breve storia del sionismo parte prima

 

 

 

Breve storia del sionismo

Una nota di introduzione

Ogni popolo ha diritto a una terra. La terra d’Israele è la nazione del popolo d’Israele. Se questa affermazione fosse contraddetta vorrebbe dire che il popolo d’Israele non ha diritto a una terra. La definizione di popolo: un insieme di persone con la stessa storia, la stessa lingua e la stessa religione. Esiste un popolo ebraico. Non esiste un popolo palestinese perché non c’è nulla che differenzi le persone che vivono in Cisgiordania dalle persone che vivono in Giordania o le persone che vivono a Gaza dalle persone che vivono in Egitto. Non possiamo parlare di Israele se prima non ricordiamo tre cose:

1) Israele, sempre e da sempre è la terra del popolo di Israele.

La diaspora causata dai romani fu parziale. Una parte degli ebrei fu allontanata dalla loro terra. I romani non erano tecnicamente in grado di commettere un gesto di deportazione totale. Una parte quindi è sempre rimasta lì. Israele è sempre stata continuativamente la terra del popolo ebraico, popolo i cui appartenenti  a volte sono diminuiti drammaticamente come dopo i massacri compiuti dei crociati. Ma Israele è sempre stata la terra degli ebrei, alternativamente occupata da cristiani o islamici, con la sua popolazione originaria sotto dominazione, ma non ha mai smesso di essere la terra del popolo di Israele. Tanto per saperlo, la parola Palestina è stata coniata dai romani nel 70 d.C. ed è una deformazione della parola filistei. Il senso della parola introdotta dai romani era questo: questa terra non è più la terra d’Israele, piuttosto la consegnammo ai loro nemici storici, i filistei, e la chiamiamo Palestina.

Nessuno fa un favore ad Israele proclamando il suo diritto all’esistenza. Quel diritto non è un favore concesso, ma un diritto acquisito e da qui si passa alla prima affermazione: chiunque attenti a quel diritto è a prescindere, a priori dalla parte del torto, anche se attenta solo verbalmente.

Il diritto d’Israele ad esistere, così come quello degli Stati Uniti, dell’Arabia Saudita, e di altri 152 paesi, è assiomatico ed assoluto. La legittimazione d’Israele non è sospesa a mezz’aria in attesa di riconoscimento.

In tutto il Medioevo abbiamo innumerevoli prove, testimonianze della ricchezza intellettuale della presenza ebraica in terra d’Israele, e sono testimonianze ripeto di una ricchezza straordinaria soprattutto grazie ai due centri di studi cabalistici. A questo nucleo di ebrei mai andato via dalla propria terra se ne aggiunge un altro con il sionismo.

 2) Agli ebrei sempre stati in terra di Israele se ne aggiungono altri giunti per immigrazione e acquisto delle terre, per cui gli ebrei diventano la netta maggioranza. Per immigrazione e acquisto delle terre il Libano e il Kossovo sono diventati stati musulmani negli ultimi due decenni, per calcolare solo i due stati più recenti,  e nessuno mette in discussione la legittimità delle loro popolazioni.

Il sionismo nasce alla fine del secolo 19º in quanto molti ebrei europei si rendono conto dello spaventoso aumento della violenza dell’antisemitismo, in Europa e in terra islamica: il processo del 1840 a Damasco dove la comunità ebraica fu sterminata per l’accusa di aver rapito e ucciso un frate francescano per bere il suo sangue, il caso Dreyfus in Francia, i pogrom e le leggi in terra russa testimoniavano come ovunque la vita degli ebrei fosse minacciata. Occorreva trovare un’alternativa a questo ovunque. Perché l’antisemitismo stava diventando mortale? Per il successo ottenuto dagli ebrei in tutti i campi: scientifico, economico, letterario, filosofico. In seguito alla caduta delle leggi che discriminano gli ebrei, l’antisemitismo aumentò in maniera spaventosa. Gli ebrei hanno una solidissima alfabetizzazione che risale all’epoca del bronzo. Inoltre la stragrande maggioranza di loro conosce due lingue: la lingua nazionale del paese di appartenenza e l’ebraico. Lo studio della Bibbia, della Torah (Pentateuco), e lo studio dei commenti della Torah, il Talmud, costituiscono un allenamento al pensiero. Questo ha reso il minuscolo popolo ebraico, in questo momento in tutto il mondo, incluso Israele, gli ebrei non superano i 14 milioni di abitanti, l’èlite culturale del mondo. In Ungheria, per esempio, gli ebrei erano il 10% della popolazione, ma era il 50% dei medici, il 50% degli ingegneri. Il figlio di una famiglia alfabetizzata da millenni, che da cinque anni era scuola rabbinica a leggere la Torah in ebraico, scritto da destra verso sinistra senza vocali, e a commentarla nel Talmud, scritto in ebraico e aramaico, quando si trovava a sei anni sugli stessi banchi di scuola con i figli di contadini analfabeti, non poteva che essere dannatamente bravo. L’odio è arrivato alle stelle. I tre episodi più famosi sono:

L’affare Dreyfus in Francia che dimostrò l’ossessione antisemita di quello che avrebbe dovuto essere il mondo europeo posto illuminista

Il cosiddetto pogrom burocratico: l’insieme di leggi durissime che nel mondo russo discriminava gli ebrei, impedendo loro professioni, lavori, abitazioni: rinchiudendoli cioè in un mondo privo di libertà è pieno di miseria.

Il grandissimo numero di persecuzioni del mondo musulmano, e in particolare i processi a Damasco con la condanna a morte di numerosi ebrei dopo l’affermazione, ottenuta sotto tortura, che il pane azzimo della Pasqua era ottenuto mischiando la farina e il sangue dei bambini musulmani. Questa affermazione è tuttora presente nella maggioranza dei libri scolastici di bambini dei territori palestinesi, dell’Algeria, dell’Arabia Saudita.

Dato l’aumento dell’antisemitismo nacque in un gruppo di ebrei e sogna di ritornare nella madrepatria essendo la presenza di uno Stato ebraico, di uno Stato cioè dove ogni ebreo in fuga dalle persecuzioni da qualsiasi parte del mondo trovasse rifugio, uno Stato dotato di un esercito ed un corpo diplomatico, l’unica possibilità di intervento per salvare gli ebrei del mondo da tutte le persecuzioni. Il sionismo nacque come movimento laico che guardava gli ideali del liberalismo frutto delle rivoluzioni borghesi europee.

Theodore Herzl è il fondatore del sionismo. La parola usata, Sion, è un termine geografico, non religioso. Il simbolo usato, la stella di Davide che in realtà è lo scudo di Davide, è un riferimento al personaggio storico di re Davide, re d’Israele e il fondatore di Gerusalemme, città fondata da re Davide, ripeto, che 3000 anni fa, ben prima della fondazione di Roma, ben prima della nascita di Maometto, era la capitale dello Stato ebraico.

Nel 1915 quindi la terra d’Israele faceva parte dell’impero ottomano. Lo sterminio degli armeni fu in realtà sterminio di armeni ed ebrei. Le due minoranze erano atrocemente odiate in quanto èlite culturali del paese. Gli armeni erano il 10% della popolazione ma erano il 50% dei medici, il 50% degli ingegneri. Mi fermo qui a fare una considerazione importante: la popolazione cristiana in Turchia era all’inizio del secolo scorso il 15% del popolazione, oggi è lo 0,6%. La popolazione cristiana in Nord Africa era circa il 20% da popolazione con nutrite comunità ebraiche. Ora le comunità ebraiche non esistono più, quelle cristiane nemmeno, con l’eccezione di un 10% di popolazione egiziana costituita da copti, che è sotto attacco e sarà presumibilmente cancellata nel giro massimo di 10 anni. Lo sradicamento della presenza ebraica e cristiana dalla parte meridionale e orientale del Mediterraneo comincia con il massacro degli armeni e degli ebrei turchi, sterminati dai Giovani Turchi di Ataturk. Si trattava di un movimento molto laico ed infatti la ragione teorica dello sterminio consiste nel fatto che armeni ed ebrei non sono ariani. I turchi invece, che provengono dal centro dell’Asia, secondo le deliranti teorie razziali lo sono. Se in Turchia il numero degli ebrei è piccolo e il loro sterminio si perde in mezzo alla tragedia del popolo almeno, in terra d’Israele il loro numero è già grande. Si scatenano contro gli ebrei spaventose persecuzioni. Per sopravvivere, per salvare tutto il popolo, molti ebrei decidono di schierarsi dalla parte di Francia e Inghilterra. Il lavoro di intelligence fatto da molti ebrei, e in particolare dalla famiglia Aaronson, mise il popolo d’Israele tra i vincitori della guerra.

