civiltà occidentale

Quando parliamo di civiltà  occidentale, esattamente, di cosa stiamo parlando?

Di una civiltà che ha spinto la scienza medica a un punto tale che noi siamo in grado di guarire gli ustionati. L’ustionato è il paradigma del malato, un paziente difficilissimo, la somme di tutti i problemi. Ho la massima stima per la medicina aiurvedica e per l’agopuntura, ma la medicina occidentale è l’unica che guarisca gli  ustionati. E’ la civiltà che ha tracciato la mappa del cosmo, che ha moltiplicato le derrate alimentare ad abbattuto la mortalità infantile al punto che l’umanità è passata da uno a sette miliardi di creature umane nel giro di pochi decenni. È quella che ha raggiunto una capacità scientifica e tecnologica come mai nessuno prima. La civiltà occidentale ha permesso ai suoi componenti un benessere ed una libertà come mai nessuno prima, lo stesso Popper lo riconosce. Persino Popper non può non riconoscerlo. È la civiltà che ha creato il concetto di libertà individuale. Eppure la civiltà occidentale sta agonizzando. Si sta estinguendo.

Bernard Lewis, con orrore, Taric Ramadan, con gioia, e chiunque altro sia capace di applicare un algoritmo ci dicono che grazie alla maggiore natalità ed all’immigrazione nel 2060 l’Europa sarà islamica. Quindi nella Gran Bretagna, che pochi decenni fa era di Churchill,  il diritto di famiglia secondo la sharia, alle femmine metà eredità che non ai maschi, è già amministrato dalle corti islamiche che si affiancano ai normali tribunali inglesi. Quindi in quella stessa Gran Bretagna le poliziotte hanno ricevuto il velo islamico dì ordinanza da indossare obbligatoriamente quando entrano nei quartieri islamici.  

La più ricca e complessa civiltà mai esistita dall’inizio dei tempi si sta suicidando.

Il disprezzo che la civiltà occidentale nutre per sé stessa, avendo interiorizzato ormai lo schema che solo l’occidente è colpevole, di tutto, sempre e che tutti gli altri non lo sono mai, lo si può vedere nell’11 settembre. I siti negazionisti sono ormai più numerosi di quelli che descrivono il bestiale attentato.

Che cos’è la civiltà occidentale? Da dove ci arriva la nostra incredibile potenza?

Per tutte le civiltà vale la stessa regola antropologica che non conosce eccezioni.

Dove c’è pensiero filologico c’è pensiero filosofico, dove c’è pensiero  filosofico c’è pensiero scientifico, dove c’è pensiero scientifico c’è pensiero tecnologico, economico e finanziario.

La filastrocca vale anche in negativo.

Dove non c’è pensiero filologico, non  c’è pensiero filosofico, dove non c’è pensiero  filosofico non c’è pensiero scientifico, dove non c’è pensiero scientifico non c’è pensiero tecnologico, economico e finanziario.

La civiltà occidentale nasce dalla fusione di quattro elementi: la spiritualità biblico evangelica, la filosofia greca, (arrivata  grazie ai monaci amanuensi),  il diritto romano, ringraziando San Paolo, perché se il diritto romano ce lo fossimo persi il medio Evo sarebbe durato un millennio di più.

La spiritualità biblico evangelica, l’aria, il filosofia greca, che scorre ovunque, l’acqua, il diritto romano, il pragmatismo, la terra. Il quarto elemento lo intuiscono il  laico di origine cristiana Benedetto Croce, e il laico di origine Ebraica Claude Levi Strauss: la violenza dei barbari, è quella che ci ha dato la potenza per cui quando l’islam cancella la cristianità in nord Africa, in Siria, seconda culla della cristianità, il Persia, in Mesopotamia, in terra di Israele, nell’Impero romano d’Oriente , l’Europa tiene.

La civiltà europea è spirituale, duttile, pragmatica e violenta.

Quando Costantinopoli cade la cristianità ormai è spazzata via da tutti i luoghi con l’eccezione dell’Europa, questo scoglio attaccato all’Asia, che si affaccia su un Mediterraneo, che diventa un mare islamico, un mare da cui arriva distruzione: Otranto, Cipro, i pirati saraceni.

All’Europa cristiana resta una sola strada per sopravvivere: l’oceano atlantico, le caravelle portoghesi di Enrico in navigatore verso l?africa, quelle dei re di Spagna verso le Americhe.

Noi siamo noi, siamo la nostra fede, siamo la nostra barbarie, siamo il nostro genio, siamo la nostra ferocia , siamo la nostra compassione, siamo i nove decimi della scienza mondiale, gli otto decimi della musica, i sette decimi dell’arte.

La nostra forza è la straordinaria valenza filologica della religione cristiana, anzi ebraico cristiana.

