8 marzo

L’islam e le donne.

Coloro che sono nati nei paesi democratici non possono sapere a che punto i diritti che a loro sembrano del tutto naturali sono inimmaginabili per altri che vivono nelle teocrazie islamiche. Avrei meritato, come qualsiasi essere umano, di essere nata in un Paese democratico, non ho avuto questa fortuna, allora sono nata ribelle. Ma che cos’è portare il velo, abitare un corpo velato? Cosa significa venire condannata a essere chiusa in un corpo velato perché femminile? Chi ha il diritto di parlarne?
Avevo tredici anni quando la legge islamica si è imposta in Iran sotto la ferula di Khomeini rientrato dalla Francia con la benedizione di molti intellettuali francesi. Una volta ancora, questi ultimi avevano deciso per gli altri quel che doveva essere la loro libertà e il loro avvenire. Una volta ancora, si erano prodigati in lezioni di morale e in consigli politici. Una volta ancora non avevano visto arrivare niente, non avevano capito niente. Una volta ancora, avevano dimenticato tutto, e forti dei loro errori passati, si apprestavano a osservare impunemente le prove subite dagli altri, a soffrire per procura, anche a costo di fare, al momento opportuno, qualche revisione straziante che tuttavia non intaccherà né la loro buona coscienza né la loro superbia.
Certi intellettuali francesi parlano volentieri al posto degli altri. E oggi ecco che parlano al posto di quelle che non hanno voce – quel posto che, per decenza, nessuno al di fuori di esse dovrebbe cercare di occupare. Perché, questi intellettuali, insistono, firmano, presentano petizioni. Parlano della scuola, dove non hanno più messo piede da lungo tempo, delle periferie dove non hanno mai messo piede, parlano del velo sotto il quale non hanno mai vissuto. Decidono strategie e tattiche, dimenticando che quelle di cui parlano esistono, vivono in Francia, Stato di diritto, e non sono un soggetto su cui dissertare, un prodotto di sintesi per esercitazioni scolastiche. Smetteranno mai di lastricare di buone intenzioni l’inferno degli altri, pronti a tutto per avere il loro nome in fondo a un articolo di giornale?
Possono rispondermi, questi intellettuali?
Perché si velano le ragazze, solamente le ragazze, le adolescenti di sedici anni, di quattordici anni, le ragazzine di dodici anni, di dieci anni, di nove anni, di sette anni? Perché si nascondono i loro corpi, la loro capigliatura? Che cosa significa realmente velare le ragazze? Che cosa si cerca di inculcare, di instillare in loro? Perché all’inizio non sono loro ad avere scelto di essere velate. Sono state velate. E come si vive, si abita un corpo di adolescente velata? Dopo tutto, perché non si velano i ragazzi musulmani? I loro corpi, le loro capigliature non possono suscitare il desiderio delle ragazze? Ma le ragazze non sono fatte per avere desideri, nell’islam, solamente per essere l’oggetto del desiderio degli uomini.
Non si nasconde ciò di cui si ha vergogna? I nostri difetti, le nostre debolezze, le nostre insufficienze, le nostre carenze, le nostre frustrazioni, le nostre anomalie, le nostre impotenze, le nostre meschinità, i nostri cedimenti, i nostri errori, le nostre inferiorità, le nostre mediocrità, le nostre ignavie, le nostre vulnerabilità, i nostri sbagli, i nostri inganni, i nostri delitti, le nostre colpe, le nostre ruberie, i nostri stupri, i nostri peccati, i nostri crimini? Presso i musulmani, una ragazza, dalla sua nascita, è un’onta da nascondere poiché non è un figlio maschio. Essa è in sé l’insufficienza, l’impotenza, l’inferiorità… Essa è il potenziale oggetto del reato. Ogni tentativo di atto sessuale da parte dell’uomo prima del matrimonio è colpa sua. Essa è l’oggetto potenziale dello stupro, del peccato, dell’incesto e anche del furto dal momento che gli uomini possono rubarle il pudore con un semplice sguardo. In breve, essa è la colpevolezza in persona, giacché essa crea il desiderio, esso stesso colpevole, nell’uomo. Una ragazza è una minaccia permanente per i dogmi e la morale islamici. Essa è l’oggetto potenziale del crimine, sgozzata dal padre o dai fratelli per lavare l’onore macchiato. Perché l’onore degli uomini musulmani si lava con il sangue delle ragazze! Chi non ha udito delle donne urlare la loro disperazione nella sala parto dove hanno appena messo al mondo una figlia invece del figlio desiderato, chi non ha sentito alcune di loro supplicare, invocare la morte sulla loro figlia o su loro stesse, chi non ha visto la disperazione di una madre che ha appena messo al mondo la sua simile, che le rinfaccerà le sue proprie sofferenze, chi non ha sentito delle madri dire: "Gettatela nella pattumiera, soffocatela se è femmina", per paura di essere pestate o ripudiate, non può comprendere l’umiliazione di essere donna nei Paesi musulmani. Rendo qui omaggio al film di Jafar Panahi, Il cerchio, che mette in scena la maledizione di nascere femmina in un Paese musulmano.

