Cavalieri medioevali

La fedeltà giustamente, come la castità, come negarlo, è un valore medioevale, appartiene cioè ad un’ epoca straordinaria, il tempo incredibile quando capomastri semianalfabeti costruivano cattedrali di una bellezza sublime, e in grado di sfidare i secoli ( in assoluto le mie opere architettoniche preferite),Dante scriveva la Divina Commedia ( in assoluto il mio libro preferito) Giotto affrescava la sua Natività (in assoluto l’immagine artistica che preferisco).
La fedeltà, come la castità, è qualcosa per gente seria. Gli isterici sempre in balia delle proprie emozioni , non sono in grado di tenerle fede e anzi la disprezzano. La credono, nel loro totale disequilibrio, una perdita di libertà . La fedeltà è la più alta forma di libertà, la libertà sublime di tenere fede. Se tu morirai prima di me io ti terrò la mano, se io morirò prima di te, tu mi terrai la mano. Dopo aver giurato fedeltà non non ci innamoriamo di nessun altro, perché quando sei concentrato su qualcuno, lealmente disposta a sostenerlo sempre, non ti innamori. L’innamoramento nasce nel cervello, non nel cuore, nasce cioè nello stesso posto dove c’è il pensiero. Dove il pensiero non lo vuole , l’innamoramento non avviene. Quindi noi cavalieri medioevali teniamo fede.
Fare l’amore ha senso solo con persone cui vogliamo bene e a cui teniamo all’interno di relazioni serie. Perché il corpo umano paga alla promiscuità sessuale un costo altissimo e la mente ancora più grave. E poi c’è la sessualità sacra , quella all’interno di un rapporto di fedeltà , di unicità , dopo essersi giurati davanti a Dio che si andrà avanti fino alla fine. Ma questa è roba per noi , cavalieri medioevali, questa non è roba per tutti , mi dispiace , occorre essere senza paura. Chi è terrorizzato di perdere la sua libertà , l’impulsività, chi è in balia del Ma se poi cambio idea, non ce la può fare. Quindi signori io cavaliere medievale vi abbandono e vado a dirmi il Rosario che oggi è magnifico ( e include il Magnificat).
Silvana De Mari. 

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