“Asessualità omoerotica”, la versione di Silvana De Mari

A seguito delle sue affermazioni, l’Ordine dei Medici ha annunciato l’apertura di un procedimento a carico della dott.ssa Silvana De Mari la quale definisce l’omosessualità una “Asessualità omoerotica”. Vediamo di capirne il perché.

di Lorenzo Sarri – 27 febbraio 2017

La dottoressa Silvana De Mari, laureata in medicina presso l’Università di Torino, è specializzata in chirurgia generale, endoscopia dell’apparato digerente e psicologia cognitiva. Ha esercitato la professione di chirurgo presso gli ospedali piemontesi di Orbassano e Moncalieri, nonché in Etiopia. E’ anche un’affermata scrittrice di libri per ragazzi. Sincera cattolica, ha ultimamente aperto un proprio blog silvanademaricommunity.it. Ultimamente, a seguito della sua partecipazione alla trasmissione radiofonica La Zanzara su Radio 24, è diventata nota al grande pubblico per le sue opinioni – comunque supportate da anni di esperienza clinica più che dalle sue convinzioni religiose – espresse sulle persone di orientamento omosessuale (o asessuati omoerotici, come la dottoressa li definisce). Nonostante le critiche arrivate da più parti, la dottoressa ribadisce con chiarezza le sue opinioni, le amplia e le precisa in questa nostra intervista.

La Dott.ssa Silvana De Mari

La Dott.ssa Silvana De Mari

Dottoressa, come forse i nostri lettori sapranno le sue opinioni sull’omosessualità in generale alla trasmissione radiofonica “La Zanzara” hanno suscitato polemiche nel mondo delle associazioni LGBT e non solo. Può spiegarci perché secondo lei, l’omosessualità non è vera e propria “sessualità” ma una “forma di erotismo” appunto disgiunta da un fine strettamente sessuale?

“Da un punto di vista teorico la sessualità è un mezzo creato dalla biologia per creare la generazione successiva mediante l’incontro di un gamete maschile e uno femminile. Dove questo incontro non c’è, dove non ce n’è mai stata la potenzialità in realtà abbiamo erotismo. Una persona che si masturba sta facendo dell’autoerotismo. Due persone dello stesso sesso che si scambiano pratiche erotiche secondo il loro piacere stanno facendo dell’omoerotismo. Ma il punto fondamentale è un altro: questo io vorrei chiarirlo, vorrei sottolinearlo, e vorrei dare una volta per tutte la mia risposta alla domanda Che cos’è l’omosessualità?, o la cosiddetta omosessualità. La mia risposta si articola su tre punti, ognuno dei quali brilla di precisione adamantina. Punto 1: non lo so. Punto 2: perché non lo so? Perché non me ne importa assolutamente niente. E’ congenita, non è congenita, è una forma di isterismo, è un disturbo somatoforme? Non lo so e non mi interessa saperlo. Perché non mi interessa? Perché è una questione del tutto irrilevante, e lascio che gli psicologi ci si divertano. Quello che interessa a me sono due punti. Primo: stabilire, al di là di ogni ragionevole dubbio, che qualsiasi pratica che includa un pene che entra in una cavità anale è dannosa, che sia fatta verso un uomo, o con una donna, è irrilevante. Quindi, siccome ogni popolo ha diritto alla sua lingua e alla sua storia, io mi riprendo il termine biblico di sodomia. La sodomia è antigienica e fa male alla salute.

E’ mio diritto di essere umano e di medico di affermare questa verità inoppugnabile. La sodomia nuoce gravemente alla salute: in una società liberale deve esserci la libertà di praticarla, come deve esistere la libertà di fumare, ma nessuno deve essere imbavagliato quando afferma che si tratta di pratiche dannose. Qualcuno fa notare che forti fumatori non hanno sviluppato il cancro e che non fumatori lo hanno sviluppato, vero anche questo, ma sui grandi numeri il legame statistico è spaventoso ed è stato intuito il legame biologico. Noi sappiamo in quale punto della cellula la nicotina attacca, e in quale punto della cellula attacca le molecole di carbonio, così come sappiamo che la mucosa anale non è capace di reggere il trauma della penetrazione (è molto sottile) e che lo sfintere anale si rompe. Un giorno una fibra, un altro giorno una fibra, e un altro giorno ancora una fibra. Dato che ci sono queste lacerazioni, le cosiddette malattie a trasmissione venerea – che esistono anche nel rapporto uomo/donna, come negarlo – si moltiplicano più o meno per venti, si sovrappongono anche l’una all’altra; dunque in linea di massima, sui grandi numeri, statisticamente, possiamo affermare che la cosiddetta omosessualità maschile – in realtà asessualità omoerotica – sia una catastrofe medica, e che questa catastrofe sia peggiorata dalla forte tendenza alla promiscuità sessuale”.

