benedizioni

La distopia per ragazzi
In una popolazione “libera”, dove non esistano obblighi sociali o religiosi o statali al matrimonio, in media una percentuale tra il 2 e il 3 % eviterà il matrimonio, semplicemente perché ognuno è diverso da un altro, e alcuni desiderano troppo la propria libertà da rischiare di comprometterla. Quando la percentuale sale al di sopra di questi numeri, quella civiltà si sta suicidando. La maternità e la paternità sono resi sempre più difficili, sempre più sconsigliate, sempre più ritardate.
Un nuovo genere, o forse sarebbe più corretto dire una nuova sfumatura, per un genere da sempre esistito. Sto parlando della distopia, dell’antiutopia, della fantapolitica sociale, i figli e nipoti di 1984, sempre più presente nella cosiddetta letteratura per ragazzi, che in realtà, non sarà mai ripetuto abbastanza, è una letteratura anche per ragazzi, perché qualcosa che è buono per un dodicenne lo è anche per un sessantenne, mentre non è valido il contrario. Possiamo prendere come esempi: Bambini nel bosco di Beatrice Masini e La dichiarazione di Gemma Malley. Sono tutte narrazioni che sottolineano il rischio, per le nuove generazioni di ragazzi, di essere sterminate dagli anziani. C’è una strana forma di mancanza d’amore nell’impedire la nascita. Una notevole forma di chiusura. È già descritta in Peter Pan.

Nel 1968 c’è stata una straordinaria scoperta: la pillola anticoncezionale. Finalmente sessualità e riproduzione potevano
essere separate. È stata la quarta volta, dopo vaccinazione, sulfamidici e antibiotici, in cui la classe medica ha avuto in mano qualcosa per contrastare il dolore del mondo. Separare la sessualità dalla riproduzione ha permesso la libertà sessuale, e in molti casi si è trattato di vera libertà. È stato dato un significato folle al termine libertà sessuale dimenticando che libertà non vuol dire fare qualsiasi cosa ci venga in mente, libertà è la capacità di assumersi la responsabilità di quel che si sta facendo. In tutta la storia dell’umanità, dato che dalla sessualità potevano nascere dei figli, essa era riservata all’età adulta. E la sessualità deve essere riservata all’età adulta, non è una cosa né per ragazzi né per ragazzini, perché può essere una distruzione di sé e dell’altro. E anche perché può essere meravigliosa, ma solo una personalità adulta ne può capire la meraviglia. In mano a ragazzi e ragazzini nella migliore delle ipotesi sarà sperperata, nel più probabile farà del male.
Il passaggio dall’adolescenza all’età adulta era segnato da uno specifico rito di passaggio e solo dopo quel rito si accedeva alla sessualità.
Ora i riti di passaggio sono stati aboliti. Il risultato è un’adolescenza squallidamente infinita. Prima degli ultimi cinquant’anni, anche nella letteratura, una persona di venti o ventidue anni veniva definita un uomo o una donna, non un ragazzo. Oggi non ci sono più riti di passaggio, cioè la sessualità può essere fruita già nell’adolescenza, periodo in cui una persona non è adulta, non guadagna, non si assume responsabilità. Detto in parole molto povere, se posso godere della sessualità già nell’adolescenza chi me lo fa fare di diventare adulto?
Sono un ragazzo di trentanove anni è una frase paradigmatica squisitamente postmoderna.
Sono un ragazzo di quarantacinque. A quarantacinque anni si è di mezza età. Un uomo di mezza età. Ma la parola uomo terrorizza. Come la parola donna. Andiamo sul facile. Sono una ragazza di cinquanta anni.
L’accesso alla sessualità in maniera adolescenziale non è nemmeno tanto divertente: crea complessi e fa morti e feriti. E il suo ultimo dono avvelenato è la tentazione di prolungare l’adolescenza a vita. Uno strazio. Diventare uomini e donne che si lanciano nella straordinaria avventura di avere dei figli in fondo fa paura.
I miei più cari auguri per il 2017. Che tutti quelli che sono tecnicamente in grado di farlo abbiano un bambino. L’augurio e la benedizione da sempre, (verificate nella Bibbia) è “avrai una discendenza numerosa. Ma maledizione per eccellenza è “ morirai senza progenie”.
Quelli erano gente seria, che sapeva quello che diceva.
Che siate tutti benedetti.