caldarola e la libertà elementare

L’Unità-Peppino Caldarola:" Caro Ovadia su Vauro sbagli"

Peppino Caldarola è stato protagonista di una disavventura – la condanna a risarcire Vauro con 25.000 euro per diffamazione – ne parlo da qualche giorno Moni Ovadia ha difeso Vauro, contro Fiamma Nirenstein, confermandosi pronto come sempre a stare dalla parte di chi, realmente, diffama il prossimo.
Il dubbio ci viene che questi eroi  dell’antibavaglio  altri non siano che nostalgici del Partito Unico, incubo di popoli e nazioni che per loro invece è stato un sogno e ancora gemono per non averlo realizzato.
Ecco l’articolo:

Peppino Caldarola

Vorrei provare a discutere con Moni Ovadia e, se è possibile, addirittura con Vauro. Sono abituato a non perdere mai di vista il filo del dialogo anche, come in questo caso, nella contrapposizione più netta. Vauro ha fatto una vignetta che secondo Moni Ovadia appartiene al suo stile «giustamente feroce». Io ho replicato con un pezzo, di chiaro sapore satirico, altrettanto «giustamente feroce». Non ho scritto che Vauro è un antisemita, ho interpretato l’effetto che la sua vignetta ha fatto su di me, e sulle comunità ebraiche del mondo, dicendo che mi faceva venire alla mente l’insulto sulla «sporca ebrea». Vauro ha querelato, il pubblico ministero mi voleva assolvere, il giudice mi ha condannato imponendo una provvisionale che si applica solitamente ai delitti di sangue, agli omicidi ad esempio, e agli stupri. Vedo tre diritti violati dalla sentenza. Il primo è il mio diritto di criticare satiricamente Vauro. Se lui può essere «giustamente feroce» perché io no? Poi c’è un altro diritto che appartiene a una sensibilità che sicuramente Ovadia ha. Ho difeso Fiamma Nirenstein dallo stereotipo che la raffigurava, nella vignetta, con la stella di David cucita sull’abito e il naso adunco. Ovadia sa chi l’ha usato e perché. Dice Ovadia che Fiamma sta con la destra. E che c’entra? Per la prima volta si sancisce che un cittadino italiano possa essere caratterizzato antropologicamente per le sue opinioni politiche. I cittadini italiani di religione ebraica o di famiglia ebraica votano per chi vogliono. Io se li vedo offesi, reagisco indipendentemente dal consenso o no sul loro credo politico. Fiamma è stata ritratta con una mostrificazione sgradevole sia per le sue connotazioni, diciamo così etniche, sia per l’immagine sfigurata del suo essere donna. È giusto farlo? Se sì, è giusto criticare riassumendo, con una frase «giustamente feroce», quel che quelle immagini provocano in chi legge e guarda? La faccenda è tutta qui. Personalmente non credo di dover chiedere a un cittadino italiano di religione o di famiglia ebraica per chi vota. Non credo che a un cittadino italiano, diciamo ariano, verrebbe affibbiata una connotazione etnica se si schiera in un campo opposto alla sinistra. Perché invece con Fiamma, donna e ebrea, si può fare? In questi mesi si è molto detto e combattuto contro il bavaglio alla stampa. Per questa ragione, Ovadia dovrebbe ricordarlo, Fiamma non ha querelato Vauro pur essendone stata offesa. Perché un sostenitore dell’anti-bavaglio e il suo mondo di riferimento, invece, pretendono che sia io a mettermi il bavaglio? Le comunità ebraiche di tutta Italia hanno deciso di raccogliere il denaro necessario a pagare la provvisionale a Vauro. Io ho detto, e ripeto, che preferisco il carcere. Sto ponendo una questione di principio, anzi più d’una. Compreso il diritto di stare con Fiamma e con tanti altri dalla parte di Israele. Il giudice di Roma ha invece sancito che chi ha un diverbio politico con un cittadino ebreo ha il diritto di raffigurarlo secondo stereotipi razziali e che chi critica possa essere querelato e condannato.