Nella trasmissione sopra accennata, lei ha esaurientemente spiegato gli effetti sul fisico delle persone di orientamento omosessuale (di entrambi i sessi) della loro vita sessuale, arrivando a invitarli all’uso del preservativo per evitare effetti dannosi sulla loro salute. E’ dunque corretto affermare che – a prescindere dalla sua fede religiosa, di cui lei giustamente non fa mistero – ciò che afferma deriva unicamente dalla sua esperienza clinica, e non da convinzioni religiose, per quanto sincere esse siano?

“Sono decenni che parliamo di preservativo: eppure le infezioni continuano a propagarsi. Ci sono molti gay che hanno una forte tendenza allo spirito di avventura, al rischio, in realtà all’autoaggressione. Il che vuol dire che il preservativo moltissime volte non lo mettono. La gente ha il diritto di fare tutto ciò che vuole con i propri organi sessuali, incluso ammalarsi, ma questa maggiore morbilità già ci suggerisce che l’affermazione sulla supposta normalità della cosiddetta omosessualità, non sia da considerarsi un dogma. E sottolineo cosiddetta omosessualità. Insisto che occorre parlare  di omoerotismo, l’omosessualità non esiste, e ad usare il termine asessuato omoerotico il fascino dell’omosessuale subisce un crollo verticale. Purtroppo siamo in un contesto di vera e propria Neolingua. E’ uscito dieci o quindici anni fa un documentario in cui si chiedeva alla gente cosa volesse dire eterosessuale e le reazioni erano di stupore. Eterosessuale è stato creato per avere una simmetria folle con omosessuale. In realtà l’omosessualità non esiste, la sessualità è sempre con il diverso: due ovuli non fanno un ovulo fecondato, e nemmeno due spermatozoi. Chi glielo fa fare a Madre Natura di avere a che fare con uno sperpero così demente? Da qui la moltiplicazione delle malattie. In ogni caso, l’uso del preservativo è a mio parere il piano B. Col preservativo si evitano le malattie infettive, non i danni meccanici. La persona che abbia sempre usato correttamente il preservativo e che abbia avuto molti rapporti anali, può arrivare serenamente all’ascesso anale. Ci sono comunque i batteri fecali, che sono penetrati attraverso le lesioni. Può arrivare all’ascesso perianale, all’incontinenza rettale, e arriva sicuramente a fistole, emorroidi e ragadi. Anche se i rapporti sono stati tutti sterili grazie al preservativo. Inoltre ricordo che non siamo in presenza della corazza d’acciaio del guerriero medievale, ma di un piccolo oggetto di gomma che si rompe con una certa facilità, e che inoltre nel trauma della penetrazione – in particolare di quella anale, essendo naturalmente l’ano più stretto della vagina – potrebbe subire microlacerazioni, per cui dall’interno sembra intero, ma in realtà qualcosa è passato. Io mi baso su evidenze cliniche quindi: il mio punto è la sodomia, il pene che penetra in vagina.