Charlotte Javanne Giù i veli ed Lindau

L’8 marzo, la festa della donna. Qualcuno ci regalerà mummificati rametti di mimosa sotto cellophane e soprattutto verranno raccolte inutili firme contro la violenza sulle donne.

La violenza sulle donne è stata ufficializzata dall’Onu il 2 agosto 1990 con il riconoscimento della “Libertà dell’uomo islamico di seguire la Umma”, vale a dire la Sharia, così equiparata alla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo.

Molte persone penseranno inevitabilmente le affermazioni contro le donne, pochissime se paragonate al corano,  che possiamo trovare nel Vecchio o nel nuovo Testamento. Il Vecchio e il Nuovo Testamento e il Corano non possono essere interpretati come testi simili. Il Vecchio e il Nuovo Testamento sono ispirati, anche secondo i credenti più ortodossi sono scritti da uomini. Ogni rigo è scritto da un uomo, e ogni uomo è inserito nel proprio tempo e può sbagliare. I grandissimi profeti della Bibbia, tutti, commettono errori, perché sono uomini. La Bibbia è un libro straordinario, scritto da uomini che parla di uomini. Le storie, tutte, sono metafore e come tale vanno interpretate.

E sono storie di uomini, non di semidei.

Re Davide è the best of the best, the hero, the super hero. Eppure ad un certo punto re Davide manda a morte certa il soldato fedele per fregargli la moglie: questo non vuol dire che questo sia il comportamento encomiabile, vuol dire che tutti, anche il re più grande, può fare porcate. Padre Abramo insieme alla schiava fa un bambino e poi lascia entrambi nel deserto. Vuol dire che questa è una buona cosa? Vuol dire, che chiunque, può fare cose meravigliose ed errori, può dire cose meravigliose ed errori. Il fatto che i padri della Chiesa faccia affermazioni misogine e antisemite, non vuol dire che dobbiamo essere misogini e antisemiti, ma semplicemente che anche loro sbagliano, perché sono uomini. Si può  benissimo affermare che quando San Paolo chiede “Donne, siate sottomosse ai vostri mariti, così come al vostro Signore”  non ha detto una cosa condivisibile,  chi lo afferma resta  un ottimo cristiano. Anzi, una persona che affermasse oggi che le donne devono sottomettersi ai mariti perché lo dice San Paolo, dovrebbe risponderne. San Paolo era giustificato dal fatto di essere un uomo del suo tempo, noi non lo siamo più.  Essendo i nostri testi sacri scritti da uomini, devono sempre essere contestualizzati al periodo storico cui appartengono. E devono sempre essere elaborati in un lavoro di interpretazione che si chiama filologia, il che chiarisce come il mio pensiero sia comunque sempre il primo strumento con cui mi metto  in contatto con la Divinità.

Il Corano non è ispirato, è dettato, il Corano è Dio, è increato, esiste da prima dell’esistenza del mondo. Non è permessa alcuna elaborazione filologia e l’affermazione che il  Corano è increato all’ulteriore problema di annullare il concetto di causa e effetto, e il concetto libero arbitrio.

Nell’islam ogni distinzione tra religione e stato è impensabile, non è ipotizzabile. Chiunque pensi che sia possibile non conosce il corano e la vita di Maometto, cioè non conosce l’Islam. I periodi di laicità nell’Islam sono stati brevi, blindati da personaggi autarchici, come Ataturk in Turchia o lo si ha in Persia e terminano inesorabilmente.

