27 gennaio

Quest’anno per la prima volta andrò ad Auschwitz. Non avevo mai osato prendere la decisione. Andrò con un viaggio speciale: la marcia dei vivi. Il viaggio, organizzato dall’associazione Italia Israele, si permetterà quindi di entrare nel campo della morte insieme ai giovani israeliani, con le bandiere israeliane.

Sarà quindi questo viaggio un inno alla cultura di vita che alla fine vince sulla cultura di morte. L’antisemitismo accompagna da 2000 anni la storia del cristianesimo. L’antisemitismo esserci, il senso etico, certo, ma adesso che siamo di fronte al confronto con l’islam, l’ antisemitismo può essere il suicidio anche fisico del cristianesimo. L’unica possibilità che ha il cristianesimo di sopravvivere al suo confronto con l’Islam è risolvere sempre in grado distruggere l’interno.

Quest’anno come sempre non piango i morti ma ricordo i vivi.

I morti li ricordo tutti i giorni, quando al mattino presto esco, con addosso gli stivali e il giaccone e penso a corpi denutriti e nudi nella norma. I morti li ricordo tutte le volte che sento piangere un bambino e penso al pianto dei bambini torturati dalla fame, dai pidocchi, dalla sete, dal freddo, del gas che ha bruciato i polmoni dall’interno.

Oggi, 27 gennaio penso ai vivi: al popolo risorto dalle sue ceneri che ha fondato un paese libero ed etico.

Shalom Israel e che Dio ti benedica.