3) Il piccolo stato di Israele per gli ebrei e l’enorme stato di Giordania per i musulmani.

Dallo smembramento dell’impero ottomano, uscito sconfitto dalla prima guerra mondiale, e soprattutto nazione genocidi aria che aveva commesso stermini di massa contro cristiani armeni ed ebrei, uscì la formazione di una serie di stati. Fu evidente a causa degli stermini perpetrati contro cristiani ed ebrei l’assoluta necessità di proteggere le minoranze cristiane e ebraiche in due Stati che fossero uno Stato cristiano e lo Stato ebraico.

Questi due Stati sono il Libano e Israele. Quindi facciamo riassunto dallo smembramento dello Stato ottomano sono nati:

La Siria, Stato musulmano, con una minoranza cristiana che non si riconosce nello Stato e che viene perseguitata.

Il Libano, Stato cristiano. Il Libano fu creato a maggioranza cristiana, uno Stato cristiano dove i cristiani fossero al sicuro: di tutti i luoghi della cristianità il Libano e Siria sono i più antichi: il Libano restava ancora una maggioranza cristiana. Attualmente il Libano è a maggioranza musulmana e per le angherie circa un milione di cristiani libanesi hanno abbandonato il paese.

Israele come Stato ebraico.

La Giordania, Stato musulmano, con una minoranza di cristiani e una minoranza di ebrei.

L’Iran o Persia: Stato musulmano, con una minoranza di ebrei e una di cristiani che sommati facevano il 10 %. L’Iran è diviso a sua volta in una maggioranza sciita e una minoranza sunnita. Attualmente la minoranza di ebrei non esiste più e quella di cristiani è minima.

L’ Iraq: Stato musulmano con una minoranza di cristiani e una minoranza di ebrei. Al momento i cristiani sono enormemente diminuiti e sono costantemente sotto attacco, (Santa Maria di Bagdad diventata celebre con il nome di Santa Maria del Massacro. Mosul dove la pulizia etnica è tragica e davanti alle case cristiane c’è il simbolo della N diNazareno) e gli ebrei non ci sono più: in parte sterminati da Saddam Hussein, in parte “acquistati” e messi in salvo dallo stato di Israele che così pose fine alle persecuzioni.

L’Egitto, Stato musulmano con una percentuale di cristiani che all’inizio del secolo scorso era il 25 %, adesso è meno del 10%. La comunità ebraica egiziana non esiste più. 

L’Arabia Saudita, stato musulmano. Puro. Nessun ebreo può entrare in Arabia Saudita. Se dovete andare a lavorare in Arabia Saudita, vi chiederanno un certificato di battesimo, per dimostrare che non siete ebrei.

La necessità di queste divisioni è nata dal fatto che lasciare  comunità  cristiane od ebraiche in uno Stato musulmano vuol dire, nel tempo di qualche decennio,  condannarle a morte.

L’esistenza di due minuscoli Stati non musulmani, Libano ed Israele, serviva proprio per dare rifugio e sopravvivenza a due minoranze sotto attacco, perché, guardate una cartina e confrontate i dati antropologici di cento anni fa e di ora, e risulterà evidente che c’è una politica precisa di sradicamento della presenza ebraico-cristiana ovunque sulla costa meridionale e orientale del Mediterraneo, politica che avrebbe già raggiunto il pieno successo se non fosse inciampata sull’ostinazione del minuscolo Stato israeliano, 19.000 chilometri quadrati senza una goccia di petrolio, a esistere.

 

L’esistenza dello Stato ebraico fu quindi garantita dalla dichiarazione di Balfour, nel 1917.

Nel 1917, la Gran Bretagna emise la Dichiarazione Balfour:

“Il Governo di Sua Maestà vede con favore lo stabilirsi in Palestina di una dimora nazionale (national home) per il popolo ebraico, e farà del suo meglio per facilitare il conseguimento dell’obbiettivo; sia ben inteso che non si farà nulla che possa pregiudicare i diritti civili e religiosi delle comunità non-ebraiche di Palestina od i diritti e la condizione politica goduti dagli Ebrei in qualsiasi altro paese”.

Il mandato alla Gran Bretagna perché si adoperasse perché il nuovo Stato nascesse fu promulgato dai 52 governi della Società delle Nazioni. Il mandato fu promulgato dai 52 governi della Società delle Nazioni il 24 Luglio 1922.