 

L’islam e le donne

Nell’islam ci sono 3 pilastri: il corano, la vita di Maometto e la umma ( l’insieme dei precetti)

Il corano, che è increato, è Dio, ogni sillaba è legge e sempre lo sarà.

La vita di Maometto è al di sopra di ogni critica. Qualsiasi cosa abbia fatto Maometto non può essere criticata. Chiunque critichi la poligamia sta criticando sia il Corano che lo stesso profeta Maometto. Il problema drammatico è che delle numerosissime mogli di Maometto la preferita è stata terza, Aisha. Aisha  è stata sposata quando lei aveva sette anni. Il matrimonio è stato consumato quando aveva nove anni. Chiunque affermi che una bambina di sette anni non deve sposarsi sta criticando Maometto cioè sta commettendo blasfemia. Questo il motivo per cui quando l’ayatollah Khomeini giunse al governo in Iran la seconda legge che fece fu di abbassare a otto anni l’età minima del matrimonio per le donne, la prima legge fu di istituire la lapidazione. All’età di otto anni una bambina diventa adulta, può essere sposata può essere lapidata, deve portare il velo. La più piccola lapidata in Iran aveva 12 anni e aveva subito uno stupro. Maometto dichiarò più volte che la giovanissima sposa era di gran lunga la sua preferita. Nonostante questo lei però è riuscita a facilitare la sua voce: nell’Islam il destino delle donne è dolore. Il matrimonio con bambina è legale sempre più paesi, oltre ovviamente, era la sua vita, e si sta diffondendo soprattutto in Gran Bretagna. Sono diverse centinaia i casi fino adesso dimostrati di bambine di otto anni già sposate, vanno a scuola con le loro divise simili a quelle di via di Hatty Potter, e il dolore della deflorazione. Se sono centinaia di casi di bambine di otto anni sono migliaia di casi di bambine in tutta Europa sposate a 12 13 14 anni.

La lapidazione fu istituita da Mosè nell’età del bronzo, quando la punizione draconiana dell’adultera era la norma ovunque, la necessità per uscire dalla preistoria e entrare nella storia che gli uomini fossero certi della paternità dei figli che mantenevano e per i quali si ammazzavano di lavoro.. Fu poi abbandonata sempre di più. Nella Bibbia il successivo dove ci siano contraddizioni annulla il precedente e ben prima di Gesù compare l’11esimo comandamento, non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. L’episodio riportato nel Vangelo di Giovanni sull’adultera è una discussione tra ebrei, dove tutti arrivano alla conclusione che è meglio lasciar perdere. Dopo secoli che l’adultera era stata graziata, quando ormai i tempi della lapidazione erano ovunque finiti Maometto la istituisce di nuovo e le permette di traghettare i secoli.

La punizione dell’adultera protegge gli stupratori. Dato che nella sharia più stretta  perché sia riconosciuto la stupro, e dato che la parola della donna non ha valore, perché ci sia stato stupro occorre che quattro uomini d’onore abbiano assistito e testimonino che la donna non era consenziente. In tutti gli altri casi l’uomo afferma che lei era consenziente, la parola di lei vale di meno e il risultato che la donna stuprata di trova ad affrontare lei il giudizio per immoralità.

Il velo islamico è sancito dal verso del Corano impone alle donne di coprire le parti belle. Possiamo discutere cosa sono le parti belle questo il motivo per cui per secoli il velo non è mai stato usato nell’Islam dell’estremo oriente e stava quasi scomparendo verso la metà del secolo scorso. La moglie di Assad e Rania di Giordania vestono all’occidentale perché quali siano le parti belle è un precetto della umma, quindi qui margini di discussione ci sono. Sono i genitali e il seno oppure gli occhi e il sorriso? Il velo è stato imposto a tutti negli anni 80 ed è un punto fondamentale. Il velo è una prigione di tela. La razza umana si è evoluta al sole. La mancanza di sole sulla pelle causa rachitismo, osteoporosi, carie, depressione cronica per mancanza di vitamina D e di serotonina. Il velo nei paesi islamici e imposto anche le donne non islamiche. Questo sta succedendo anche sul suolo europeo. In Gran Bretagna della divisa delle poliziotte fa anche parte il velo islamico d’ordinanza, che deve essere obbligatoriamente portato quando entrano in quartieri maggioranza islamica. Nelle piscine, nelle ore in cui sono affittate dagli islamici, le bagnine l’obbligo di indossare il burkini. In Afghanistan era sufficiente avere una caviglia scoperta per essere condannate a morte. Le donne che portavano lo smalto hanno avuto le dita amputate con le tronchesine. Il caso più atroce è il  terribile racconto delle quindici ragazze morte nell’incendio della loro scuola in Arabia Saudita nel Marzo del 2002. Non essendoci uomini nella scuola, le ragazze avevano tolto l’abito Islamico per le lezioni. La polizia saudita religiosa, la muttawa , non ha permesso loro di uscire dalla scuola in fiamme perché non erano velate. Non hanno aperto i cancelli e le ragazze sono bruciate vive. La morte delle ragazze era preferibile al rischio di esporre gli uomini del vicinato a pensieri impuri.