La nostra intelligenza, cioè la nostra capacità di risolvere problemi è data dalla somma del numero di neuroni, le cellule del sistema nervoso centrale,  e del numero di sinapsi, nome con cui si indicano le correlazioni tra un neurone e l’altro. Il numero di neuroni è stabilito geneticamente, ed è più o meno simile in tutti i popoli, visto che tutti discendiamo da antenati comuni moto recenti, con variazioni individuali, certo, per cui in ogni popolo ci saranno Leonardo da Vinci,  Forest Gump e tutte le posizioni intermedie, e se un certo popolo Leonardo da Vinci non lo tira fuori mai, vuol dire che c’è qualcosa di disfunzionale nella sua civiltà. Ogni volta che impariamo o pensiamo qualcosa di nuovo, formiamo una sinapsi. Il pensiero filologico quindi aumento il numero di sinapsi. I popoli alfabetizzati hanno più sinapsi ed una maggiore capacità di risolvere i problemi dei popoli analfabeti. La filologia, l’amore per i testi, l’amore per la parola, per la critica e per la narrazione aumenta la potenza tecnologica di un popolo.

Il cristianesimo e l’ebraismo sono scienza e cultura. Senza il cristianesimo la filosofia greca e il diritto romano sarebbero andati persi. La filosofia nasce da miriadi di filosofi cristiani schierati con la chiesa, Tommaso Agostino Teresa d’Avila e qualcuno schierati contro come Giordano Bruno, ma sono tutti cristiani. Fanno tutti parte del cristianesimo. Galileo Galilei è in tutto e per tutto cristiano. Newton è cristiano. Per favore, facciamo uno sforzo, non restiamo  appiattiti sulle teorie di odio al cristianesimo cui siamo stati abituati. Il cristianesimo è una civiltà, tutta una civiltà, non le sue autorità ecclesiastiche, il cristianesimo non è un insieme di bolle papali, ed è una religione che ha come simbolo il supplizio di un dissidente, all’interno della quale, quindi la dissidenza si forma spontaneamente.
La rivolta, l’eresia che sono la norma nel cristianesimo in altre religioni non ci sono, non è che sono represse: non si formano nemmeno. Le idee di libertà e uguaglianza della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo che a noi sembrano normali, da dove vengono? Senza il cristianesimo non ci saremmo mai arrivati. Il cristianesimo è pensiero, musica, architettura, astronomia, ingegneria, scienza. La scienza dell’Europa nasce con San Tommaso, che afferma che è giusto studiare le leggi della natura e della matematica, perché Dio nella sua bontà le ha rese immutabili. L’astronomia nasce con la necessità di orientare le chiese perché la luce dell’alba e quella delle costellazioni entri secondo regole.
Ma soprattutto è gioia. Sensualità. La sensualità della scelta, l’unica sensualità decente, e quindi la più travolgente. Nel matrimonio istituito da San Paolo lo sposo e soprattutto la sposa devono dire il loro sì davanti alla comunità. E in questa libertà nasce l’unica sessualità decente, mentre il Kamasutra altro non è che in manuale per concubine anoressiche e contorsioniste e sorvolo sul matrimonio islamico per non infierire.
Appiattiti nella critica delle gerarchie ecclesiastiche tutti dimenticano l’estasi, il misticismo, la potenza incredibile del pensiero, e ora coloro che cercano spiritualità devono convertirsi al buddismo perché il misticismo a chilometro zero è da due secoli che lo prendiamo a calci.

L’illuminismo ha significato un paio di picconate secche a Santa Madre Chiesa, che onestamente, se le era cercate, la attenzione, l’illuminismo ha significato anche due picconate al Cristianesimo e il Cristianesimo è l’unica ideologia che ha difeso il bambino. Astianatte, il figlio dello sconfitto, il bambino di Ettore nell’Iliade, nel cristianesimo non può essere ucciso. Esattamente come non può essere ucciso il bambino malformato o malato. Sospeso il cristianesimo la vita di Astianatte è spazzatura. Nel Cristianesimo tutti siamo figli di Dio. Possono succedere e sono successi etnocidi, spariscono civiltà, maya atzechi, ma i bambini sono stati convertiti, non uccisi, perché tutti siamo figli di Dio.

L’illuminismo nasce con un razzismo mortale, nato dalla non comprensione della teoria dell’evoluzione di Darwin, che è in realtà una teoria religiosa e ci dice che la materia si aggrega in forma sempre più complesse contravvenendo all’idea che la materia corra verso il caos.

Saltato il cristianesimo, se gli ultimi non sono destinati ad essere i primi, perché non trasformarli direttamente in concime?

“I negri sono esseri inferiori e se non possono essere schiavi meglio siano soppressi”, lo ha detto e firmato Voltaire. L’antisemitismo di Voltaire è strutturale, genetico. I preti gli ebrei volevano convertirli. Voltaire ha una nausea davanti a loro che è irrisolvibile, si risolve solo con la distruzione. Era uno che è morto dicendo “Odio l’umanità”. La mitica frase sulla tolleranza che da sempre gli è attribuita, in realtà non l’ha mai detta.

