25 Marzo – L’Annunciazione

Chi smanetta su Internet ha già scoperto che chi ama la gpa ( la gpa è ciò che noi cafoni chiamiamo utero in affitto) e i loro fiancheggiatori spesso citano il concepimento di Cristo come esempio di concepimento fuori dalle normali leggi di natura.

E quindi i concepimenti fuori dalle leggi di natura sono giusti.
I campioni mondiali del pensiero analogico, non usano il pensiero basato sulla razionalità ( pensiero logico) ma su concetti arbitrari che si cerca di spacciare come giusti per somiglianza apparente ( da cui analogia ) con qualcosa di bello. O di buono. O di molto bello e molto buono, quello che per me, che sono credente, è il punto più bello e più ricco di tenerezza di quello in cui credo.

Sto parlando del concepimento di Gesù annunciato dall’arcangelo Gabriele.

L’evento avviene il 25 marzo, giorno in cui Tolkien pone la caduta di Mordor, la caduta del male, e giorno in cui è morto mio padre, che riteneva il mistero dell’annunciazione il più bello. È rappresentato proprio per la sua bellezza, bellezza estetica, un angelo e una fanciulla, l’uno di fronte all’altra. L’Angelo è rappresentato con un giglio in mano e la bellezza del giglio aggiunge il suo luminoso candore alla bellezza della fanciulla bellissima e del bellissimo angelo. Nella mia mente (se sapessi dipingere lo rappresenterei così ) nella mano di Gabriele non c’è un giglio, ma un melograno. Maria è china sullo scrittoio, sta scrivendo, sta copiando per il piacere infinito di farlo, su un piccolo pezzo di pergamena, i primi versi della genesi. Li sta copiando per sentire in ogni lettera la bellezza, perché ogni lettera ha una forma e un significato e tracciandola con la mano lei può sentirne tutta la potenza.
In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
E improvvisamente la stanza si riempie del profumo di melograno. Maria si perde un attimo a godere del profumo, poi pensa che è strano, è troppo presto, in quella giornata di primavera , perché già ci siano i melograni. Alza gli occhi e si trova faccia a faccia con l’angelo che ha ali enormi che portano il ricordo del mare e del vento sulle colline e che tiene in mano il frutto tondo che si dischiude sui chicchi, ognuno tondo rosso è magnifico, ognuno con il colore di una goccia di sangue. Maria accetta , dice sì, il suo assenso è stato chiesto, il destino del mondo è affidato al suo assenso
fiat mihi secundum verbum tuum,
E nel suo corpo allora si forma come un chicco di melograno l’origine della nuova vita.
Ed ora arriva l’analogia. La gravidanza di Maria si può considerare come un utero in affitto.

No, l’utero in affitto non c’entra un fico. Lei resta con il suo bambino in braccio ben stretto al seno dopo che lo ha partorito, mica arrivano due descamisados per portarglielo via e stringerlo loro, oppure la donna ricca troppo cool per portare una gravidanza. Nemmeno l’impagabile logica del militante pro gpa può tirare in mezzo l’utero in affitto. D’accordo, forse non è un esempio di utero in affitto ma è sicuramente un’eterologa.
È la stessa cosa di un’eterologa.
Una fecondazione senza sessualità.
Un’eterologa.
La stessa cosa.
L’arcangelo Gabriele che si inginocchia con un giglio (melograno) in mano per portare un messaggio di Dio, mentre nelle sue ali c’è il riflesso del sole sulle prime onde dell’alba e il fruscio delle ali delle tortore.

Secondo i militanti delle pratiche dove si nega la natura questo è paragonabile a un’eterologa, cioè è la stessa cosa che stare su un lettino chirurgico con un tizio che mentre chiacchiera con un altro sull’ultima partita ti dice che devi allargare di più le gambe.

Che orrore.

La vita deve nascere dall’amore tra un uomo e una donna. Un uomo deve concepire suo figlio nel ventre di una donna amata, dopo averla sedotta, affascinata. Questa regola è la regola di Dio e nessuno può violarla salvo appunto Dio.

Quindi l’omuncolo che fabbrica un figlio nel ventre di una donna che non ha sedotto, che non ha amato , che non conosce nemmeno, la donnetta che fa portare la gravidanza alla donna povera che a casa sua non farebbe entrare nemmeno per prendere un caffè, sono in realtà un omuncolo e una donnetta che nel loro delirio si stanno fingendo Dio.

Silvana De  Mari

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