 

Altro punto fondamentale differenza dell’Islam con le altre religioni e che nell’Islam è ufficialmente autorizzato lo stupro etnico, vietato invece nella spiritualità biblico evangelica dal comandamento non desiderare la donna degli altri.

Sta scritto nel Corano. Il Corano nella sura 4:24 dice:
E vi sono vietate le mogli sposate di altri popoli a meno che non siano cadute nelle vostre mani (come prigioniere di guerra o schiave comprate). . .

Questo vieta a un vero credente l’adulterio con una donna dei popoli infedele, ma non gli vieta lo stupro.

Inoltre Maometto prese come concubine delle donne prede di guerra. Chi critichi questa pratica quindi commette blasfemia.

Quando per il favore divino la fortezza fu espugnata, il nemico perdette ogni forza e fu incapace di reagire. Il popolo fedele non incontrò più ostacoli e pose mano al saccheggio in piena sicurezza. Si potrebbe dire che la vista della possibilità di poter fare bottino di ragazzi e belle donne devastasse i loro cuori e i loro animi. Trassero fuori da tutti i palazzi, che uguagliavano il palazzo di Salomone e si avvicinavano alla sfera del cielo, trassero nelle strade strappandole dai letti d’oro, dalle tende tempestate di pietre preziose, le beltà greche, franche, russe, ungheresi, cinesi khotanesi, cioè in breve le belle dai morbidi capelli, uguali alle chiome degli idoli, appartenenti alle razze più diverse, e i giovinetti che suscitavano turbamento, incontri paradisiaci.

 

Questa è la descrizione della presa di Costantinopoli da parte di Maometto II. Il brano è preso da “Storia del signore della conquista” di Tarsun Beg Kemal, vale a dire è il racconto ufficiale, quello su cui i bambini turchi studiano la storia. Quindi lo stato turco comincia la sua storia con: abbiamo violentato le donne e i ragazzini.

Anche in Europa, certo, sempre, ma almeno ufficialmente era vietato. Non si poteva scrivere. E quando le cose sono vietate ufficialmente tempo pochi secoli ( non è ironico) scompaiono. Quando non sono vietate ma incoraggiate anche nelle linee teoriche non possono scomparire mai.

Questo verso fa sì che in Europa, ( UK e Norvegia) percentuali di cittadini di origine islamica di seconda e terza generazioni dichiarino in percentuali variabili che ritengono le donne occidentali, che non portano il velo e soprattutto quando abbiano comportamenti promiscui, una giusta preda. Su questo concetto si è basata l’aggressione di 8 uomini islamici pachistani, dai media pudicamente definiti asiatici, a 631 ragazzine inglesi cristiane con situazioni familiari molto fragili, accolte cioè in case di accoglienza, attirate con promesse di piccoli doni, schede telefoniche, cellulari, e stuprate sistematicamente. http://www.loccidentale.it/node/116425

Tre di loro si sono suicidate. Assistenti sociali per mesi si sono rifiutate di dare peso alle denunce delle ragazzine perché l’uomo islamico che insidia la ragazzina bionda fa tanto “balla razzista “ che per evitare l’accusa di islamofobia, hanno preferito non credere. Non è un caso che tutto sia saltato fuori grazie a un giudice di origine pachistana. Tutti i magistrati inglesi di origine inglese sono stati paralizzati dal terrore di essere accusati di razzismo e islamofobia. L’accusa di razzismo e islmaofobia è gravissima: tutte le associazioni islamiche e quelle “antirazziste” attaccano chiedendo risarcimenti milionari. Quello che hanno pensato magistrati e assistenti sociali è

Se faccio un processo: uomini islamici contro ragazzine inglesi e risulta una falsa accusa, rischio di essere massacrato anche economicamente oltre che uscire dalla società civile.