Voglio però poter parlare della pericolosità di questa pratica che grazie alla pornografia si sta diffondendo sempre di più anche nel rapporto uomo donna. Il secondo motivo per cui ho scatenato tutto questo – perché è evidente che l’ho scatenato, riuscendo a far arrivare le mie parole in tutta l’Italia – è il seguente: esigo, adesso, che siano sospesi tutti i finanziamenti ai movimenti LGBT. In particolare a quello di Roma, che avendo intitolato il suo circolo a Mario Mieli, dimostra in questa maniera la sua fedeltà a un cantore di pedofilia, necrofilia e coprofagia. Chi non lo conoscesse, si cerchi su Google la sua biografia. Lo Stato dunque, per quale motivo finanzia con danaro pubblico spettacoli teatrali per bambini in cui si inneggia alla confusione sessuale? Se alcuni ministri eletti in questo governo pensano che questa sia una cosa giusta, ciò non li autorizza a usare il danaro pubblico per diffondere quella che è una loro opinione. Il fatto che la confusione sessuale sia un vantaggio è un’idea che appartiene a una minima parte della medicina e della psicologia vere, e si tratta di una parte molto politicizzata, che però trova contraria una grandissima parte della popolazione e la totalità dei bambini. Quindi, se a loro queste cose piacciono tanto, le facciano con i soldi loro e non con quelli dei contribuenti. Inoltre, io vorrei sottolineare l’immonda bruttezza di questi spettacoli teatrali. Esistono narrazioni che parlano di argomenti atroci: se qualcuno se lo fosse perso, Alice nel Paese delle Meraviglie parla di una dissociazione mentale. Ma hanno la bellezza. I libri che parlano di bambini con due mamme sono di una bruttezza ottusa e piatta, ma perché dobbiamo tediare i nostri figli con questa roba? Primo, sono falsi (e non si dicono menzogne ai bambini): nessuno ha due madri perché due ovuli non fanno un ovulo fecondato. Inoltre, il bambino la cui madre ha compiuto il gesto atroce di privarlo dell’identità paterna, riducendo l’uomo a dello sperma comprato su Internet, non saprà mai chi sono i suoi fratelli, e potrebbe avere importanti malattie genetiche. Un donatore danese, che ha fatto più di un centinaio di bambini con questo sistema, è portatore di una patologia gravissima e mortale.

Per le donazioni di sperma, grasso che cola se ti hanno fatto l’epatite B e l’HIV, ma di certo non si fanno i test genetici. Con questi libri si nega al bambino il padre. Al figlio con due madri il padre è stato negato. Non è assente come il padre scappato, non è rimpianto come il pare morto. Qui il padre è negato. Al bambino senza padre si nega il diritto al lutto, il diritto alla collera con questi libri indecenti e si nega al bambino normale, figlio di famiglia normale – e sottolinea la parola normale – di fare la domanda lecita Ma si possono avere due mamme? No, non si possono avere due mamme! Ma dobbiamo raccontare menzogne ai bambini solo perché due signore non sono state capaci di sposarsi un uomo per avere un figlio? E lo stesso, ancora più tragica è la condizione del bambino che i vari Vendola, Lo Giudice, Elton John and company hanno creato. Bambini che non hanno madre. Una ha dato l’ovulo, l’altra ha dato l’utero, e questi bambini non hanno una madre. Il giorno in cui gli stavano sparando addosso come cani, molti gay di Orlando hanno telefonato alle loro madri, dicendo: Mamma aiutami, sto morendo! Oppure Mamma ti voglio bene, sto morendo! Ma anche sulle Torri Gemelle la gente ha telefonato alla madre. I figli di Vendola e Lo Giudice non hanno una madre a cui telefonare, non hanno una madre di cui conoscere il viso, né il nome. Mio Dio, che ignobile crimine è stato commesso! Inoltre: la persona gay si sente offesa dalle mie parole. Ho capito. Bene, io mi sento offesa come donna, come madre, come essere umano. Su come sono nati i bambini di Vendola e Lo Giudice sento un’offesa profonda. Io mi sento profondamente offesa quando un tizio di sesso maschile con due protesi di silicone osa dire che è una donna. IO SONO UNA DONNA, per Dio! E il giorno in cui mi facessi castrare e mi mettessi una buffa protesi di pelle sempre infiammata per sostituire il pene e l’uretra – che non sono sostituibili – resterei semplicemente una donna castrata con una protesi, più o meno ridicola”.

A proposito di Neolingua. Da parole quali “maschio” e “femmina”, “guerra umanitaria” e “antipolitica”, fino a slogan come “Je suis Charlie”, la lingua diventa sempre più funzionale al potere. Chi detiene il monopolio dei concetti? Le risposte stanno in questo saggio edito dal Circolo Proudhon Edizioni.

