Charlie Gard

Charlie Gard ha una malattia mitocondriale, che leva forza a tutti i suoi muscoli, ma non causa dolore.

Non è in coma. Quindi è verosimile che riesca a percepire la voce e le carezze della mamma e del papà e a provarne piacere.

Una vita piccola. Il cervello umano ha capacità straordinarie di adattamento. Si adatta a una vita piccola, soprattutto se in questa vita c’è gioia. I medici inglesi ritengono Charlie senza speranza e ritengono che la sua vita debba finire.

I genitori hanno raccolto oltre un milione di sterline per portare Charlie in USA dove c’è una cura sperimentale. I medici inglesi obbiettano che non è certo che la cura possa essere utile a Charlie è sperimentale e quindi non se ne conoscono gli effetti collaterali.
Per quanto possa essere infinita la nostra fede nelle potenzialità dell’imbecillità umana, questa è troppo grossa.
Preferite una morte certa e certamente priva di effetti collaterali a una cura incerta?

Vi hanno lobotomizzato o siete nati scemi?
I genitori sono esseri umani e vostri cittadini e hanno il diritto di portare il loro bimbo dall’altra parte del mondo, di tentarle tutte.

Se poi la cura non gli fa bene e gli fa male, tranquilli, sarete sempre in tempo a presentarvi con la pietosa proposta della vostra morte statale.
Ma perché imporla a tutti i costi anche ora? C’è qualcosa di mostruoso e di strumentale, come se dovesse passare il principio della morte obbligatoria contro il parere di tutti, familiari inclusi.
E se la cura funzionasse?
E se domani qualcuno trovasse una cura perfetta.
E se il piccolo stesse vivendo una vita piccola e piena di gioia?
Perché ai genitori del piccolo è negato il permesso di portarlo fuori dalla Gran Bretagna?
Perché possono essere costretti ad assistere alla morte statale del loro bambino?

Perché abbiamo abdicato alle nostre vite a favore dello stato.
Perché fuori dalla legge di Dio le vite piccole non hanno valore.

Silvana De Mari