L’illuminismo è un parricidio.

Il nazismo e il comunismo sono un parricidio.

Il nazismo e in comunismo sovietico i gemelli eterozigoti secondo Besançon nascono dalla negazione dell’individuo, cioè, dalla negazione dell’anima direbbe Edith Teresa Stein, e non sono movimenti politici: sono movimenti religiosi messianici e salvifici. A Dio, povero sciocco che non è stato capace di creare il mondo senza ingiustizia e senza dolore, si sostituisce il futuro, il mondo nuovo, l’uomo nuovo. Si è cominciato con i bambini cerebrolesi, e si è finito con Aushwitz.

E’ per arrivarci sprofondiamo in una cultura di morte.

Nel cristianesimo il figlio del reprobo, non può essere ucciso, perché la responsabilità non è genetica, ma personale. La cellula madre del genocidio, la cellula madre della cultura di morte in cui tutti siamo immersi, è lo sterminio della famiglia dello zar. Quattro  ragazzine e un bambino ammalato di emofilia. Cosa è la cultura di morte? Una capacità di manovrare le emozioni per cui l’indignazione davanti all’assassinio intenzionale dell’innocente è minimo mentre l’indignazione davanti a crimini “discutibili”, è immensa. Questa follia emozionale costituisce l’inganno universale di cui parla Orwell, , il motivo per cui per moltissimi di noi è sgradevole criticare il comunismo e normale identificare il cristianesimo con il suo peggio. Il 68 è stato un parricidio ed uno sprofondare in una cultura di morte. Dieci milioni di morti massacrati a bastonate in Cina e la meglio gioventù era schierata con gli assassini.

Quanti film abbiamo visto sui gulag? Quanta è la nostra emozione? Milioni di morti: è un ammasso di sillabe. Nessuno di quei morti per voi è una persona. Ma noi ci muoviamo con le emozioni. Quanti film abbiamo  visto sui cristiani massacrati nei gulag, nel lager, nei lagoi, nei campi di sterminio di Che Guevara, nella Spagna repubblicana, una media di settanta sacerdoti al giorno, in Messico. Quanto abbiamo letto sui seminaristi che per la colpa di essere seminaristi sono finiti in gulag dove sono morti e dove prima di morire sono diventate le puttane del campo, perché era gente che portava la sottana? Quanti film avete visto dove i cardinali o i preti sono psicotici criminali?  Ho perso il conto. Quanto sappiamo sugli ospedali e le scuole create in Africa e in Asia, sulle epidemie fermate, sugli schiavi liberati? Il cristianesimo è stato appiattito all’inquisizione e i preti pedofili. Tutto è cristianesimo. Galileo era uno scienziato cristiano, non era né induista, né musulmano, il cristianesimo è un fiume, un fiume enorme, immenso di cui fanno parte scienza, arte cultura, che tra l’altro senza gli amanuensi che hanno salvato la cultura greca e romana non ci sarebbero stati. Il socialismo, la giustizia sociale, l’uguaglianza degli uomini e della donne, già preconizzata da San Paolo, fuori dal cristianesimo sono impensabili. E infatti si sono formati qui. Noi non possiamo non dirci cristiani. E finalmente, in questi giorni, grazie alla straordinaria analisi filologica di Ratzingher, che per la seconda volta, la prima è Ratisbona, raggiunge il titolo di Grandissimo, il cristianesimo sta risolvendo il suo peccato originale: l’antisemitismo, l’accusa di deicidio. Oggi, finalmente, insieme a Benedetto Croce, insieme a Oriana, indipendentemente dal fatto che siamo credenti o liberi pensatori o atei perché è irrilevante, noi non possiamo non dirci cristiani, anzi ebreo cristiani.

Perché se non lo facciamo, se non ritroviamo la fierezza della nostra storia, l’islam ci spazzerà via.

E con noi la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e senza il cristianesimo, con la sharia, quella dichiarazione sarà persa per sempre.

Oppure il confronto con l’islam è il difficilissimo dono che ci permetterà l’ultimo giro della spirale.

La risoluzione dell’antisemitismo. Perché noi siamo quelli che abbiamo fatto Aushwitz, dopo aver acceso roghi e fatto pogrom e poi altri pogrom. E non abbiamo mai, veramente, chiesto perdono.

Oppure il confronto con l’islam ci darà il ricupero della spiritualità, del misticismo, dell’estasi.

Della gioia.

La fierezza per la nostra storia, perché noi siamo noi.

E allora salveremo tutti, sia i nostri figli che i figli di coloro che credono di essere i nostri nemici.

 

 

Silvana De Mari. 

Comments

  1. L’ ho letto solo quest’ anno, ma non ho mai sentito difendere cosi strenuamente la nostra civiltà e il cristianesimo con parole così toccanti neanche da un prete. Mi viene da piangere e commuovermi, Silvana, grazie di esistere.

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