alle streghe. I protestanti non riconoscono i Santi; nel protestantesimo statunitense, quindi, Ognissanti ha completamente perso la sua connotazione religiosa, si sono persi anche i Morti, nel senso di antenati, coloro che ci hanno preceduto, ed è diventa la festa dei morti nel senso di cadaveri: una festa della morte con teschi e simboli di morte.

Poteva anche avere una valenza di trasgressione e una valenza di esorcizzazione della paura attraverso il riso, ed è in questa chiave che anche io lo avevo trovato non sbagliato, ma doveva restare piccolo, discreto, soffuso, casalingo, durare lo spazio di un’ora, al massimo di due: il costume fatto da mamma, le vecchie lenzuola per i fantasmi.

La cinematografia ha pompato Halloween e lo ha diffuso esasperato fino a livelli intollerabili di cultura di morte. La simbologia necrofila, teschi e zucche intagliate da teschio, ha invaso scuole, asili, negozi, tutte le scuole e tutti i negozi senza nessuna eccezione; e questo per giorni e giorni. All’asilo i bimbi più piccoli imparano a disegnare scheletri e a cantare canzoncine di morte, tornano a casa e chiedono se anche il nonno morto il mese prima ormai è un teschio, e poi hanno gli incubi per mesi.

Privo di ogni connotazione religiosa, Halloween diventa psicotico, l’ennesima spinta verso il brutto, verso l’orrido, la Morte profanata nel ridicolo e, quindi, profanata anche la vita. Noioso, sguaiato, insopportabile, sempre più violento, negli ultimi anni Halloween si ammanta anche di satanico; sempre più spesso mi capita di vedere veri e propri simboli satanici, croci rovesciate, pentacoli, tutta roba che si compra su Amazon insieme a costumi sempre più atroci come quello da Anna Frank, cioè da ragazzina morta in lager, ritirato per le proteste, ma qualcuno lo aveva comprato. Halloween diventa la banalizzazione del satanismo, una via facile e dolcemente in discesa per arrivarci, come i video di Marilyn Manson, altra scorciatoia.

Quando siamo in dubbio su cosa fare con i nostri figli, spesso ci domandiamo “che male c’è?”. Che male c’è a che vada in giro travestito da mostro chiedendo dolci in cambio di un ricatto che in inglese suona molto più sinistro che in italiano? Passo il tempo a dire che lo zucchero è un danno, questa abbuffata di dolci di bassa qualità già da sola dovrebbe spingere verso la perplessità. Oltretutto c’è una discriminazione contro i bambini diabetici: non è facile per un bambino essere diabetico, non aggiungiamogli problemi . Comunque la domanda giusta per un genitore è “Che bene c’è?”. Che bene c’è ad andare in giro travestito da mostro a imparare l’orrido e le tecniche necessarie a chiedere il pizzo. Non c’è alcun bene e allora lasciamo perdere. I nostri figli Impareranno anche l’anticonformismo, fare non quello che fanno gli altri ma quello che si ritiene giusto.

Silvana de Mari