Chi odia chi?

Giocano sporco.

Vogliono farci passare come quelli che “odiano”. Che odiano gli omosessuali, che odiano le lesbiche, che odiano il mondo, il progresso, i diritti, il prossimo, la storia. Ci mancano Napo orso capo e Pippicalzelunghe. Poi odiamo tutti. Ma ci vogliono due secondi di analisi logica del linguaggio per capire chi è che bara.

Chi ha in odio la vita, se stesso, il bambino che pretende a tutti i costi, fino a violentarlo con la forma di violenza più terribile: negarGli il seno della madre. Ci dipingono come coloro che odiano, perché sanno benissimo che la gente è stata preparata da anni ad accogliere la sensazione dello stomaco come verità, negando la ragione, il cervello, e perfino il cuore. Sì, solo di stomaco si tratta. Così, il mondo è stato capovolto: se tu difendi il diritto del bambino, sei uno che odia. Chi bullizza un innocente per farne un trofeo da mostrare in passarella (mentre la madre è tenuta lontano per contratto) sta compiendo un gesto d’amore.

 In un mondo in cui la pancia ha preso il posto del cervello, c’è poco da fare. C’è poco da sperare nel dialogo. Dialogo è dià-lògos: ragione a ping-pong, tra me e te. Ma se tu imbracci il bazooka della censura, nessun ping-pong razionale è possibile. E non ci saranno vincitori, in questo gioco al massacro. Ma solo vinti.

Fate quello che volete, ma non fate del male ai bambini.

Nessun figlio è felice, senza padre.
Nessun figlio è felice, senza madre.

Alessandro Benigni

Catechismo della Chiesa Cattolica:
“Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, 238 la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». 239 Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.
2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione”.
Alessandro Benigni

Sorgente: Chi odia chi? – Alessandro Benigni

Rispondi