Meglio far finta di niente.

Poche settimane fa una corte inglese ha prosciolto dall’accusa di stupro un islamico di seconda generazione asserendo che fa parte della sua civiltà il non comprendere che una ragazza che  porti abiti succiniti e sia andata in discoteca abbia il diritto di rifiutare l’atto sessuale.

 

L’islam e le donne in Europa e USA.

 

Il fatto che  la sharia sia stata equiparata dall’onu, di cui noi facciamo parte, alla Dichiarazione dei Diritti, fa sì che essa sia accettata anche in Europa. Contrariamente alla base della democrazia, leggi uguali per tutti, il multiculturalismo prescrive leggi diverse a seconda del gruppo di appartenenza.

Il divieto di picchiare la propria moglie che si rifiuti di accondiscendere ai doveri coniugali, il divieto di sopprimere una figlia che si sia coniugata con un non  musulmano, vietato dalla umma,  violano “La libertà dell’Uomo islamico di seguire la Umma”

 

  • Nel contesto della tutela delle minoranze, le minoranze islamiche richiedono il riconoscimento della shari’a (legge islamica), nell’attuazione dell’autonomia collettiva. Il Regno Unito ha riconosciuto le corti arbitrali islamiche (volontarie) in materia di diritto di famiglia e per una certa parte anche di diritto contrattuale.
  • In molti Stati europei, le istituzioni sono di fronte al dilemma del riconoscimento di istituzioni giuridiche islamiche come, per esempio, la poligamia, attraverso le richieste di unione famigliare per moglie e figli dei matrimoni poligami. Il Norvegia la poligamia è raccomandata sugli opuscoli in arabo e norvegese per “l’integrazione” finanziati dal governo e sempre più numerosi sono i casi di poligamia norvegese, non come ricongiungimento.
  • Cittadini europei non possono sposare donne con la cittadinanza di paesi islamici perché le ambasciate rifiutano di far avere i documenti necessari al matrimonio se l’uomo non si converte all’islam, in quanto la sharia, riconosciuta dall’onu e quindi da tutti i paesi che appartengono all’onu, vieta il matrimonio tra una donna islamica e un occidentale, perché il marito è superiore alla moglie e l’islam sempre deve dominare e non può essere dominato.
  • Le istituzioni hanno già abdicato alla difesa dei minori perché permettono che bambine anche di otto anni vadano a scuole velate: la mancanza di vitamina d e serotonina è un danno anche fisico.
  • Le istituzioni pronte a intervenire se una bambina occidentale di 12 o 13 o 14 anni resta incinta, non intervengono quando la ragazzina è islamica. I matrimoni con minori non sono ufficiali, sono celebrati solo con rito islamico, ma sono riconosciuti.

 

 

L’aumento vertiginosi su suolo europeo del delitti d’onore e l’indifferenza che accompagna questo dato è sconvolgente.

Nell’islam un verso del corano autorizza a picchiare le mogli se rifiutano l’atto sessuale e dato che nell’islam nel matrimonio la sposa non è presente e il suo consenso non è ritenuto necessario , l’obbligo a subire il contatto con il marito sempre è particolarmente odioso.

 

Lo scopo della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo era riconoscere che tutti gli uomini hanno alcune caratteristiche in comune, e che una di queste caratteristiche è l’anelito alla libertà, una caratteristica che appartiene alle tre sfere dell’umanità, il corpo alla mente l’anima. L’anelito alla libertà del mio corpo, che però va sbagliato essere costretto a subire dolore della motivazione, a subire l’arbitrio del digiuno, a subire la mancanza del sole, a subire l’oltraggio assoluto di una sessualità imposta. Il fatto che le femmine scelgano chi sarà il padre dei loro figli e che questa scelta sia inappellabile, è la base dell’evoluzione. La libertà appartiene alla mia mente, dando quindi il diritto di pensiero, il diritto di parola, il diritto di leggere e scrivere quello che mi pare, il diritto di fare vignette e film senza essere ammazzata. La libertà appartiene alla mia anima: il diritto di credere alla regione che voglio, e il diritto di informare le persone che amo e anche quelle di cui non mi importa un accidenti ,che secondo me la religione a cui credo particolarmente bella