A proposito di Neolingua. Da parole quali “maschio” e “femmina”, “guerra umanitaria” e “antipolitica”, fino a slogan come “Je suis Charlie”, la lingua diventa sempre più funzionale al potere. Chi detiene il monopolio dei concetti? Le risposte stanno in questo saggio edito dal Circolo Proudhon Edizioni e scritto dai redattori de L’Intellettuale Dissidente.

 

In una sua intervista al “Corriere della Sera” lei ha definito le persone di orientamento omosessuale “i nuovi Ariani”. Cosa intendeva? Secondo lei, esiste davvero il pericolo che l’associazionismo gay si trasformi in una sorta di “Anti Defamation League”?

“Sì, per due motivi. Primo, non esistono, come non è esistita la razza ariana. Non solo non era superiore, non c’era proprio. Eppure, tutta la comunità scientifica è andata dietro a questa sciocchezza. Secondo, sono intoccabili. Facciamo alcuni esempi, altrimenti non si capisce questa affermazione. In Canada i dipendenti pubblici devono fare un corso lgbt con relativo esame per dimostrare di essere addestrati alle parole corrette, negli Stati Uniti, i dipendenti statali che osavano affermare di essere contrari ai matrimoni gay venivano licenziati per omofobia. In Inghilterra, le scuole cattoliche sono costrette a tenere interi corsi su quanto è bello il matrimonio gay. In Germania vengono tolti i figli, fisicamente tolti, se i genitori si rifiutano sistematicamente di farli assistere a lezioni di educazione sessuale il cui tema è il gender, perché non possono essere lasciati i bambini a genitori omofobi. In Norvegia sono stati tolti sei bambini – adesso li hanno restituiti ma per mesi sono stati in istituto – a una famiglia molto religiosa perché non poteva non essere omofoba. Come mai però davanti alle famiglie islamiche questi cuor di leone si fermano tutti? E come mai non c’è mai al Pride il carro a favore dei cosiddetti omosessuali ignobilmente e barbaramente uccisi in Arabia Saudita, a Mosul e a Gaza? Di ciò abbiamo parlato soltanto Oriana Fallaci, Magdi Allam, Ida Magli e io; e di come non solo non ci sia un carro in loro favore, ma addirittura ce ne siano a favore dei loro assassini. Vogliamo parlare del caso Media World? Questi hanno deciso di fare una piccola promozione per San Valentino per cui veniva sorteggiata una coppia (intendendosi per coppia l’unica che esiste, un uomo e una donna). Ognuno di noi è nato da un uomo e una donna, e San Valentino ci serve per ricordare Romeo e Giulietta, non Giulietta e Annamaria o Romeo e Giulio, di cui non ci importa nulla, e abbiamo il diritto che non ce ne importi assolutamente niente. Allora, questi a un certo punto sono stati agguantati dai movimenti LGBT, che hanno eccepito: Ma come? E noi? E qui hanno fatto malissimo. Dovevano rispondere: Signori, non abbiamo ricordato voi semplicemente perché siamo esseri umani. E gli esseri umani hanno diritto alla loro storia, alla loro cultura e alla loro religione. La coppia uomo/donna è la coppia di nostro padre e nostra madre, così come è quella di vostro padre e vostra madre. Quindi la nostra offerta resta come noi l’abbiamo fatta. Se non vi va bene, ci dispiace moltissimo perdervi come clienti ma riusciremo a farcene una ragione. E invece no! Loro si son messi in ginocchio, ed evidentemente alla gente fa piacere vivere in ginocchio col cappello in mano e gli occhi bassi con un altro che ti dice quello che devi dire e quello che non devi dire. Ci scusiamo. Non è bastato! Sono stati chiesti televisori e scuse pubbliche. Ma veramente volete passare la vostra vita in ginocchio con gli occhi bassi e il cappello in mano a farvi dire dall’LGBT o dall’Imam di turno che vi dice cosa dovete dire, cosa potete dire e cosa potete fare? Abbiamo combattuto lacrime e sangue per la libertà di parola, i ragazzi della Rosa Bianca si son fatti decapitare, per ridursi col cappello in mano davanti a Gaylex?