Occorre qui ricordare che il motto del sionismo era un popolo senza terra per una terra senza un popolo. La terra riservata al popolo ebraico era una terra di una miseria assoluta e praticamente disabitata. Propongo di leggere le descrizioni.

Mark Twain, che visitò la Palestina nel 1867, la descrisse così: "… [un] paese desolato il cui suolo è abbastanza ricco, ma è dato tutto alle erbacce – una contrada silenziosa e dolente … C’è una tal desolazione che neppure l’immaginazione può adornarla con la pompa della vita e dell’azione

… Non abbiamo mai visto anima viva per tutto il viaggio … Ovunque c’era a malapena un albero od un cespuglio. Anche l’olivo ed il cactus, che rapidamente attecchiscono nei terreni senza valore, avevano praticamente abbandonato il paese".

 Il cosiddetto popolo palestinese non esisteva. Il territorio di Israele era desertico nella parte meridionale e paludoso in quella settentrionale. I palestinesi sono arabi giordani o arabi egiziani immigrati in Israele negli ultimi 80 anni, dopo che il lavoro dei sionisti ha reso una terra di scorpioni un giardino.

Le terre furono acquistate dai sionisti, e pagate a prezzi altissimi, folli. Erano terre disabitate e non abitabili, Dopo il loro spaventoso lavoro, lavoro pagato con migliaia di morti uccisi dagli stenti e dalla malaria, la terra di Israele è diventata preziosa.

Il problema non è un problema di terra, ma un problema religioso.

Comments

  1. se posso vorrei consigliare un libro: "una storia di amore e tenebra" di Amos Oz. E’ la biografia dell’autore, ma al contempo il racconto della nascita di Israele. La storia della sua famiglia altro non è che il racconto per esperienza diretta delle vicende che portarono alla creazione dello stato.

    Quando si è stremati dalla fatica di documentarsi tramite fonti storiche e storiografiche, un bel romanzo è quello che ci vuole 🙂

     

  2. NB questo è un mio parere perciò eviterò di scrivere ogni 2 righe "secondo me" o simili, datelo per scontato per favore.  Perfettamente d’accordo che (come lei riassume tra la 6 e la 4 frase finale) il popolo palestinese non esistesse. Però ora, dopo più di 50 anni, si è creato questo popolo la cui identità, al 90%, coincide con 2 caratteristiche/sentimenti:

    1 sentirsi vittima di Israele; 

    2 volere l’annientamento di Israele.

    Il popolo palestinese è stato forgiato su sentimenti quali la paura, la rabbia, la vendetta.

     

  3.  é stato forgiato anche con il denaro: un fiume di denaro dall’islam ma anche dall’occidente perché non smetta a guerra consegnato in mano ad elite criminali e corrotte senza mai chiedere in cambio nè la pace nè il riconoscimento di Israele, é stato forgiato anche dal rifiuto di ogni nazione araba ad accoglierli e dai massacri perpetuati ovunque e soprattutto in Giordania e Siria. Sia lo statuto di Hamas che quello di Fatah prevedono la distruzione di Israele. Quello di Hamas prevede anche l’assassinio di ogni singolo ebreo sulla terra. Nessuno dei due statuti ha un solo articolo sul benessere o la sicurezza dei cittadini. Ma forse sarebbe più corretto dire sudditi. Ogni singolo giorno sono decina, anche fio a 30, i palestinesi uccisi a Gaza in quanto "collaborazionisti". Sono cioè quelli che vogliono la pace, i veri eroi. I dissidenti sono torturati, poi rimandati a casa la sera con l’obbligo di tornare il giorno dopo a farsi torturare un altro po’. Se non tornano vanno a prenderli a casa e prendono tutta la famiglia.

  4. Aggiungo anch’io un parere personale: ho tentato di leggere "Storia di amore e di tenebra". Ce l’ho messa tutta. Ho eroicamente resistito fino allo stremo delle forze. Poi non ce l’ho più fatta e sono stata costretta a mollarlo. Recentemente mi è ricapitato in mano e ho avuto modo di verificare che mentre ero convinta di avere resistito per 300 pagine (su 600), in realtà mi ero arresa a pagina 150. In assoluto il peggior mattone che mi sia capitato in mano in tutta la mia vita (sì, lo so, dicono tutti che è un capolavoro. Io di libri e ho letti migliaia, e questo è proprio il peggiore di tutti).

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