Alcuni miti sessuali.

 Sulla sessualità, e in particolare sulla funzione sessuale, vi è una serie di convinzioni, che si tramandano da una generazione all’altra, quali “verità” generali, che condizionano gli atteggiamenti e l’immaginario erotico delle persone, e quindi la stessa  relazione della coppia. Sono convinzioni che vengono da molto lontano: le loro origini si perdono nelle nebbie del passato, assumendo valore, quasi una collezione mitologica d’affermazioni e convinzioni sul sesso. Tutto ciò, malgrado la rivoluzione sessuale.

 1. L’uomo ha sempre voglia ed è sempre disposto a fare l’amore. E’ il mito per antonomasia, quello legato alla permanente disponibilità dell’uomo a fare sesso. L’affermazione, di per sé, presenta una mezza verità: la disponibilità frequente ed accentuata è constatabile nell’uomo, purché non vi siano delle disfunzioni di vario tipo (organiche o psicologiche); tuttavia non sempre l’uomo è nelle condizioni per rispondere agli stimoli erotici (esterni o interni) che lo sollecitano. In più, nell’affermazione vi è un’identificazione tra “sesso” e “amore”. Vi sono parecchi uomini che distinguono i due aspetti, per cui, pur essendoci la voglia, “fanno l’amore” solo con la persona con cui hanno un profondo legame affettivo, rifiutando, per convinzione, di fare con altre solo del sesso. Di norma, questi uomini anche nella relazione con il coniuge o con la persona “affettiva” non attuano “l’assalto alla diligenza”, ma sanno contemperare i loro desideri con quelli del partner e con le convinzioni valoriali.

2. Sessualità uguale a rapporto sessuale. E’ una convinzione molto diffusa, ma ritengo che, dopo quanto è stato scritto nelle pagine precedenti, di esser riuscito a demitizzare e far cogliere come la sessualità permei la vita e che non necessariamente la sessualità coincide con il coito. Il rapporto sessuale è una delle espressioni privilegiate con cui le persone esprimono la loro intimità e la loro unione. Per le diverse espressioni nella vita sessuale, rimando alle pagine precedenti sulla genitalità, l’istinto, il corpo sessuato, e sulla comunicazione tonico-emozionale.

3. Il rapporto deve sempre avvenire solo dietro proposta dell’uomo. Questo presupposto ha radici lontane nel tempo, quando l’uomo prendeva l’iniziativa e la donna doveva sottostare. Non poteva osare di chiedere perché culturalmente alla donna non era permesso: vi era la convinzione che la donna che per prima faceva approcci sessuali era un’immorale e una poco di buono. I tempi sono cambiati e i desideri sono facilmente esprimibili da entrambi. Eventualmente può succedere che l’uomo confonda la richiesta d’affettuosità della donna con l’atto sessuale, per questo spesso la donna si astiene anche da tale richiesta, per evitare di dover sottostare alle pressioni eventuali del coniuge. Non tutti i contatti fisici devono concludersi con il rapporto sessuale. Ora vi sono uomini che si lamentano di dover essere sempre i primi a prendere l’iniziativa: anche all’uomo piace essere oggetto di desiderio e d’attenzione sessuale. Una serena complicità permette a ciascuno di prendere l’iniziativa.

4. Se due persone si amano sapranno certamente come godere assieme anche sessualmente. Come l’amore non s’impara dai libri, ma è una realtà sentita, vissuta e agita, così, ritengo, che se veramente due persone di amano arriveranno anche a godere della dimensione fisica dell’amore. Potranno anche esserci delle difficoltà, che saranno appianate e risolte dalla disponibilità che scaturisce dall’amore.

5. Il sesso è veramente soddisfacente solo, quando i partner hanno un orgasmo contemporaneamente. E’ un mito da sfatare, ma che si sta radicando nelle nuove generazioni, dopo la sbornia della rivoluzione sessuale e l’invasione di tanti istruzioni per l’uso. Il vissuto sessuale può essere profondamente soddisfacente in multiple situazioni, in cui vi sia coinvolgimento affettivo anche senza la contemporaneità dell’orgasmo o anche in assenza di esso.

La contemporaneità si realizza alcune volte (3 o 4 volte su 10 rapporti?), o in casi rari, senza che questo debba comportare frustrazione, connessa all’ansia di prestazione (essere capace di far venire il partner). E’ un complesso proprio del maschio, che sta contagiando la donna, che resta male se nel rapporto non ha avuto l’orgasmo come pensato da lei. Tra l’altro, più il pensiero della donna si concentra sul volere l’orgasmo a tutti i costi, meno si rilassa, meno si abbandona, meno si coinvolge nell’amplesso e meno ottiene ciò che vuole. Vi sono donne che vivono profondamente l’amplesso, che hanno l’orgasmo o prima o dopo il partner o anche no, ma che alla  fine si sentono profondamente soddisfatte per aver condiviso con il proprio uomo se stesse. Alla fine dell’atto dicono con soddisfazione: “E’ stato bello!”. Vi è stata la donazione reciproca.

6. Il partner in una relazione sessuale sa istintivamente cosa vuole o pensa l’altro partner. La ritengo un’affermazione ardita e piena di supponenza, salvo che non vi sia stata un’intensa vita sessuale assieme e l’aver raggiunto un’intimità psicologica, in cui il disvelamento dei propri vissuti e desideri sessuali siano stati veramente profondi. Altrimenti, ritenere di capire che cosa vuole e pensa il partner fa parte del pensiero onnipotente infantile. Invece, attenzione, ascolto, disponibilità e apertura sono aspetti della relazione, che permettono alla coppia di vivere l’intimità affettiva con delicata attenzione.

7. Se un uomo perde la sua erezione, significa che non trova attraente il suo partner. Non vi è alcun automatismo tra la perdita dell’erezione e la non attrazione nei confronti del partner. Va anche ricordato che sembra non esserci uomo che almeno una volta nella sua vita non abbia fatto cilecca nel rapporto sessuale. Le cause della perdita d’erezione possono essere varie: da disfunzioni fisiologiche a stanchezza, tensione psicologia, ansia, ecc.

Nella relazione della coppia, di fronte alla perdita dell’erezione, i vissuti dei due sono diversi: l’uomo può provare vergogna, impotenza, confusione, la donna senso di deprivazione, di trascuratezza, ma anche di comprensione della situazione. Proprio la comprensione reciproca, il parlarne senza farne drammi, in non cadere nell’attesa di un’ottima prestazione nei successivi rapporti e l’eventuale farsi aiutare da un esperto permette alla coppia di superare le difficoltà e di recuperare una buona intesa sessuale.

8. Un uomo non può dire di “no” al sesso, una donna non può dire di “no” al sesso. Questa affermazione appartiene ad una concezione di un istinto sessuale umano dipendente solo dalla fisicità. Nelle pagine precedenti è stato chiarito che l’istinto sessuale umano è intriso di razionalità, e come tale non è soggetto ad una forza istintuale cieca. L’uomo e la donna, pertanto, possono dire di “no” al sesso, ma non possono rifiutarsi di esseri sessuati.

Gilberto Gobbi

Sorgente: Alcuni miti sessuali . G.G. | Tempo e Spazio. Il blog di Gilberto Gobbi

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