Nel momento in cui tu hai avuto il timbro di omofobo, riconquistarsi l’innocenza perduta sono lacrime, sangue e quattrini. Fiumi di soldi che vanno a loro. Ma a un cervello normale di essere insultato non interessa molto: sapeste cosa mi è stato detto nell’ultimo mese, e sapeste quanto poco mi interessa! E in tutti casi anche il mio essere madre si sente profondamente offeso dalla condotta di Vendola o Lo Giudice, la mia essenza di donna si sente profondamente offesa dal fatto che un transessuale si dichiari una donna. Ma come si permette e come osa! Non solo la mia religione, ma anche la mia appartenenza etnico-culturale si sente profondamente offesa dalle varie crocifissioni sodomitiche, dalle parodie delle madonne che piangono lacrime di sangue. Così come mi sono sentita profondamente offesa dalle ignobili e immonde vignette di Charlie Hebdo. Non li ho mai amati. Non c’è una sola loro vignetta che mi abbia strappato un sorriso, neanche una. E questi hanno fatto più danno da morti che da vivi, per quanto possa sembrare incredibile, perché erano comunque dei vili, sono sempre stati vili, e grazie a loro la viltà davanti all’Islam e l’autocensura sono ulteriormente aumentate. Le loro vignette sull’Islam erano veramente acquetta, le loro vignette contro il Cristianesimo erano una roba immonda. Detto questo è evidente che mi spiace che siano stati ammazzati e non sarei andata ad ammazzarli, ma ho dovuto tollerare in nome della loro libertà di parola la vignetta di Charlie Hebdo sulla Trinità, e le associazioni LGBT vengono a dirmi che si sentono offese dalle mie parole!”

Sembra percepirsi un sostanziale mutamento nei vari movimenti gay, rispetto a trent’anni fa. Se prima l’obiettivo non sembrava essere affatto uno sbocco matrimoniale o comunque di regolamentazione legislativa, adesso sembra trattarsi proprio di questo (si pensi alla recente Legge Cirinnà), e la giurisprudenza italiana ed europea sembrano spingere anche per l’adozione di minori a favore di coppie gay. Secondo lei, questo mutamento è genuino o eterodiretto?

“C’è sicuramente un’eterodirezione. Al cosiddetto omosessuale vero, di sposarsi non importa nulla. Dopo tutto il casino fatto in Francia con i matrimoni gay si sono sposate duemila coppie, dopo tutto il casino per la Cirinnà si sono sposate cinquecento coppie. Ma questo è il grimaldello fondamentale per scardinare la topologia del mondo occidentale che dev’essere abbattuta. Per chi volesse i particolari, sono spiegati in un libro non tradotto in italiano ma in un inglese estremamente semplice, reperibile anche in e-book, che è After the ball (Dopo il ballo), scritto da due gay, uno psicologo e un pubblicitario, i quali spiegano come la strategia debba essere su due binari. In primo luogo, i pedofili devono essere tolti per il momento dai piedi, in quanto bisogna conquistarsi una parvenza di normalità. Secondo, mentre una parte andrà avanti con una follia sempre più spinta con il Gay pride, sempre più ridicola, e che sempre più rende ridicola la stessa figura umana, un’altra parte in giacca e cravatta dovrà recitare la parte della persona normale con le tendine alle finestre. Quindi si va sui rapporti stabili, che sono un’assoluta eccezione nel mondo gay, e sul fatto che debbano essere santificati, non si sa perché. Perché dobbiamo dare dei vantaggi a una copia dello stesso sesso? Dobbiamo  dare vantaggi al matrimonio – e matrimonio deriva da madre – poiché all’interno di esso le donne possono diventare madri con le spalle coperte, e io avrò la generazione successiva. Perché a due uomini, poi perché solo due e non tre, e non due uomini, un gatto e un cane? Che si vogliono tanto bene tra di loro, bene, ma chi se ne importa? Ma il matrimonio non è basato sull’amore. Infatti un errore gravissimo è che la rottura del matrimonio sia basata sulla mancanza di amore, non ci amiamo più, mi sono innamorata di un altro, ma basta con questo sentimentalismo sterile! Quindi che due uomini si amino è una faccenda loro.