 

 

Vorrei aggiungere qualche parola: Beppe Grillo era stato assolto dalla magistratura italiana, in quanto le sue parole erano satira, per la frase Le deputate del pdl sono tutte puttane.

Forse è il caso che ci procuriamo un buon dizionario e scopriamo che satira ed ingiuria non sono sinonimi.

In più, tutte le volte che qualcuno parla di deputate del pdl i primi due nomi che mi venbgono in mente sono la Signora Fiamma Nirentstein e la signora Suad Sbai .

Chiunque abbia ingiuriato Fiamma Nirestein e Suad Sbai ha fatto un’affermazione fuori dalla decenza e fuori dalle regole democratiche. Chiunque latri ingiurie che riguardino intere categorie di avversari politici, dimostra che il concetto base della democrazia gli è sfuggito e gli è irraggiungibile.

 Credo che Caldarola sbagli sulla sua possibilità di scegliere tra pagare ed andare in prigione. La scelta deve essere data dal giudice ed in questo caso non è stata data. (se ci sono avvocati tra i miei lettori, mi mandino per favore la loro opinione)

Credo che Caldarola abbia solo la scelta tra pagare spontaneamente o subire il pignoramento dei suoi beni, quindi, ad ogni buon conto ho cominciato a raccogliere il denaro.

Questi 10 euro di cui ci siamo tassati sino anche una maniera per essere vicini al gentiluomo Caldarola, per essere vicini alla signora Fiamma Nirenstein  che siamo con lei ma, ancora più importante stiamo dando 10 euro, ma saremmo disposti a dare il nostro sangue, per la libertà di parola in questo paese.

Hanno dato 10 euro fino ad ora

Patrizia D’Ambrosio

Silvana De Mari

Stefano Ferreri

Umberto Ferreri

Floriana Indaco

Valerio Salvatori

Siamo a 60. L’importante è cominciare. Chi vuole mandare 10 euro mi contatti al silvana.demari@libero.it

E se, come ci auguriamo, non dovesse essere necessario?

Allora il denaro raccolta andrà a

Amici di Alyn . Alyn è un ospedale a Gerusalemme che assiste i bambini portatori di gravi problemi neurologici e muscolari, e, non solo come tutti gli ospedali israeliani, è un luogo dove ebrei e arabi stanno fianco a fianco, ma è anche un ospedale dove bambini  israeliani e bambini abitanti di Gaza e Cisgiordania stanno fianco a fianco e vengono curati insieme.

Amici di Alyn

Presidente Nazionale:  Comandante Aldo IZZO
Via Jacopo Nani, 29/A
30126  LIDO DI VENEZIA
Tel.  041 5266249
e-mail: aldo.izzo@hotmail.it

 

Associazione fondata a Venezia nel 1984 da Luciana Bassi Sullam e dalla stessa presieduta sino alla Sua scomparsa, nel 2004. Trattasi di Associazione senza scopo di lucro, il cui fine è promuovere raccolta fondi per favorire lo sviluppo dell’Osprdale ALYN di Gerusalemme, Israele:

ALYN HOSPITAL
84, Shmariyahu Levin Street
JERUSALEM  91090
I S R A E L

Tel.  ++ 972 2 649 4224
Fax   ++ 972 2 643 3653

Emanuel Segre Amar ha visitato l’ospedale Alyn di Gerusalemme. E’ entrato in una stanza dove, tra gli altri,  un padre ebreo ortodosso stava chino su suo figlio e una donna araba velata stava china sul suo.

Il bambino arabo, un bambino già grande, di 4 o 5 anni, sotto la guida del fisioterapista, ad un certo punto si è staccato dal suo sostegno ed è riuscito a fare il suo primo passo senza appoggio. E’ scoppiato un grido di gioia: tutti i presenti, fisioterapista, visitatori, la mamma del bambino arabo, il padre ebreo ortodosso, tutti hanno gridato di gioia e si sono dati la mano.

 

Sdm

 

 

 

Comments

  1. Cara Silvana, oggi un amico mi ha passato questo video. L’ha realizzato lui ed è girato tra le vie antiche di Ferrara. 

     

     

Comments are closed.