che siate maledetti.

Oggi faccio un po’ di pubblicità. Parlo dei miei libri.
Io sono lo scrittore fantasy, che onestamente non è un ruolo molto intellettuale, e quindi ho passato la giornata di oggi a immaginare cosa direbbero alcuni miei personaggi davanti agli episodi sempre più frequenti negli ultimi 15 anni. Che cosa direbbero i personaggi, così tanto per ridere, tanto per passare il tempo, nell’ipotetica situazione che si trovino di fronte a un’armata, e a tutti i suoi mandanti, un esercito particolare dove non c’è niente di male a uccidere una donna che aspettava un bimbo. E tanti altri. Tanti e tanti.
È solo un giochetto letterario.

Yorsh L’ultimo elfo: il cuore dell’universo batte col mio. Posso sentire le ali di ogni singolo passero, l’agonia di ogni creatura del creato risuona di dolore nella mia anima, ma dal coraggio dei miei antenati è arrivata una spada perché, con la morte nel cuore, io possa combattere e difendere. Prego in una vostra resa, che io non debba portare sulla mia anima la vostra morte. Prego nel vostro pentimento, che io non debba essere responsabile della vostra eternità. Prego ogni istante, che la scintilla dell’umanità risorga dentro di voi, insieme al ricordo della luce dell’alba e quella delle stelle e vi ricordi che site uomini, ma se l’unica strada per fermarvi il vostro sangue la vostra eternità sono pronto a percorrerla. Il mio sangue sono pronto a versarlo perché quello che voi avete versato che l’ultimo. Sono venuto fermarsi. La mia spada brilla nel buio.

Rosalba, regina di Daligar. Fratelli. Sorelle. Oggi piangiamo i nostri morti. Piangiamo coloro che non sono qui e mai più ci saranno. Piangiamo oggi la nostra tristezza di dover vivere senza di loro, ma non piangiamo loro, perché ora sono dall’altra parte del vento dove il dolore non esiste, neanche quello lieve della nostalgia. Coloro che ci hanno lasciato non sono soli nei Regni della Morte perché tutti i nostri antenati li hanno accolti e consolati e nel momento in cui noi passeremo dall’altra parte del vento, li troveremo ad attenderci su prati infiniti, sotto cieli sterminati, dove le stelle brillano anche nel sole. Non disperiamoci, mentre ricordiamo. Noi ricorderemo e ogni anno, nell’anniversario della loro morte, porremo lumi nei luoghi che hanno visto la loro sofferenza e piangeremo tutti insieme la loro assenza, perché la perdita della memoria è la peggiore delle vergogne. Io non sono che una donna, ma ho il cuore di un re: combatterò con voi e per voi. Io non sono che un re, ma ho il cuore di una madre e chiunque mai oserà alzare una mano sui miei figli o sul mio popolo, troverà la mia spada e la mia collera. Io combatterò per i miei figli e per il mio popolo, tutte le volte che sarà necessario e non avrò paura di nulla, purché il respiro dei miei figli e del mio popolo viva.

Rankstrail, Capitano dei Mercenari. Sono venuto a maledirvi. Che la vostra vita sia dolore, che l’acqua che portate le labbra sia fiele, che il cibo che cercate di inghiottire diventi sabbia arroventata. Sono venuto a combattevi. Sono venuto a annientarvi. Sono venuto a fermarvi. Sono venuto a salvarvi, se c’è ancora un frammento di anima da salvare, perché solo se li fermo voi potete essere salvati.

Hania. Sono figlia dell’Oscurità, il mio cuore è pieno di ferocia. Se incontrassi il vostro sguardo nel buio più totale della notte più nera vi riconoscerei. Conosco la vostra anima meglio di voi, conosco l’attimo di onnipotenza quando hai in mano la vita di qualcuno. Quindi io ve lo posso dire. La crudeltà è un’avventura di poveri cialtroni. Io vengo dall’oscurità e l’ho lasciata. Conosco tutte le vostre vie. Fermatevi o io vi seguirò fino all’inferno. Consegnatemi le vostre armi o rimpiangerete di averle avute. Io sono nata dall’oscurità e l’ho lasciata. Io nell’oscurità eterna vi rinchiuderò per sempre.