Non è vero che senza contratto civile e simile non si può seguire il compagno in ospedale, è falso. Io sono un medico, ho iniziato negli anni Settanta. Io non ricordo un solo caso in cui abbiamo chiesto a qualcuno che andasse a trovare un malato Scusi lei chi è? Sono l’amico, sono il fidanzato, sono il cugino, non ci riguardava.  Noi ai malati abbiamo sempre chiesto Scusi, qual è la persona che noi dobbiamo informare, a cui dobbiamo chiedere per lei? E quelli rispondevano Per carità, non a quel pazzo di mio fratello che vuole solo la mia eredità! Chieda a mio cugino oppure chieda al mio amico, se con quell’amico poi ci andasse a letto o meno a noi non interessava. Allora, se la persona gay vuole andare a trovare il suo compagno/a in ospedale o in galera, lo può già fare, se  vuole lasciargli un’eredità, mi faccia la cortesia di andare da un notaio, perché non c’è motivo che io debba facilitare le cose a una coppia sterile che non mi garantisce le generazione successiva. Perché poi ci sono anche i due amici che vivono insieme che evidentemente per dividere le spese magari si sposano anche loro. Oltretutto, quella che è stata introdotta è l’unione civile, quindi hanno commesso un crimine contro la legge i pubblici ufficiali che molto ridicolamente hanno celebrato questa cosa con la fascia tricolore. Doveva essere un contratto civile che si fa davanti a una scrivania firmando lo stesso modulo. E adesso se non sbaglio la Cirinnà ha aggiunto questa postilla che va celebrata. No ragazzi! E’ un contratto come un contratto d’affitto, tu firmi un modulo, ci appiccichi una carta da bollo e te ne torni a casa tua. Ti sei messo il vestito da festa, contento tu, contenti tutti ma la stanza dei matrimoni non dev’essere usata per questa roba. Allora avete ingannato il popolo italiano. Quando ci avete detto non è matrimonio, ma una semplice unione civile ci avete sfacciatamente presi in giro”.

 Il celebre oncologo Prof. Umberto Veronesi, recentemente scomparso.

Il celebre oncologo Prof. Umberto Veronesi, recentemente scomparso.

Qualche anno fa, il suo defunto collega e celebre oncologo prof. Umberto Veronesi ebbe a definire quello tra persone omosessuali “l’amore più puro”. Se la sente di commentare tale presa di posizione? 

“Non ho mai particolarmente ammirato Veronesi come oncologo, in quanto è stato semplicemente un individuo che ha applicato correttamente protocolli fatti da altri. Solamente, per una serie di motivi, rispetto ad altri oncologi – che di certo non valevano meno di lui, né dal punto di vista professionale e men che meno da quello umano – ha sempre avuto fiumi di quattrini e fiumi di visibilità. Tutte le sue idee, al di fuori dell’oncologia, le trovo semplicemente ripugnanti. Egli è stato uno dei tanti partecipanti a una cultura di morte. Veronesi adorava l’aborto: trovava terribile che un medico che guarda un’ecografia e vede nascere dei bambini non possa fare l’aborto, era contrario all’obiezione di coscienza. Questo dimostra il suo valore, come uomo e come medico. Era favorevole al veganesimo, e soprattutto diceva che l’amore di un pene che spacca la cavità anale per entrarci dentro è il più puro, perché non è legato alla riproduzione. Quest’uomo odiava la vita: credo abbia avuto anche dei figli, ma odiava profondamente la vita. L’atto sessuale che genera la vita per lui vale meno dello sperma che finisce nella cavità anale. Non mi risulta un libro di oncologia rivoluzionario scritto da Veronesi, semmai quest’ultimo è stato influente a livello politico e di opinione pubblica. Per inciso, questo è il mito dello scienziato a cui noi dobbiamo la supremazia della razza ariana e tutto quello che ne è conseguito. In linea di massima, lo scienziato, per il solo fatto di essere uno scienziato, probabilmente capisce meno degli altri negli altri campi. Una persona che abbia dedicato dieci ore al giorno tutti i giorni a studiare le stelle, o il cancro, è verosimile che di tutto ciò che non sono stelle né cancro non capisca moltissimo.