La sedicente tolleranza che ha equiparato la Sharia alla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo ha avuto ha avuto diverse conseguenze devastanti. Il concetto base dell’autodeterminazione dei popoli: se a un popolo la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo gli fa schifo, non possiamo certo imporla. I tagliolini con il parmigiano, per esempio a noi piacciono moltissimo, ma i cinesi trovano il concetto del formaggio assolutamente ripugnante. Nell’Amazzonia mangiano le tarantole: sono proteine pure, sicuramente permesse nella dieta Dukan, ma da noi non hanno attecchito.

Il concetto di libertà quindi, in tutto questo, passa da un costituente del pacchetto base dell’individuo a un optional. Se un popolo la libertà non lo vuole, non si può imporre. La biologia e la psicologia ci dicono che l’amore per la libertà è un costituente irrinunciabile dell’individuo. La tragedia sono le due pseudoscienze che negano l’individuo: antropologia e sociologia. L’antropologia e la sociologia hanno dignità di scienza solo quando sono una branca della psicologia che a sua volta ha dignità di scienza solo se resta una branca della medicina. Nel primo anno della facoltà di psicologia si studiano biologia, genetica, anatomia del sistema nervoso centrale e neuroscienze. Questa formazione manca nelle facoltà di antropologia e sociologia, che quindi porta un’inversione del pensiero. L’unità di misura dell’uomo, è il gruppo, la società, il popolo sono insieme di individui ognuno diverso dall’altro ognuno con il libero arbitrio. Un uomo è facile misurare. Finisce dove finisce la sua pelle e comincia con il posto dove sente il dolore e scegliere cosa fare. Il popolo, l’etnia, sono concetti astratti. La civiltà della Somalia è l’infibulazione ma la scrittrice Hirsi Alì rifiuta che sia la sua civiltà. La civiltà pachistana è, in questo momento , è l’islam. I cristiani fanno parte di questa civiltà? L’accettare le altre civiltà calpesta le minoranze e i dissidenti. Inoltre molte donne islamiche vogliono essere picchiate e che la loro libertà sia spazzatura, ci assicurano gli iman.  Le alternative sono due.

O questa affermazione è falsa, o è vera, e il secondo caso è ancora più grave: vuol dire che la psiche è stata talmente devastata dall’infernale mistura di disprezzo e violenza gratuita da avere interiorizzato lo schema della persecuzione.

In Europa le immigrate sono minacciate se non portano il velo, uccise se vogliono vivere all’occidentale. I mariti spesso ricevono piccole somme se “convincono” le donne ad essere velate.

Il corano descrive il paradiso: Dio è assente nel paradiso islamico, la sua contemplazione non c’è. Il paradiso è inoltre separato, maschi e femmine, quindi un uomo non incontrerà più la sua sposa. Nel paradiso dei maschi vergini e giovinetti bellissimi vestiti di verde, zampilli di acqua, vino, musica, giardini.

Nel paradiso delle femmine fichi ed uva.

Quindi questo ci dà la spiegazione di tutto.

Le mutilazioni sessuali, http://www.silvanademari.com/mgf.htm il delitto d’onore, la lapidazione, il velo, il burka, http://www.silvanademari.com/giuiveli.htm le botte non sono gesti di astio verso le donne, ma una cortesia. Solo dopo che ogni istante della tua vita è stata resa un vero inferno, puoi passare l’eternità al reparto ortofrutta dell’ipercoop avendo anche l’impressione di averci fatto un affare.

Silvana De Mari

Un omaggio appassionato a Theo Van Gogh, che ha raccontato il martirio delle donne islamiche nel film Submission e per questo è stato ucciso, aperto in due come un panino da vivo, come ha detto con fierezza il suo assassinio.. Nessuna televisione ha osato trasmettere il suo film.

http://www.youtube.com/watch?v=neQcqyUAhr8

Comments

  1. Grazie per lo splendido intervento a Melog.

  2. ho avuto il piacere di ascoltarla e di leggerla nel suo blog. grazie!

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