Ancora su La bisessualità psichica

La bisessualità psichica rappresenta una delle realtà dello stato primario della sessualità umana. Essa resta nel sottofondo, nei processi psichici, del bambino e dell’adulto.

La bisessualità psichica  è la capacità di riconoscere intimamente e interiormente i due sessi e di farli dialogare al proprio interno e non il fatto di possedere entrambi sessi o giocare a sperimentare entrambi i sessi contemporaneamente.

Così ha un proprio ruolo quando il bambino integra la propria identità sessuale in continuità con il proprio corpo  sessuato a partire da una identificazione inconscia con gli aspetti maschili e femminili dei propri genitori, ma anche nell’adolescenza con le immagini di uomini e di donne nella società.

La bisessualità psichica ha una grande capacità: quella di contribuire all’interiorizzazione del femminile per entrambi i sessi e consente di abbandonarsi senza essere nell’angoscia di perdere la propria identità o di essere inghiottiti dall’apertura del corpo femminile. Si tratta di un struttura dinamica di natura psichica, che offre l’accesso all’altro nello stesso momento in cui il sé si fonda e poi si apre all’altro sessuato in se stesso. Indica anche il mancato raggiungimento della sessualità quando l’adolescente esita tra l’attrazione nei confronti delle persone del proprio sesso e quelle del sesso opposto.

Avviene così che l’omosessualità trova le origini, tra le altre cause, nell’alterazione o fallimento dell’elaborazione della bisessualità psichica. D’altra parte, l’accettazione del femminile sia per il ragazzo sia per la ragazza è una condizione necessaria per il passaggio al senso dell’alterità  sessuale. In questo processo il padre detiene un ruolo preponderante.

Gilberto Gobbi

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