Chi sono stati gli scienziati che hanno stabilito la superiorità della razza ariana? Gente che onestamente, all’interno delle loro professioni erano anche bravi, peccato che abbiano parlato di altro. Questo è il mito dello scienziato che nasce con l’Illuminismo: lo scienziato, siccome conosce la scienza, sa come arrivare alla verità. Ma non diciamo sciocchezze! Peraltro il metodo scientifico non lo applica nessuno. Il solo fatto che vi siano delle dichiarazioni dell’Associazione degli Psichiatri Americani APA, che affermano che l’omosessualità esiste ed è normale, e che stanno sdoganando la pedofilia, implica una loro conferma sperimentale? Tutti appiattiti sul pensiero unico, pensato da un pugni di psichiatri, affermato per votazione e diventato scienza. Il problema siamo noi, disposti a scodinzolare intorno a qualsiasi anima più o meno candida (o più o meno nera) che sia riuscita a guadagnarsi il timbrino di scienziato. Gli scienziati ci dicono che quello che conta è come ci si sente. Come ti senti? Tu mi hai fatto sentire male! Se passa il DDL Scalfarotto, allora esisterà il crimine di lesa maestà, come esiste in altri paesi. Un giudice inglese ha stabilito che l’omofobia esiste ovunque uno l’abbia sentita. Quindi uno dice: Il mio papà e la mia mamma mi amavano tanto e uno potrebbe averci sentito l’omofobia, la discriminazione contro i genitori dello stesso sesso. Si sente la transfobia nella frase le donne incinte, perché non è vero che le sole donne restano incinte, potrebbero restare incinte pure le trans. Ma ciò è falso: i trans non esistono, esistono le donne incinte. Alcune donne hanno i baffi e si sono fatte amputare le mammelle ma restano XX. Se non fossero XX non sarebbero donne e non potrebbero essere incinte. Due più due fa quattro, il verde è verde. Quindi, se passa lo Scalfarotto noi abbiamo la lesa maestà. Che cos’è la lesa maestà? Tu puoi sentirti offeso in base al tuo sentimento. La nostra legge invece cosa dice? Che per poter denunciare qualcuno per quello che ha detto, questo deve avermi danneggiato – certo – ma avendo detto il falso. E mi può aver danneggiato con due affermazioni: la diffamazione (La De Mari è un’idiota) o la calunnia (La De Mari ruba al supermercato). Se dicendo la verità io ho offeso qualcuno, e la mia verità è documentabile – La sodomia fa male alla salute ed è antigienica – il problema è del qualcuno. Se qualcuno si è sentito offeso la sua soluzione non è la legge ma il Valium. Quindici gocce fanno stare meglio”.

Come è noto, a seguito delle sue affermazioni l’Ordine dei Medici ha annunciato l’apertura di un procedimento a suo carico. Si va verso un futuro di categorie professionali (vale anche per gli avvocati: si pensi ai legali del network “Gaylex”) che badano più al politicamente corretto che alla fondatezza scientifica e razionale del loro operato?

“Ahimè, tre mesi fa avrei risposto si, stiamo andando verso questo. Adesso rispondo no, il vento è cambiato. La gente si sta tanto rendendo conto. Quelli che non sono disposti a campare con gli occhi bassi e il cappello in mano stanno diventando un esercito. Avevano solo bisogno di qualcuno che facesse sentire la sua voce forte perché sapessero che non sono soli. Ma attenzione, perché la propaganda avversa è micidiale. La propaganda avversa ha di nuovo conquistato la scuola. La scuola si è prostituita al “Nazismo”: gli insegnanti hanno raccontato che la razza ariana esisteva. La scuola si è prostituita al comunismo, e non parlo della scuola sovietica – dove chi non si fosse piegato sarebbe finito in un GULAG – parlo della scuola occidentale. E ora la scuola si è prostituita, chiedo scusa per questo termine così violento. Comunque, l’insegnante è un banale impiegato statale, un dipendente dello Stato, il quale ha un patto con i genitori, che è il patto educativo. Noi mandiamo i nostri figli a scuola perché gli insegnino chi era Napoleone e come si risolve un’equazione. Non ce ne importa niente delle opinioni dell’insegnante sulla sessualità, su Dio, sulla società e su come dovrebbe funzionare. E guai all’insegnante che si azzardi a tirare fuori questi argomenti. Che lo Stato non si permetta di occuparsi di affettività, non ci provi nemmeno! Giù le mani dai nostri figli!”.

Ringraziamo la Dottoressa De Mari per la disponibilità con cui ha voluto sottoporre le sue opinioni all’attenzione dei nostri lettori.

*Intervista a cura di Lorenzo Sarri a Silvana De Mari

 

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